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Il lavoro:un diritto da tutelare/La colonna portante della legislazione italiana

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di Aurora Tamburini

– Secondo il primo articolo della Costituzione il lavoro, congiunto alla democrazia, è il principio sul quale si basa la repubblica Italiana.

È chiaro che il pilastro fondatore dello Stato Italiano sia proprio il lavoro, ma quanto è ancora attuale tale affermazione nella società odierna? Quali sono gli aspetti negativi del lavoro in italia?
La penisola italiana è una terra estremamente ricca di bellezze naturali e artistiche, ambita meta turistica per la sua rinomata cucina, per i suoi paesaggi mozzafiato e per il clima accogliente, tanto da far invidia ai colleghi europei.

DISOCCUPAZIONE E “LAVORO NERO”
Da una lato la crisi ha creato la precarietà di molti posti di lavoro, mentre dall’altro ha instaurato un meccanismo di forte incremento della richiesta lavorativa.
Attualmente sono quasi 3 milioni gli italiani che non lavorano, o meglio che non hanno un impiego riconosciuto.
Difatti, dall’altra parte della medaglia, si assiste al deplorevole fenomeno che incombe su tutto lo stivale, anche tra i minorenni: il cosiddetto “lavoro nero”.
Il lavoro nero, chiamato anche “irregolare”, sottintende ad una condizione stabilita tra lavoratore e datore di lavoro che non viene riconosciuta lecita dallo Stato, dove le prestazioni lavorative e la tutela dell’impiegato non vengono né dichiarate esplicitamente nè rispettate, perchè prive di contratto ufficiale.
Il compito della Repubblica quindi, è amministrare e salvaguardare i diritti degli occupati, attraverso le norme contenute nello Statuto dei lavoratori, e tutelare il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

SICUREZZA E PREVENZIONE SUL LAVORO
La più importante di queste è senza dubbio quella che riguarda la salute e la sicurezza del lavoratore.
Tali garanzie vengono raggiunte nel momento in cui si attua la prevenzione, conseguita attraverso una corretta formazione ed informazione nel campo di ogni settore lavorativo.
I lavoratori perciò non sono soltanto i soggetti passivi da tutelare, ma anche in primis, i diretti responsabili delle loro azioni, dovendo essere consapevoli delle condizioni loro imposte nell’ambito lavorativo e rispettando le norme di prevenzione contro il rischio di infortuni.
Rispetto agli anni passati, si è riscontrato un calo delle denuncie di infortuni sul lavoro anche se la cifra resta comunque elevata, viste le misure di prevenzione all’avanguardia disponibili al giorno d’oggi.
Lo scorso anno l’INAIL, l’ente nazionale delle assicurazioni e degli infortuni sul lavoro, ha rilevato dati sconcertanti: più di 635 mila casi di infortuni, di cui oltre mille con esito mortale.

UNA VITTIMA DEL LAVORO
Risale a pochi giorni fa, un’incidente che ha avuto luogo a Genova, all’interno di una delle sale del Museo del Mare. Un operaio di circa 50 anni stava svolgendo alcuni lavori su un trabatello quando è precipitato da un’altezza di circa 4 metri.
L’uomo è stato trasportato immediatamente al pronto soccorso dell’ospedale Galliera dove gli sono state prestate le cure del caso.
Prontamente è intervenuto il segretario della CISL Liguria Luca Maestripieri esprimendo il suo rammarico per i numerosi incidenti avvenuti: “Cgil, Cisl e Uil si mobiliteranno attraverso le assemblee, nei posti di lavoro, nelle fabbriche e nei cantieri per far partire una sensibilizzazione capace non solo di coinvolgere il mondo del lavoro ma anche tutti i cittadini. Ci sono interventi legislativi da fare, bisogna agire sugli appalti, sulla precarietà del lavoro e in tutti quei luoghi dove si annidano i rischi per la salute delle persone”.

Quella della prevenzione è una battaglia in corso, ma altrettanto arduo è il cammino per riuscire a garantire un posto di lavoro a coloro che ne sono esclusi.
Come dichiarato nell’articolo 4 della Costituzione “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società…”

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Chirurgia rigenerativa con cellule staminali del tessuto adiposo

Anna Gosio

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Le biotecnologie sono una scienza che consiste nell’utilizzo di esseri viventi per la produzione di un bene di interesse, che può essere un alimento, un farmaco o un biocarburante. In particolare le biotecnologie utilizzano molto spesso la tecnologia del DNA ricombinante, al fine di sfruttare il patrimonio genetico (o parte) di un qualunque organismo, inserendolo per esempio in un altro.

