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LA REALTA'

Calcio: oltre alle critiche mancano anche i risultati

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di Lorenzo Dodi 

Il calcio in Italia è sicuramente lo sport più popolare, conosciuto e praticato, ma da diversi anni ormai sta perdendo il suo aspetto originale ricevendo molte critiche. Sono innumerevoli le cause e riguardano  tutti gli ambiti dai comportamenti dei giocatori all’arbitraggio, dagli schemi di gioco agli atteggiamenti e umori in campo.

In particolare la stagione ancora in corso sta riservando più dispiaceri che felicità, soprattutto dal punto di vista dei risultati: nessuna delle squadre dello stivale è presente  nelle competizioni europee dopo gli ottavi di finale. A seguito del felice anno precedente forse ci si  poteva attendere qualcosa di più, soprattutto dai due team che in questo periodo stanno dando spettacolo per le vittorie in campionato. Andando ad analizzare storicamente  la situazione attuale, si può dedurre che risultati così scoraggianti non si vedevano da 15 anni quando è avvenuta la medesima eliminazione dalle coppe agli ottavi. Il calcio italiano d’oggi è sempre più svalutato, il ranking fifa sostiene che sia inferiore a quello tedesco, spagnolo e inglese. Ma quali sono le cause di questa grave posizione e perché  l’Italia non riesce a migliorare? I motivi sono moltissimi, ma sicuramente uno dei principali è le poca fiducia che calciatori e allenatori nutrono nei confronti del nostro calcio. È opinione comune, purtroppo, che se un calciatore vuole diventare veramente importante deve andare a giocare in un campionato estero. Sono poche le squadre italiane che desiderano avere una rosa competitiva nel panorama europeo, e ciò non incentiva club minori a migliorarsi. 

Il calcio è un bene per l’ Italia, è opportuno preservare uno dei suoi tanti orgogli. Affinché ritorni uno sport bello e originale, come qualche anno fa, è necessario renderlo nuovamente un gioco, non uno strumento di mercato come è ora.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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