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ORIZZONTI

CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

Maria Elena Cassinelli

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di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. Gli adulti, indaffarati anche in una giornata così speciale, attendono con ansia il momento del brindisi. Pieni di aspettative per l’anno venturo e delusi di quello passato non si rendono conto, o più probabilmente non vogliono, che anche questa volta i loro desideri sono destinati a rimanere irrealizzati. I più piccoli, sapendo di non poter bere perché “non abbastanza grandi”, soffocano quella punta di disappunto con la consapevolezza che, se saranno abbastanza bravi, potranno rimanere svegli fino a mezz’aria notte e vedere i fuochi d’artificio. Sono emozionati, forse perché pensano di essere diventati più grandi; eppure, la sera successiva dovranno nuovamente andare a letto presto. Le nonne, forse, andranno a letto presto, in modo da potersi alzare di buon ora la mattina seguente e preparare il pranzo per figli e nipoti (e anche per il marito che, anche se è passato un anno, è ancora lì, a rompere le scatole, invece di lasciargli la pensione). Così, apparentemente, tutto passa, tutto si ripete, in un circolo vizioso in cui trovare la felicità appare impossibile. Eppure, qualcosa resta: il ricordo indelebile dei bei momenti trascorsi in famiglia, con gli amici e i propri cari. Il ricordo di tutte quelle persone un poco noiose, a volte, con cui spesso litighiamo o abbiamo delle incomprensioni, ma a cui vogliamo e vorremo sempre bene. E che cosa resta più impresso nella mente delle pietanze prelibate di Capodanno? Abbiamo pensato di stilare una piccola lista di ricette gustose per il primo dell’anno. La maggior parte di queste appartengono alla tradizione delle nostre terre, mentre altre contengono una punta di modernità.

Carré di agnello alle erbe aromatiche
Ingredienti:

  • 900 g di carré di agnello
  • erbe aromatiche (timo ,salvia ,rosmarino, maggiorana)
  • 100 ml di vino bianco secco
  • olio
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Spennellate il carré d’agnello con un composto di olio (2 cucchiai), aglio (1 spicchio, schiacciato) e pepe, poi fatelo rosolare in un tegame con due cucchiai d’olio, il vino e un pizzico di sale. Lasciate evaporare il vino e aggiungete le erbe aromatiche finemente tritate (cospargetelo completamente). Ungete un tegame con un cucchiaio d’olio o del burro, ponetevi dentro l’agnello e cuocete il tutto a 190° per 30 minuti a forno ventilato. Mentre la carne cuoce, cuocete in un tegame le patate con due cucchiai d’olio e lo scalogno. Sfornate l’agnello e impiattate le costolette guarnendole con le patate.

Bicchierini con cotechino e lenticchie
Si tratta di una ricetta semplice per dare un tocco di novità ad un must della tradizione italiana.
Ingredienti:

  • 300g di lenticchie lessate
  • 1 cotechino di medie dimensioni
  • 1 cipolla
  • 1/2 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere di brodo
  • 3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1 uovo
  • 2 fette di pane in cassetta lungo e senza bordi
  • 1 cucchiaio di olio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Dopo aver lessato e scolato le lenticchie, fatele cuocere a fuoco lento con un cucchiaio di olio, un pizzico di pepe e di sale e un soffritto di carota, cipolla e sedano. Aggiungete la salsa di pomodoro e il brodo a poco a poco e lasciate cuocere per 15 minuti. Tagliate il cotechino (già lessato) a pezzetti, aggiungetelo al tutto e fatelo cuocere per altri cinque minuti.
Nel frattempo tagliate le fette di pane in modo che possano “rivestire” uno stampo per muffin (per ogni bicchierino dovrete ritagliare un cerchio da porre sul fondo dello stampo e un rettangolo chiuso ad anello per rivestirne le pareti) e spennellatele con un uovo sbattuto. Riempite i bicchierini con cotechino, lenticchie e salsa e cuocete il tutto a 180° per 15 minuti a forno ventilato.