Le applicazioni dell’utilizzo di organismi geneticamente modificati (OGM) sono molto varie: dall’industria alla medicina, passando per la salvaguardia dell’ambiente e l’agricoltura.

Le biotecnologie sono un argomento molto interdisciplinare, che non comprende soltanto tutti i settori della biologia (fisiologia cellulare, biochimica, biologia molecolare, etc.), ma anche la chimica (in particolare la chimica organica), l’ingegneria, la fisica e l’informatica.

Chirurgia rigenerativa con cellule staminali del tessuto adiposo

Negli ultimi anni molti scienziati hanno dimostrato l’esistenza di cellule del corpo adulto capaci di riparare o rigenerare tessuti danneggiati. Oggi, grazie alla chirurgia rigenerativa, queste cellule vengono impiegate in campo ortopedico per la cura delle più diffuse patologie a carico di anca e ginocchio.

La cartilagine è un tessuto di sostegno fondamentale per le articolazioni e può andare incontro ad usura a causa dell’artrosi o in presenza di altre patologie provocando dolore articolare e problemi di movimento.

Oggi è possibile intervenire chirurgicamente per stimolare la rigenerazione cartilaginea, ottenendo una naturale ricrescita biologica del tessuto e innescando un processo di autoguarigione, senza l’impiego di materiali sintetici esterni.

Queste nuove metodologie di chirurgia ortopedica rigenerativa sfruttano le cosiddette cellule mesenchimali (cellule staminali adulte di origine adiposa) che vengono prelevate dallo stesso paziente e, dopo una particolare procedura di trattamento, iniettate nell’articolazione danneggiata (innesto autologo).

 

Usura della cartilagine e dolori articolari

Le articolazioni (come anca, ginocchio e spalla) sono le parti anatomiche che permettono l’utilizzo e la movimentazione delle estremità del corpo umano. Queste giunture svolgono un lavoro meccanico continuo e sono protette dalla cartilagine, una struttura complessa che ha il compito di ammortizzare e rendere fluido il movimento articolare.

Avendo una struttura non vascolarizzata la cartilagine ha una limitata la capacità di rigenerazione. Ciò la rende una delle parti del corpo più fragili e soggette all’usura.

Il conseguente avvicinamento dei capi ossei causa dolore con difficoltà nella deambulazione e nel normale di utilizzo dell’arto.

Traumi, malformazioni, errori posturali, patologie infiammatorie e degenerative possono determinare o aggravare un’usura eccessiva e precoce della cartilagine.

In alcuni casi il dolore è destinato a diventare sempre più acuto fino a rendere ardui i movimenti più semplici come scendere e salire dal letto. Quello che è iniziato come un fastidio passeggero può tramutarsi in un dolore cronico influenzando negativamente la sfera lavorativa e privata della persona.

 

Chirurgia rigenerativa e cura della cartilagine

Nei casi in cui le terapie conservative (mediche e fisioterapiche) siano inefficaci, è possibile ricorrere alla chirurgia rigenerativa e sottoporsi ad interventi con innesti autologhi di tessuto adiposo.

La chirurgia rigenerativa è una particolare branca della medicina che ha come obiettivo quello di riparare” cellule, tessuti e organi non con la sostituzione (come nel caso della chirurgia protesica, ad esempio), ma attraverso pratiche tecnologicamente avanzate di rigenerazione cellulare.

Le tecniche rigenerative, nate negli ultimi anni grazie al contributo di programmi di ricerca internazionali, si avvalgono di cellule staminali, riprogrammazione cellulare, terapia genetica e ingegneria tissutale.

Le ricerche sulla chirurgia rigenerativa hanno ottenuto, in ortopedia, grandi risultati rendendo l’impianto autologo di cellule mesenchimali prelevate dall’adipe una valida alternativa nella cura di patologie collegate all’usura cartilagine articolare.

Le cellule mesenchimali sono cellule staminali adulte e indifferenziate capaci di intraprendere percorsi differenziati e mutare in cellule di vari tessuti come cellule del tessuto osseo, adiposo, cartilagineo, cardiaco e muscolare e ancora in cellule neuron-like, cellule endoteliali, epatociti, cellule pancreatiche. 

