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LA REALTA'

Alternanza scuola/sport: 10 cose da sapere a tutti i costi!

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di Claudia Demontis

– Come molti avranno sicuramente provato, spesso è difficile riuscire ad organizzare le nostre giornate; ancora più complesso si dimostra l’essere in grado di gestirle in maniera ordinata o, nella maggioranza dei casi, tirare avanti. Tra i numerosi impegni che decidiamo d’intraprendere nelle nostre vite, lo sport risulta molto importante. Essenziale per la routine di numerosi adulti, anziani, bambini e soprattutto per i giovani studenti, i quali devono riuscire a trovare un equilibrio sano tra scuola, vita sociale e sport.
Qui sotto, potete quindi trovare le dieci cose che solo chi fa sport a livello agonistico da studente può davvero capire:

1- Il riscaldamento non serve solo per iniziare la pratica sportiva, ma è ottimo per lo sfogo della giornata, è il momento in cui si discute, tra compagni, delle varie ingiustizie subite e dei rari (rarissimi!) colpi di fortuna avuti durante le lezioni.

2- L’istante più terribile è quello in cui ti rendi conto che l’allenamento è finito e devi tornare a casa a studiare.

3- Il giorno in cui devi studiare per il giorno dopo ma, grazie allo sport, decidi semplicemente di rinunciare e fare finta che non ci sia scuola prima o poi arriva!

4- I pomeriggi in cui devi studiare e scegli di andare ad allenamento sperando di farti male abbastanza per non andare a scuola.

5- Dimostrare un’esagerata cortesia nei confronti degli avversari prima di partite o gare credendo che la cosa, in forza del Karma, porterà a qualche ancestrale vantaggio nelle interrogazioni o nelle verifiche del giorno dopo.

6- Mostrare finta cortesia nei confronti degli avversari dopo partite o gare per non minare la buona sorte delle stelle e finire così le interrogazioni con una simpatica insufficienza.

7- Volere urlare ai tuoi compagni che non fanno sport “nullafacenti” frasi del tipo : “ti prego, dimmi ancora quante volte hai portato fuori il cane ” o ” ah, così hai dormito ieri pomeriggio?”

8- Sbattere in faccia il foglio delle programmate ai tuoi compagni di classe e sentirsi un vip.

9- Non poter uscire con gli amici nei weekend perchè si hanno partite o gare.

10- Rendersi conto che i tuoi compagni di squadra, o di corso, siano più che amici: compagni di esperienze fantastiche coi quali condividiamo fatiche, dolori, delusioni, gioie e vittorie. Ma soprattutto libri e quaderni…

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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