Risotto con crema agli scampi
Ingredienti:

  • 400 gr di riso
  • 800 gr di scampi
  • 50 ml di passata di pomodoro
  • 100 ml di panna da cucina
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 tazzina di cognac
  • olio
  • sale quanto basta
  • prezzemolo

Procedimento:
Pulite gli scampi e mettete le chele e le testa in un tegame con un litro e mezzo d’acqua, un bicchiere di vino bianco, un pizzico di sale, una cipolla, una carota e un gambo di sedano tagliati finemente. Fate cuocere il brodo di cottura per circa 45 minuti. In un altro tegame fate cuocere gli scampi con un soffritto d’aglio e due cucchiai d’olio per 1 minuto, poi aggiungete il cognac e aspettate che evapori. Aggiungete la salsa di pomodoro e fate cuocere il tutto per altri 15 minuti. Nel frattempo fate cuocere il riso in una casseruola con due cucchiai d’olio e la cipolla tritata. Aggiungete il vino bianco, continuando a mescolare finchè il vino non sarà evaporato. A questo punto filtrate il brodo e aggiungetelo gradualmente al riso, continuando a mescolare. Poi frullate gli scampi e aggiungete la panna. Aggiungete il tutto al riso 10 minuti prima del termine della cottura.

Tortelli con coniglio e spinaci
Ingredienti:

  • 200 g di farina 00
  • 2 uova intere
  • 200 g di polpa di coniglio arrosto (o vitello)
  • 100 g di spinaci lessati
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di pangrattato finissimo
  • sale
  • pepe
  • noce moscata
  • burro
  • parmigiano reggiano
  • sugo d’arrosto

Procedimento:
Frullate la carne, gli spinaci, il pangrattato, il sale, il pepe e la noce moscata, poi aggiungete il tuorlo e impastate il composto con l’aiuto di un cucchiaio. Versate la farina su un’asse di legno, formando un cratere, mettete due uova al centro e lavorate l’impasto con le mani. Coprite l’impasto con uno strofinaccio e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per 20 minuti. Lavorate la pasta con l’aiuto di un mattarello e stendetela utilizzando una macchina per pasta. Tagliate la pasta in strisce (larghe circa 5 cm) e distribuite il ripieno (una noce) ad una distanza di circa 4 cm l’uno dall’altro. Sovrapponetevi una seconda striscia di pasta e fatele aderire bene con l’aiuto di una forchetta. Tagliate i ravioli dandogli una forma quadrata, rettangolare o circolare. Fateli asciugare i tortelli per circa 3 ore prima di farli bollire in acqua per 5 minuti circa. Scolateli ed impiattateli con burro fuso, parmigiano e tre cucchiai di sugo d’arrosto.

Cipolline glassate
Ingredienti:

  • 500 g di cipolline
  • 80 g di burro
  • 10 g di zucchero
  • Sale quanto basta

Procedimento:
Lavate ed asciugate le cipolline, poi mettetele in un tegamino con il burro ed un pizzico di sale. Fatele cuocere continuando a mescolare finché non avranno assorbito parte del liquido, poi aggiungee lo zucchero e bagnatele a filo con acqua tiepida.  Cuocetele col coperchio, a fuoco basso, fino alla completa evaporazione del condimento, mescolandole di tanto in tanto.

Girelle di sfoglia al pesto
Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 mazzetto di basilico
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 3 cucchiai di grana grattugiato
  • pecorino
  • olio
  • sale e pepe quanto basta

Procedimento:
Per preparare il pesto frullate le foglie di basilico con i pinoli, l’olio, il parmigiano, il pecorino, pepe e sale. Poi prendete la sfoglia e stendetevi quattro cucchiai di pesto. Piegate le estremità verso il centro e arrotolate la pasta sfoglia (otterrete un rotolo). Avvolgetela nella pellicola e mettetelo in frigorifero per circa trenta minuti. Infine, tagliate delle fette di circa mezzo centimetro di spessore e infornatele a 190° per 30 minuti a forno ventilato.

