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LA REALTA'

Calcio, le risse “tornano di moda”

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di Camilla Groppo

– Domenica 10 aprile, a Palermo, sono stati documentati atti di violenza da parte dei tifosi delle due squadre di serie A che si stavano giocando un’importante partita di campionato. Mentre i giocatori di Palermo e Lazio calciavano il pallone, alcuni tifosi hanno iniziato una violenta rissa all’esterno dello stadio, culminata con un uomo caduto a terra e ripetutamente colpito in testa dagli avversari, dopo essere stato assalito.
Dopo un periodo di calma, tornano quindi gli scontri tra tifosi, che in Italia sembravano essersi finalmente placati.
Ieri, 11 aprile, le squadre di alcune scuole del levante ligure si sono affrontate per decretare quella più forte dell’anno. Gli spettatori sono stati in gran parte sportivi che, con cori e strumenti da stadio, incitavano la propria scuola, ma non sono mancati gli striscioni e i canti offensivi nei confronti dei team avversari.
Il copione si ripete: dai professionisti ai ragazzi, da Palermo a Santa Margherita, dalla Serie A ai tornei per dilettanti. Con il passare del tempo e nonostante l’istituzione di multe e divieti, coloro che hanno creato gli striscioni continueranno a crearli, finendo a prendere a calci un tifoso come loro o sapranno fermarsi prima? Un torneo interscolastico dovrebbe essere un momento di sfogo e allegria da passare tutti insieme; cosa spinge ad attuare comportamenti antisportivi e poco rispettosi, anche se di piccola portata?
Nella speranza che ciò non si ripeta, sia nei campi professionistici che in quelli dilettantistici, stasera, martedì 12 aprile, si giocano due delle quattro partite valide per i quarti di finale di ritorno di Champions League, con campioni che dovrebbero rappresentare un esempio di correttezza per i fans che li acclamano. Sfide per incantare i tifosi dell’Europa intera, sfide per conquistare la semifinale, sfide per sconfiggere la violenza negli stadi.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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