 

Cosa sono le cellule mesenchimali adipose?

Le cellule mesenchimali di origine adiposa sono delle cellule staminali adulte estratte direttamente dal grasso corporeo. L’adipe è una fonte unica, facilmente accessibile e abbondante di cellule staminali adulte dall’alto potenziale rigenerativo. Il corpo umano è totalmente ricoperto di tessuto adiposo e in una persona sana rappresenta circa il 10-30% del peso.

Le cellule mesenchimali (MSC) sono cellule staminali che hanno proprietà immunomodulatorie, ovvero sono in grado di regolare le alterazioni delle risposte del sistema immunitario, hanno capacità anti-infiammatorie e una volta innestate nell’organismo migrano verso il tessuto danneggiato favorendo i processi rigenerativi in loco.

Dopo la scoperta iniziale avvenuta alla fine del XX secolo, i ricercatori hanno isolato le MSC da vari tessuti come il midollo osseo, il sangue del cordone ombelicale, la placenta, il liquido amniotico, il liquido sinoviale, il periostio e il grasso

Le cellule staminali del tessuto adiposo (ASC, ovvero: Adipose Stem Cell) sono state scoperte nel 2000 e sono state studiate per più di 10 anni. L’esito della ricerca le ha incoronate come elemento centrale della medicina rigenerativa

Le cellule staminali del tessuto adiposo, una volta innestate nell’organismo, sono in grado di stimolare la produzione della cartilagine, migliorare la lubrificazione del comparto intrarticolareaumentare la distanza tra i capi articolari riducendone l’attrito, mantenere lo spazio articolare per migliorare l’attività visco suppletiva del liquido sinoviale, provocare la rigenerazione cartilaginea a seguito di un evento traumatico o in conseguenza a una malformazione ossea.

Inoltre le ASC hanno una notevole capacità proliferativa sia in vivo, successivamente all’innesto, sia in vitro, in coltura, conservando un potenziale multilineare

 

Come si svolge l’intervento di chirurgia rigenerativa?

L’innesto autologo di ASC è un’operazione che prevede il prelievo e l’innesto di cellule mesenchimali adipose dal paziente che è contemporaneamente donatore e ricevente.

Utilizzare questo meccanismo ha diversi vantaggi quali: scarsa possibilità di rigetto, impossibilità di contrarre malattie infettive da altro donatorefacilità di riassorbimento da parte dell’organismo e tempi di recupero veloci con benefici a medio lungo termine.

L’intervento avviene senza ricovero e complessivamente ha una durata di circa 30 minuti. Avviene in un unico tempo operatorio e viene svolto secondo una prassi mini-invasiva.

Dopo l’anestesia locale – o generale a seconda delle necessità del paziente – il chirurgo effettua una piccola incisione nella zona addominale e procede con lalipoaspirazione aiutandosi con lievi pressioni nel punto di prelievo.

Il grasso recuperato viene processato attraverso un apposito kit monouso. Il materiale, pulito e purificato dai residui, assume una consistenza liquida. Finita la processazione, della durata di pochi minuti, vengono isolate le cellule mesenchimali pronte per essere iniettate.

In artroscopia si procede allo shaving articolare, ovvero alla pulizia cartilaginea, rimuovendo eventuali porzioni danneggiate. Infine viene effettuato l’innesto autologo di tessuto adiposo all’interno della cavità articolare.

Al termine dell’intervento la zona del prelievo viene suturata e coperta con un bendaggio compressivo. Dopo il trattamento in alcuni soggetti è possibile notare un lieve gonfiore nel punto della lipoaspirazione. In genere è consigliato tenere lamedicazione per circa una settimana e, a seconda del caso clinico, lo specialista potrà prescrivere un breve percorso riabilitativo.

 

Cellule mesenchimali e trattamento dell’artrosi

Le principali patologie che colpiscono la cartilagine sono le patologie reumatiche in particolare l’artrite e l’artrosi.

Un’équipe di ricercatori internazionali ha di recente monitorato l’effetto dell’innesto autologo di cellule mesenchimali adipose nelle articolazioni di ginocchio e anca a intervalli regolari durante l’anno successivo all’operazione.

