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ATTUALITA'

Cannes 2016: inizia la corsa alla Palma d’Oro

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di Angelica Zarafa –

Uno dei festival cinematografici più importanti del mondo è arrivato alla 69 edizione! L’evento, iniziato mercoledì scorso, ha permesso un’ ulteriore volta alle stelle del cinema – dopo il Met Gala di New York – di sfoggiare nuovi outfit e nuovi look.

Oggi dedichiamo particolare attenzione alle figure italiane, che spesso vengono sottovalutate e messe in secondo piano rispetto alle stelle hollywoodiane. Iniziamo con
Paolo Virzì, creatore del film “La Pazza Gioia” che racconta la storia di un’amicizia tra due donne (interpretate da Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi) nata all’interno di una casa di cura.
Marco Bellocchio invece ha realizzato “Fai Bei Sogni”, una pellicola che narra la storia di un giornalista inviato in Bosnia durante la guerra; il ruolo del protagonista è recitato da Valerio Mastandrea. Gli ultimi due film italiani in gara sono “Fiore” di Claudio Giavannesi – che racconta la storia di Daphne e Josh, due detenuti in un carcere minorile – e “Pericle il Nero” di Stefano Mordono, nel quale Riccardo Scamarcio interpreta un uomo che opera a servizio del Boss camorrista Don Luigi, emigrato in Belgio. Ma quali sono gli altri film che hanno la possibilità di vincere la Palma d’ Oro del Festival di Cannes? Ecco i titoli:
-“Toni Erdman”, regia di Maren Ade (Austria, Germania)
– “Julieta”, regia di Pedro Almodovar (Spagna)
– “Personal Shopper”, regia di Olivier Assayas (Francia)
– “American Honey”, regia di Andrea Arnold (Regno Unito, USA)
– “The Unknow Girl”, regia di Jean-Pierre e Luc Dardenne (Belgio)
– “Juste la fin du monde”, regia di Xavier Dolan (Francia e Canada)
– “Ma Loute”, regia di Bruno Dumont (Germania e Francia)
– “Peterson”, regia di Jim Jarmusch (USA)
– “Restel Vertical”, regia di Alain Guiraudie (Francia)
– “Aquarius”, regia di Kleber Mendonca Filho (Brasile)
– “From the Land of the Moon:, regia di Nicole Garcia (Francia)
– “I, Daniel Blake”, regia di Ken Loach (Francia e Regno Unito)
– “Ma’Rosa”, regia di Brillante Mendoza (Filippine)
– “Bacalaureat”, regia di Cristian Mungiu (Francia e Romania)
– “Loving”, regia di Jeff Nichols (Regno Unito e USA)
– “The Handmaiden”, regia di Park Chan-Wook (Corea del Sud)
– “The Last Face”, regia di Sean Penn (USA), regia di Cristi Puiu (Francia, Romania, Bosnia Herzegovina, Macedonia e Croazia)
– “Elle”, regia di Paul Verhoeven (Belgio, Germania e Francia)
– “The Neon Demon”, regia di Nicola Winding Refn (Francia, USA, Danimarca)
– “Forushande”, regia di Asghar Farhadi (Iran)

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MALASANITÀ/Il dramma del neonato morto al Pertini

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L’otto gennaio di quest’anno, al ospedale Pertini di Roma un neonato è morto soffocato quando la madre che lo stava allattando si addormenta.

Successivamente la procura ha aperto un fascicolo: “omicidio colposo”.

Intanto però la notizia si diffonde, e il padre del neonato racconta al Messaggero di come la donna fosse sfinita e priva di energie dopo ben 17 ore di travaglio.

La moglie aveva più volte chiesto ai responsabili del reparto di portare il neonato al nido del ospedale per poter riposare, anche solo per qualche ora.

Ma il permesso le era sempre stato negato.

Nei giorni successivi il fatto ha scatenato un accesso dibattito riguardante le procedure post-parto degli ospedali.

Infatti, negli ospedali solitamente è previsto il cosiddetto “rooming-in”, ovvero il neonato subito dopo il parto, viene tenuto nella stessa stanza della madre anziché in una camera in comune con altri neonati.

A questa pratica però, dovrebbe essere sempre proposta un alternativa cioè la gestione dei neonati da parte del Asilo del ospedale, fino al termine della permanenza.

Questa seconda opportunità non viene sempre tenuta in considerazione, e centinaia di donne nei giorni scorsi hanno raccontato la loro esperienza denunciando che la possibilità di usufruire del nido ospedaliero sia stata loro  negata.

Le domande che ci si pongono in questi casi sono molteplici: Cosa sarebbe accaduto se questa donna avesse potuto riposare per qualche ora? O anche solo sé qualcuno avesse avuto cura si sorvegliarla e assisterla? La pratica di rooming-in vale per qualsiasi situazione? È  davvero la scelta più adeguata?

Il drammatico evento che ha portato  il decesso del neonato di Roma dovrebbe stimolare le coscienze e una azione diretta delle istituzioni per tutelare maggiormente la salute delle donne dopo il parto.