Tortine foresta nera
Ingredienti:

75 g di burro
40 g di cacao amaro in polvere
30 g di farina
3 uova
2 bustine di vanillina
250 g di amarene
210 g di zucchero
250 ml di panna fresca da montare
100 g di cioccolato fondente

Procedimento:
Fate sciogliere il burro a fuoco basso in un tegamino. In una ciotola unite le uova con la vanillina e 30 g di zucchero e montatele con le fruste elettriche per circa 5 minuti. Unite cacao e farina al composto poco a poco, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto. Aggiungete anche il burro e mescolate per 1 minuto. Versate l’impasto piccoli stampini (preferibilmente 6 di lato 4 cm) imburrati abbondantemente e fatelo cuocere a 180° per 20 minuti a forno ventilato. Al termine della cottura aprite leggermente il forno (potete aiutarvi con un cucchiaio di legno) e lasciateli intiepidire. Poi, sformate le tortine e appoggiatele su una grata. Cuocete le amarene (snocciolate) con 180 g di zucchero e 0,2 l d’acqua per circa 5 minuti, poi fatele sgocciolare con l’aiuto di un colino e versate lo sciroppo in una ciotolina. Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e nel frattempo tagliate 4 strisce di carta da forno (altezza di 10 cm). Spalmatele con un leggero strato di cioccolato fuso e chiudetele ad anello. Chiudeteli con dei pezzettini di spago e metteteli 30 minuti nel congelatore. Tagliate le tortine ricavando 3 dischetti per ciascuna e bagnateli con lo sciroppo di amarene. Montate le tortine frapponendo uno strato di panna montata e amarene ai dischetti e rivestitele con la panna avanzata. Infine, srotolate le strisce di carta da forno e fate aderire il cioccolato alle tortine.

Ho 19 anni e frequento la V liceo classico presso il liceo Da Vigo-Nicoloso di Rapallo. Adoro leggere, scrivere e praticare sport. Il mio sogno è diventare un agente di polizia.

SUGGESTIONI

Chirurgia rigenerativa con cellule staminali del tessuto adiposo

Anna Gosio

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Le biotecnologie sono una scienza che consiste nell’utilizzo di esseri viventi per la produzione di un bene di interesse, che può essere un alimento, un farmaco o un biocarburante. In particolare le biotecnologie utilizzano molto spesso la tecnologia del DNA ricombinante, al fine di sfruttare il patrimonio genetico (o parte) di un qualunque organismo, inserendolo per esempio in un altro.

Le applicazioni dell’utilizzo di organismi geneticamente modificati (OGM) sono molto varie: dall’industria alla medicina, passando per la salvaguardia dell’ambiente e l’agricoltura.

Le biotecnologie sono un argomento molto interdisciplinare, che non comprende soltanto tutti i settori della biologia (fisiologia cellulare, biochimica, biologia molecolare, etc.), ma anche la chimica (in particolare la chimica organica), l’ingegneria, la fisica e l’informatica.

Chirurgia rigenerativa con cellule staminali del tessuto adiposo

Negli ultimi anni molti scienziati hanno dimostrato l’esistenza di cellule del corpo adulto capaci di riparare o rigenerare tessuti danneggiati. Oggi, grazie alla chirurgia rigenerativa, queste cellule vengono impiegate in campo ortopedico per la cura delle più diffuse patologie a carico di anca e ginocchio.

La cartilagine è un tessuto di sostegno fondamentale per le articolazioni e può andare incontro ad usura a causa dell’artrosi o in presenza di altre patologie provocando dolore articolare e problemi di movimento.

Oggi è possibile intervenire chirurgicamente per stimolare la rigenerazione cartilaginea, ottenendo una naturale ricrescita biologica del tessuto e innescando un processo di autoguarigione, senza l’impiego di materiali sintetici esterni.

