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Spose Bambine/Una voce strozzata

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di Sara Avallato e Isabella Mistretta

– Da ogni parte del mondo giovani e adulti hanno alzato la voce in nome di Noura Hussein, la sposa bambina condannata a morte per essersi difesa dal suo stupratore.

È stata data in moglie ad un uomo del doppio dei suoi anni e ,pur avendo lottato con l’aiuto di una zia per evitare quel matrimonio senza amore, è stata costretta a celebrare le nozze a soli 15 anni.

La stessa sera, Noura si è rifiutata di consumare il matrimonio, ma questo non è servito a far cambiare idea al marito, il quale, facendosi aiutare dai suoi fratelli che le tenevano ferme gambe e braccia, l’ha stuprata. Proprio per questo, il giorno dopo Noura, capendo che l’incubo si sarebbe ripetuto, ha preso un coltello ed ha pugnalato a morte l’uomo. Si tratta senza dubbio di un atto di coraggio più che motivato, ma questa non è l’opinione dei genitori della ragazza, che l’hanno immediatamente denunciata alle autorità.

La condanna a morte, annunciata nell’ultimo processo, non deve sorprendere: basti pensare che il Sudan, teatro della vicenda, non riconosce come reato lo stupro coniugale, e che quindi non è possibile classificare l’accaduto legittima difesa.

Mancano pochi giorni all’impiccagione di Noura, colpevole soltanto di essere stata abbastanza forte da difendersi dal suo stupratore. Per evitare che si aggiunga un’altra donna all’infinita lista delle vittime di violenze, è comparsa su change.org una petizione per scarcerarla. Ogni giorno si aggiungono centinaia e centinaia di firme, un grido disperato per far capire al mondo che non staremo in silenzio di fronte all’ennesima ingiustizia.

Purtroppo quest’ingiusta realtà non è presente solo nel paese della piccola Noura, ma, dalle notizie che giungono dal mondo e come capiamo dal film che oggi affiancherà questo articolo, in molti altri.

Storie di ragazze sottoposte all’autorità dei genitori, di un marito non desiderato, che sono oppresse ed a cui è tolta la libertà, per convenienza o credenza.

Il film turco Mustang mostra allo spettatore la vita di cinque giovani sorelle, abitanti di un piccolo paesino della Turchia, dando la possibilità di immergersi completamente in un clima opprimente e pieno di proibizioni. Le protagoniste sono nel pieno dell’adolescenza ed ognuna di loro sperimenta a modo suo quel che vuol dire vivere, divertirsi ed affacciarsi a quello che potrebbe essere un mondo pieno di possibilità e scelte. Seguendo attentamente la vicenda è facile rimanere spiazzati dal modo in cui tutte queste aspettative vengano bruscamente troncate dalla famiglia senza nemmeno il tempo di averle scoperte.

Sembra quasi la realtà di un altro pianeta, eppure centinaia, migliaia di ragazze, di vittime, si ritrovano a doverla vivere tutti i giorni senza avere la possibilità di essere aiutate o ascoltate.

La loro dignità, tradita dai parenti e dalle persone a loro più vicine, sotterrata insieme a quella vita che è stata loro rubata.

 

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Untergunther / I Robin Hood dell’arte dimenticata

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a cura della Redazione Sharing Nicoloso

– Gli Untergunther sono un gruppo di restauratori, architetti ed esperti d’arte che, volendo mettere in luce tesori artistici ormai dimenticati, operano in quasi totale clandestinità a Parigi. Essi agiscono di notte intrufolandosi in edifici nazionali e monumenti eludendo, grazie alla collaborazione di un esperto, i sistemi di sicurezza; non è infatti possibile trovare alcun video sul web che li ritragga durante la loro attività.

Gli Untergunther vogliono restaurare principalmente opere che sembrano invisibili per l’amministrazione, che a malapena possiede i soldi per preservare le opere più importanti, di conseguenza lascia in rovina quelle con meno rilevanza.

I paladini del restauro clandestino di Parigi hanno mantenuto per un anno, partendo dal settembre del 2005, una specie di base segreta sulla cima del Pantheon per poter lavorare su un antico orologio Wagner costruito nel 1850, che è bloccato dal 1960 per un sabotaggio agli ingranaggi.

Dopo un anno dall’inizio dei lavori gli Untergunther hanno restaurato l’orologio e non possono più mantenere l’anonimato, sia per l’importanza dell’edificio, che avevano abitato abusivamente, sia per la manutenzione costante che avrebbe necessitano l’orologio. Si dirigono dall’amministratore del Pantheon per comunicargli l’intenzione di rimettere il Wagner in moto, ricevendo però dall’uomo una denuncia immediata, caduta subito dato che la legge francese non si occupa di chi si introduce illegalmente in un edificio nazionale.

In seguito l’orologio è stato bloccato nuovamente dalle autorità preoccupate di doversi occupare dell’opera.

Pochi giorni dopo scatta una nuova denuncia contro di loro, perché stati sono colti sul fatto mentre si introducevano nuovamente nel Pantheon con una troupe di giornalisti giapponesi, ma anche in questo caso vengono assolti.

In questo momento sono chissà dove a restituire l’antico splendore ad opere dimenticate, non con lo scopo di ricevere qualcosa in cambio, ma trascinati semplicemente dalla loro passione per l’arte e per questo ritengo che siano persone ammirevoli e degne di riconoscenza da parte di tutti gli amanti di oggetti con valenza storica.

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Avicii/Shakespeare: il dilemma tra vita e morte

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Di #sharingwednesday
-Questo 20 Aprile il mondo della musica ha perso ancora una volta una delle sue stelle più brillanti.  (altro…)

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Armenia, quando le proteste hanno successo

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di Valentino

-In Armenia è successo qualcosa di incredibile: dopo 10 giorni di protesta, il 23 aprile si è dimesso ufficialmente il primo ministro Serzh Sargsyan, in carica da 10 anni. In un periodo durato decenni in cui si è parlato di ondate di protesta (i moti dell’89, la Primavera Araba), gli Armeni sono riusciti a ottenere ciò che volevano. (altro…)

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