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DALL'EUROPA

MODA/Un italiano al timone di Luis Vuitton

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Pietro Beccari è il nuovo amministratore delegato e presidente di Louis Vuitton. Un italiano, dunque, guiderà la marca francese di lusso più nota al mondo fondata da Bernard Arnault. Beccari succederà a Michael Burke. Mentre alla guida di Dior andrà Delphine Arnault, figlia primogenita dell’imprenditore attualmente “uomo più ricco del mondo” secondo Forbes. Un cambio ai vertici che era nell’aria e attendeva solo la conferma ufficiale. Questo è forse il primo dei molti i cambiamenti che attendono il mondo della moda per questo 2023, nel management come nelle direzioni creative.

Pietro Beccari, parmense classe 1967, ha iniziato il suo percorso professionale nel settore marketing di Benckiser (Italia) e Parmalat (Usa), per poi passare alla direzione generale di Henkel in Germania, dove ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della divisione Haircare.

Nel 2006 è entrato in LVMH in qualità di vicepresidente esecutivo marketing e comunicazione per Louis Vuitton, prima di diventare Presidente e ceo di Fendi nel 2012. Da febbraio 2018 è presidente e ceo di Christian Dior Couture, oltre che membro del comitato esecutivo di LVMH.

“Pietro Beccari”, ha commentato Bernard Arnault, fondatore e CEO di LVMH: “ha svolto un lavoro eccezionale in Christian Dior negli ultimi cinque anni. La sua leadership ha accelerato il fascino e il successo di questa iconica Maison. I valori di eleganza di Monsieur Dior e il suo spirito innovativo hanno ricevuto una nuova intensità, supportata da designer di grande talento. La reinvenzione della storica boutique al 30 di Montaigne è emblematica di questo slancio. Sono certo che Pietro condurrà Louis Vuitton a un nuovo livello di successo e di desiderabilità”.

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SCONTRO TRA TIFOSI SULLA A1/ quando la partita si “gioca” anche fuori dal campo

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Domenica otto gennaio, sulla A1, i tifosi del Napoli battezzano l’anno nuovo con le spranghe.

È l’area di servizio Badia al Pino, nei pressi di Arezzo, l’autogrill che ha dato luogo allo scontro tra gli ultrà del Napoli e quelli della Roma.

Secondo quanto riportato dalle fonti della polizia, sarebbero 80 tifosi partenopei che, con certezza, erano presenti in quel luogo al momento delle scontro con gli abitanti della capitale, e che stanno cercando di identificare.

Invece, quattro sarebbero i tifosi napoletani, di età compresa tra i 21 e i 27 anni, ad essere stati inseguiti e successivamente fermati dagli agenti di polizia, intenti a forzare un posto di blocco a Genova Nervi. Nel loro bagagliaio erano presenti delle mazze.

 

La ricostruzione dei fatti:

Secondo i dati riportati, i tifosi napoletani diretti a Genova, che si sono fermati nell’area di servizio che ha ospitato lo scontro, sarebbero stati circa 350. A intervenire subito sul luogo è stato il personale delle forze di polizia di Arezzo, che ha impedito che la situazione, già critica di per sé, si aggravasse in modo precipitoso. Il corpo di polizia avrebbe, infatti, fermato in tempo il transito di tifosi romanisti i quali, si era appreso, che fossero diretti nello stesso itinerario, per raggiungere lo stadio San Siro di Milano(per lo scontro con il Milan).

Ad aggiungersi a quelli provenienti da Arezzo, sarebbero stati altri agenti, diretti da Arno.

I tifosi della Roma in transito raccontano del loro viaggio verso Milano: una volta nei pressi di Genova, entrati a conoscenza della presenza dei partenopei nelle vicinanze, la marcia sarebbe rallentata, fino a fermarsi all’area di sosta. Proprio in questo luogo, una parte dei tifosi campani, posizionatosi lungo la recinzione, ha iniziato a scagliare oggetti contro le autovetture degli avversari.

Immediatamente, entrambi gli esponenti delle tifoserie si sono trasferiti verso l’uscita dell’area di sosta, dove i lanci di oggetti, quali bottiglie, coltelli, spranghe, fumogeni e non solo, sono continuati per brevi attimi; proprio in questo momento, un tifoso romanista sarebbe rimasto ferito da un’arma da taglio risultando in codice giallo.

In seguito all’accaduto, i tifosi romanisti sarebbero poi ripartiti dopo poco tempo, mentre i napoletani scortati dalle forze di polizia fino alla Stadio Luigi Ferraris di Genova, dove si é tenuto il match Sampdoria-Napoli.

In direzione nord, l’autostrada é rimasta chiusa per circa cinquanta minuti.

Quanto accaduto non risulta essere un fatto eccezionale. Gli scontri tra squadre avversarie, scaturiti dal desiderio di vendetta, o da semplice smania di violenza, avvengono, purtroppo, in modo molto frequente; esattamente come furti e atti vandalici nelle aree di servizio.

E allora diventa inevitabile domandarsi: è lecito che il tifo si trasformi in delinquenza?

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