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ORIZZONTI

Cosa ci ha insegnato Adele?

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di Easytuesday

– La sua voce ci ha emozionato e i suoi testi sono ricchi di lezioni di vita.
Di chi stiamo parlando?
Di Adele!
La cantante londinese ha esordito nel 2010 con il brano “Someone like you” e da allora di strada ne ha fatta molta: oggi ha 30 anni, una famiglia e molto da dire al mondo, non solo attraverso la musica.

CREDETE IN VOI STESSI E IGNORATE LE CRITICHE
Ebbene sì, Adele non ha avuto una vita facile. Noi la conosciamo come la ragazza poco più che adolescente con il cuore spezzato, che canta rivolgendosi al suo ex, ma in realtà Adele già da bambina ne aveva passate tante. Nata e cresciuta in un quartiere malfamato di Londra da una madre single, la cantante ha dovuto lavorare sodo per essere quella che é oggi. Lei stessa in un’intervista ci racconta di quanti “no” ha ricevuto prima di riuscire a pubblicare il suo primo album.
Non vi sembra forse impossibile che un’artista con un simile talento abbia dovuto faticare tanto prima che la sua bravura venisse riconosciuta?
Inoltre, piú volte ha dovuto far fronte e subire critiche per il suo aspetto e per il suo peso soprattutto prima del suo ritiro (momentaneo) dalla scena musicale, ma la sua risposta è stata: “Io non faccio musica per gli occhi, la faccio per le orecchie”.
Ognuno di noi nella vita ha ricevuto delle “porte in faccia” e delle critiche: c’è chi riesce a non farci caso e chi, invece, si lascia influenzare rischiando di abbandonare un sogno.
La ragazzina cresciuta in una zona operaia di Londra, che ha coltivato il suo sogno di cantante riuscendo a vincere addirittura un Grammy Award – premio assegnato nel settore della musica generalmente considerato come l’equivalente dei premi Oscar nel mondo del cinema – ci ha insegnato una grande lezione importante: coltivate le vostre passioni, credete in voi stessi, combattete per ciò che volete, perché nessun’altro lo farà al posto vostro.

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ORIZZONTI

CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

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Di

di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. (altro…)

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ATTUALITA'

SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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ATTUALITA'

Economia e Sviluppo/C’è ancora spazio per il progresso?

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di Alberto Zali

– Martedì 5 giugno – ore 20: 52 – Giuseppe Conte ottiene la fiducia in Senato. Bufera nei giorni precedenti circa chi dovesse ricoprire la carica di Ministro dell’Economia. Il ruolo, a sostituzione del no-euro Paolo Savona, verrà ricoperto da Giovanni Tria, professore di economia ed ex consulente economico di Forza Italia. Ma chi è Tria? E soprattutto quale sarà la sua linea politico – economica? Lega e 5 Stelle hanno ottenuto, tra slogan e promesse elettorali, un consenso senza precedenti: ora ci chiediamo se saranno in grado di mantenere tali promesse – flax tax e reddito di cittadinanza in primis – e se, soprattutto, l’Italia ne ricaverà giovamento.

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