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ORIZZONTI

CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

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di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. Gli adulti, indaffarati anche in una giornata così speciale, attendono con ansia il momento del brindisi. Pieni di aspettative per l’anno venturo e delusi di quello passato non si rendono conto, o più probabilmente non vogliono, che anche questa volta i loro desideri sono destinati a rimanere irrealizzati. I più piccoli, sapendo di non poter bere perché “non abbastanza grandi”, soffocano quella punta di disappunto con la consapevolezza che, se saranno abbastanza bravi, potranno rimanere svegli fino a mezz’aria notte e vedere i fuochi d’artificio. Sono emozionati, forse perché pensano di essere diventati più grandi; eppure, la sera successiva dovranno nuovamente andare a letto presto. Le nonne, forse, andranno a letto presto, in modo da potersi alzare di buon ora la mattina seguente e preparare il pranzo per figli e nipoti (e anche per il marito che, anche se è passato un anno, è ancora lì, a rompere le scatole, invece di lasciargli la pensione). Così, apparentemente, tutto passa, tutto si ripete, in un circolo vizioso in cui trovare la felicità appare impossibile. Eppure, qualcosa resta: il ricordo indelebile dei bei momenti trascorsi in famiglia, con gli amici e i propri cari. Il ricordo di tutte quelle persone un poco noiose, a volte, con cui spesso litighiamo o abbiamo delle incomprensioni, ma a cui vogliamo e vorremo sempre bene. E che cosa resta più impresso nella mente delle pietanze prelibate di Capodanno? Abbiamo pensato di stilare una piccola lista di ricette gustose per il primo dell’anno. La maggior parte di queste appartengono alla tradizione delle nostre terre, mentre altre contengono una punta di modernità.

Carré di agnello alle erbe aromatiche
Ingredienti:

  • 900 g di carré di agnello
  • erbe aromatiche (timo ,salvia ,rosmarino, maggiorana)
  • 100 ml di vino bianco secco
  • olio
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Spennellate il carré d’agnello con un composto di olio (2 cucchiai), aglio (1 spicchio, schiacciato) e pepe, poi fatelo rosolare in un tegame con due cucchiai d’olio, il vino e un pizzico di sale. Lasciate evaporare il vino e aggiungete le erbe aromatiche finemente tritate (cospargetelo completamente). Ungete un tegame con un cucchiaio d’olio o del burro, ponetevi dentro l’agnello e cuocete il tutto a 190° per 30 minuti a forno ventilato. Mentre la carne cuoce, cuocete in un tegame le patate con due cucchiai d’olio e lo scalogno. Sfornate l’agnello e impiattate le costolette guarnendole con le patate.

Bicchierini con cotechino e lenticchie
Si tratta di una ricetta semplice per dare un tocco di novità ad un must della tradizione italiana.
Ingredienti:

  • 300g di lenticchie lessate
  • 1 cotechino di medie dimensioni
  • 1 cipolla
  • 1/2 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere di brodo
  • 3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 uovo
  • 2 fette di pane in cassetta lungo e senza bordi
  • 1 cucchiaio di olio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Dopo aver lessato e scolato le lenticchie, fatele cuocere a fuoco lento con un cucchiaio di olio, un pizzico di pepe e di sale e un soffritto di carota, cipolla e sedano. Aggiungete la salsa di pomodoro e il brodo a poco a poco e lasciate cuocere per 15 minuti. Tagliate il cotechino (già lessato) a pezzetti, aggiungetelo al tutto e fatelo cuocere per altri cinque minuti.
Nel frattempo tagliate le fette di pane in modo che possano “rivestire” uno stampo per muffin (per ogni bicchierino dovrete ritagliare un cerchio da porre sul fondo dello stampo e un rettangolo chiuso ad anello per rivestirne le pareti) e spennellatele con un uovo sbattuto. Riempite i bicchierini con cotechino, lenticchie e salsa e cuocete il tutto a 180° per 15 minuti a forno ventilato.

Risotto con crema agli scampi
Ingredienti:

  • 400 gr di riso
  • 800 gr di scampi
  • 50 ml di passata di pomodoro
  • 100 ml di panna da cucina
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 tazzina di cognac
  • olio
  • sale quanto basta
  • prezzemolo

Procedimento:
Pulite gli scampi e mettete le chele e le testa in un tegame con un litro e mezzo d’acqua, un bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale, una cipolla, una carota e un gambo di sedano tagliati finemente. Fate cuocere il brodo di cottura per circa 45 minuti. In un altro tegame fate cuocere gli scampi con un soffritto d’aglio e due cucchiai d’olio per 1 minuto, poi aggiungete il cognac e aspettate che evapori. Aggiungete la salsa di pomodoro e fate cuocere il tutto per altri 15 minuti. Nel frattempo fate cuocere il riso in una casseruola con due cucchiai d’olio e la cipolla tritata. Aggiungete il vino bianco, continuando a mescolare finchè il vino non sarà evaporato. A questo punto filtrate il brodo e aggiungetelo gradualmente al riso, continuando a mescolare. Poi frullate gli scampi e aggiungete la panna. Aggiungete il tutto al riso 10 minuti prima del termine della cottura.

