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ATTUALITA'

Al volante guida e basta

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Di Francesca Romano

– Sta guidando. Risponde al cellulare, controlla i social, non guarda la strada. Un camion lo investe. Lui muore. Il conducente del camion ricoverato in condizioni gravi.
La scena appena descritta non è frutto dell’immaginazione. Queste cose accadono e continuano ad accadere.

Purtroppo negli ultimi anni, è aumentato il numero degli incidenti stradali mortali, l’81% dei quali è causato dalla distrazione del guidatore dovuta principalmente all’uso del telefonino. È molto comune usare, anche ingenuamente, il telefono alla guida, magari per rispondere a chiamate o messaggi . Queste abitudini possono avere delle conseguenze molto pericolose.

Come si può evitare? Proprio per sensibilizzare i guidatori a concentrarsi mentre si è al volante è stata lanciata l’ app “Guida e basta”. La decisone è stata presa dall’ Anas in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato per diffondere il messaggio della sicurezza stradale. L’app permette di inviare ai contatti selezionati un messaggio per avvisarli che ci si sta per mettere alla guida e quindi non sarà possibile rispondere alle chiamate o messaggi.

È davvero così importante non usare il telefono alla guida?
Basti pensare che usare il telefono al volante  fa abbassare la soglia di concentrazione come se si stesse guidando in stato di ebrezza. I tempi di reazione del conducente si riducono notevolmente, rendendo superiore fino a 4 volte rispetto alla norma il rischio di incidenti. Quando si parla di incidenti stradali, spesso vengono coinvoltie oltre che la persona interessata, anche le persone che ci circondano.
Per questo l’uso del telefonino alla guida è vietato dalla legge 173 del codice stradale, che permette solo l’uso dell’auricolare. Inoltre chi non rispetta questo provvedimento riceverà una multa che va da 161 euro a 646.
Non sono esclusi da questo quadro i pedoni. Nel nostro paese infatti, i dati forniti da Istat e Aci hanno riportato un aumento delle morti dei pedoni a causa della distrazione da telefonino. Che siate guidatori o pedoni non c’è scusa. Il telefono per le strade non può essere usato, ne va della nostra stessa incolumità e di quella delle persone che ci stanno attorno. Spero che questo articolo vi possa essere stato utile e vi abbia indotto a prestare sempre attenzione.

ATTUALITA'

SICILIA/Quando l’Etna torna a far paura

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di Francesco Garbarino

– Nella notte tra il 25 e il 26 dicembre si è verificato un terremoto di magnitudo 4.8 nelle zone intorno a Catania. Tanta paura e tanti sfollati ma nessuna vittima.

Che cosa è successo?

Nella notte tra Natale e Santo Stefano, in Sicilia, si è verificato un terremoto di magnitudo 4.8 con epicentro tra Viagrande e Trecastagni in provincia di Catania. Tanti i comuni colpiti in particolare quelli di Zafferana Etnea (con la frazione di Fleri), Acireale (con la frazione di Pennisi), Aci Sant’Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina.

Che cosa ha causato?

Questo terremoto ha causato molti danni. Le case non agibili sono 422 i plessi scolastici inagibili sono 33 ma il numero che viene più all’occhio sono 1096 sono gli sfollati di cui 300 hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome e 794 quelli ospitati in alberghi convenzionati con la Regione Sicilia.

Chi ha causato tutto ciò?

A scatenare tutto questo è stato l’Etna. Dall’alto dei suoi 500.000 anni, l’Etna è uno dei vulcani più attivi del mondo ed è tornato a farsi sentire, questa volta più che mai. Secondo Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dal 24 dicembre mattina a oggi si sono succedute circa 1.000 scosse, molte piccole e rilevabili solo dagli strumenti, quattro uguali o superiori a magnitudo 4. Questo evento ci fa capire che non bisogna mai scherzare con la natura e inoltre quando la terra si arrabbia per tutto il male che le facciamo questo è quello che succede e inoltre la terra ci punisce quando meno ce lo aspettiamo.

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ATTUALITA'

SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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ATTUALITA'

GATWICK/ Scatta l’allarme droni

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di Tea Sperandio

Tra mercoledì 19 e venerdì 21 dicembre l’aeroporto di Gatwick, il secondo più importante di Londra, è rimasto chiuso per circa trenta ore causando la cancellazione di numerosissimi voli e, di conseguenza, un enorme disagio ai passeggeri.

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