Lo studio, condotto dal King Abdulaziz University Hospital in Arabia Saudita, ha coinvolto 1.128 persone affette da artrosi dal 2° al 4° stadio e quasi l’85% erano in stato di sovrappeso o obesità.

A distanza di 3/6 mesi dal trattamento coloro che avevano un indice di massa corporea maggiore e un grado di artrosi più avanzato presentavano una lenta rigenerazione cartilaginea.

Un ulteriore monitoraggio effettuato sugli stessi pazienti a distanza di 6/12 mesi dalla terapia, mostrava che i pazienti avevano raggiunto lo stesso risultato clinicodi pazienti con artrosi ad un livello minore e un minor indice di massa corporea. I ricercatori hanno concluso che l’infiltrazione autologa di cellule staminali adipose può essere considerata una terapia efficace, sicura e duratura, in grado di migliorare la qualità della vita del paziente.

 

 

 

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If I had a time machine, where would I like to go?

Anna Gosio

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Ever since I was a young girl, I’ve always read stories of adventurous men who discovered amazing places, people and new technologies. The one in particular which enchanted me the most was the Time Machine. This beautiful and impossible technology allows people to travel in time and space, whenever and wherever they want. A TV series I love to watch which deals with this amazing technology is Doctor Who: the protagonist is the Doctor, a time traveller who moves around through time and space with a TARDIS. This name means “Time And Relative Dimension In Space”: thanks to it, he can visit any place at any time. Every time I watch an episode of Doctor Who, I travel with him and visit new, fantastic places which seem impossible even to imagine. And I often ask myself: if I had a time machine, like the Doctor’s, where would I like to go? The answer is not easy… I’d like to see how the world will be in a hundred or maybe in a thousand years, but I’d also like to discover the secrets of Ancient Egypt and Ancient Greece. You know, travelling in space and time is not easy, and thanks to Doctor Who I learned that those kinds of adventures involve strict rules: for instance, if you travel in the past you MUST NOT interfere with any event, important or not, because the result of your action could change the whole history as you have always known it! And if you travel in the future, it would be better not to bring anything home with you as a souvenir, because the discovery of objects of the future could shock people or drive them crazy!

Despite all these rules, if I had a time machine I think I surely wouldn’t make a journey in the future. I don’t want to know how the future is before its time, and I don’t want to know MY future at all! If I saw my future, I would live in a constant fear. I don’t know how to explain it clearly, but I certainly know that many futures exist and not only one, so even a simple and insignificant action could change an entire life. That’s why I don’t want to know my future: I want to live my life day after day, and let my decisions build my own future, and not a stupid “spoiler”!

I’d prefer to travel in the past instead. As I said before, it would be interesting for me to live with the Ancient Egyptians and discover the secret of the pyramids, but I’ve already some requests: I’d like to go to the past, to the childhood of my father. He has always told me beautiful stories about his youth, his friends and his jokes at school, and I wish I was born in the same year as him in order to live these experiences with him! Moreover, I’m really curious to see the village of his birth, Rossiglione, in the 70s. It’s not a big city, but it’s the place where my father lived his first years of life and had some of his funniest experiences. I still go there in summer because my grandparents have a house there, and every time I go there with my dad he always tells me all his memories about that place, and I always envy him not to have lived at that time. I think we would have been great friends. But I think that I have the greatest honour: I am his daughter!

Another place I’d like to visit in the past is simply my city but in 1995, the year of birth of my boyfriend’s birth. I’m really attached to him and his family, and every time I see an old photograph of him when he was one or two years old, I wish I could squash his fluffy cheeks and his fat little feet and admire his beautiful green eyes and curly, blonde hair! I’d like to do the same with myself but, as I learned in Doctor Who, the contact with a younger myself of the past would create a paradox which would cause several problems. I’d really love to embrace the little version of myself and play with her also because I’m the only person on Earth who can totally understand her… but if time-traveling has its rules, it’s right to respect them.

As you can see, I have no special requests for my travel through space and time. My desires are simple and humble, but they make me really happy. Of course there are plenty of places and past events I’d like to live, but in the end, I think that the best thing is to live in the present. As Doctor Who says: This is who I am, right here, right now, all right? All that counts is here and now, and this is me!”.

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CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

Maria Elena Cassinelli

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di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. (altro…)

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