Tortelli con coniglio e spinaci
Ingredienti:

  • 200 g di farina 00
  • 2 uova intere
  • 200 g di polpa di coniglio arrosto (o vitello)
  • 100 g di spinaci lessati
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di pangrattato finissimo
  • sale
  • pepe
  • noce moscata
  • burro
  • parmigiano reggiano
  • sugo d’arrosto

Procedimento:
Frullate la carne, gli spinaci, il pangrattato, il sale, il pepe e la noce moscata, poi aggiungete il tuorlo e impastate il composto con l’aiuto di un cucchiaio. Versate la farina su un’asse di legno, formando un cratere, mettete due uova al centro e lavorate l’impasto con le mani. Coprite l’impasto con uno strofinaccio e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per 20 minuti. Lavorate la pasta con l’aiuto di un mattarello e stendetela utilizzando una macchina per pasta. Tagliate la pasta in strisce (larghe circa 5 cm) e distribuite il ripieno (una noce) ad una distanza di circa 4 cm l’uno dall’altro. Sovrapponetevi una seconda striscia di pasta e fatele aderire bene con l’aiuto di una forchetta. Tagliate i ravioli dandogli una forma quadrata, rettangolare o circolare. Fateli asciugare i tortelli per circa 3 ore prima di farli bollire in acqua per 5 minuti circa. Scolateli ed impiattateli con burro fuso, parmigiano e tre cucchiai di sugo d’arrosto.

Cipolline glassate
Ingredienti:

  • 500 g di cipolline
  • 80 g di burro
  • 10 g di zucchero
  • Sale quanto basta

Procedimento:
Lavate ed asciugate le cipolline, poi mettetele in un tegamino con il burro ed un pizzico di sale. Fatele cuocere continuando a mescolare finché non avranno assorbito parte del liquido, poi aggiungee lo zucchero e bagnatele a filo con acqua tiepida.  Cuocetele col coperchio, a fuoco basso, fino alla completa evaporazione del condimento, mescolandole di tanto in tanto.

Girelle di sfoglia al pesto
Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 mazzetto di basilico
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 3 cucchiai di grana grattugiato
  • pecorino
  • olio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Per preparare il pesto frullate le foglie di basilico con i pinoli, l’olio, il parmigiano, il pecorino, pepe e sale. Poi prendete la sfoglia e stendetevi quattro cucchiai di pesto. Piegate le estremità verso il centro e arrotolate la pasta sfoglia (otterrete un rotolo). Avvolgetela nella pellicola e mettetelo in frigorifero per circa trenta minuti. Infine, tagliate delle fette di circa mezzo centimetro di spessore e infornatele a 190° per 30 minuti a forno ventilato.

Tortine foresta nera
Ingredienti:

75 g di burro
40 g di cacao amaro in polvere
30 g di farina
3 uova
2 bustine di vanillina
250 g di amarene
210 g di zucchero
250 ml di panna fresca da montare
100 g di cioccolato fondente

Procedimento:
Fate sciogliere il burro a fuoco basso in un tegamino. In una ciotola unite le uova con la vanillina e 30 g di zucchero e montatele con le fruste elettriche per circa 5 minuti. Unite cacao e farina al composto poco a poco, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto. Aggiungete anche il burro e mescolate per 1 minuto. Versate l’impasto piccoli stampini (preferibilmente 6 di lato 4 cm) imburrati abbondantemente e fatelo cuocere a 180° per 20 minuti a forno ventilato. Al termine della cottura aprite leggermente il forno (potete aiutarvi con un cucchiaio di legno) e lasciateli intiepidire. Poi, sformate le tortine e appoggiatele su una grata. Cuocete le amarene (snocciolate) con 180 g di zucchero e 0,2 l d’acqua per circa 5 minuti, poi fatele sgocciolare con l’aiuto di un colino e versate lo sciroppo in una ciotolina. Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e nel frattempo tagliate 4 strisce di carta da forno (altezza di 10 cm). Spalmatele con un leggero strato di cioccolato fuso e chiudetele ad anello. Chiudeteli con dei pezzettini di spago e metteteli 30 minuti nel congelatore. Tagliate le tortine ricavando 3 dischetti per ciascuna e bagnateli con lo sciroppo di amarene. Montate le tortine frapponendo uno strato di panna montata e amarene ai dischetti e rivestitele con la panna avanzata. Infine, srotolate le strisce di carta da forno e fate aderire il cioccolato alle tortine.

ATTUALITA'

SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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ATTUALITA'

Economia e Sviluppo/C’è ancora spazio per il progresso?

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di Alberto Zali

– Martedì 5 giugno – ore 20: 52 – Giuseppe Conte ottiene la fiducia in Senato. Bufera nei giorni precedenti circa chi dovesse ricoprire la carica di Ministro dell’Economia. Il ruolo, a sostituzione del no-euro Paolo Savona, verrà ricoperto da Giovanni Tria, professore di economia ed ex consulente economico di Forza Italia. Ma chi è Tria? E soprattutto quale sarà la sua linea politico – economica? Lega e 5 Stelle hanno ottenuto, tra slogan e promesse elettorali, un consenso senza precedenti: ora ci chiediamo se saranno in grado di mantenere tali promesse – flax tax e reddito di cittadinanza in primis – e se, soprattutto, l’Italia ne ricaverà giovamento.

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ORIZZONTI

Il lavoro:un diritto da tutelare/La colonna portante della legislazione italiana

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Di

di Aurora Tamburini

– Secondo il primo articolo della Costituzione il lavoro, congiunto alla democrazia, è il principio sul quale si basa la repubblica Italiana. (altro…)

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