Queste nuove metodologie di chirurgia ortopedica rigenerativa sfruttano le cosiddette cellule mesenchimali (cellule staminali adulte di origine adiposa) che vengono prelevate dallo stesso paziente e, dopo una particolare procedura di trattamento, iniettate nell’articolazione danneggiata (innesto autologo).

 

Usura della cartilagine e dolori articolari

Le articolazioni (come anca, ginocchio e spalla) sono le parti anatomiche che permettono l’utilizzo e la movimentazione delle estremità del corpo umano. Queste giunture svolgono un lavoro meccanico continuo e sono protette dalla cartilagine, una struttura complessa che ha il compito di ammortizzare e rendere fluido il movimento articolare.

Avendo una struttura non vascolarizzata la cartilagine ha una limitata la capacità di rigenerazione. Ciò la rende una delle parti del corpo più fragili e soggette all’usura.

Il conseguente avvicinamento dei capi ossei causa dolore con difficoltà nella deambulazione e nel normale di utilizzo dell’arto.

Traumi, malformazioni, errori posturali, patologie infiammatorie e degenerative possono determinare o aggravare un’usura eccessiva e precoce della cartilagine.

In alcuni casi il dolore è destinato a diventare sempre più acuto fino a rendere ardui i movimenti più semplici come scendere e salire dal letto. Quello che è iniziato come un fastidio passeggero può tramutarsi in un dolore cronico influenzando negativamente la sfera lavorativa e privata della persona.

 

Chirurgia rigenerativa e cura della cartilagine

Nei casi in cui le terapie conservative (mediche e fisioterapiche) siano inefficaci, è possibile ricorrere alla chirurgia rigenerativa e sottoporsi ad interventi con innesti autologhi di tessuto adiposo.

La chirurgia rigenerativa è una particolare branca della medicina che ha come obiettivo quello di riparare” cellule, tessuti e organi non con la sostituzione (come nel caso della chirurgia protesica, ad esempio), ma attraverso pratiche tecnologicamente avanzate di rigenerazione cellulare.

Le tecniche rigenerative, nate negli ultimi anni grazie al contributo di programmi di ricerca internazionali, si avvalgono di cellule staminali, riprogrammazione cellulare, terapia genetica e ingegneria tissutale.

Le ricerche sulla chirurgia rigenerativa hanno ottenuto, in ortopedia, grandi risultati rendendo l’impianto autologo di cellule mesenchimali prelevate dall’adipe una valida alternativa nella cura di patologie collegate all’usura cartilagine articolare.

Le cellule mesenchimali sono cellule staminali adulte e indifferenziate capaci di intraprendere percorsi differenziati e mutare in cellule di vari tessuti come cellule del tessuto osseo, adiposo, cartilagineo, cardiaco e muscolare e ancora in cellule neuron-like, cellule endoteliali, epatociti, cellule pancreatiche. 

 

Cosa sono le cellule mesenchimali adipose?

Le cellule mesenchimali di origine adiposa sono delle cellule staminali adulte estratte direttamente dal grasso corporeo. L’adipe è una fonte unica, facilmente accessibile e abbondante di cellule staminali adulte dall’alto potenziale rigenerativo. Il corpo umano è totalmente ricoperto di tessuto adiposo e in una persona sana rappresenta circa il 10-30% del peso.

Le cellule mesenchimali (MSC) sono cellule staminali che hanno proprietà immunomodulatorie, ovvero sono in grado di regolare le alterazioni delle risposte del sistema immunitario, hanno capacità anti-infiammatorie e una volta innestate nell’organismo migrano verso il tessuto danneggiato favorendo i processi rigenerativi in loco.

Dopo la scoperta iniziale avvenuta alla fine del XX secolo, i ricercatori hanno isolato le MSC da vari tessuti come il midollo osseo, il sangue del cordone ombelicale, la placenta, il liquido amniotico, il liquido sinoviale, il periostio e il grasso

Le cellule staminali del tessuto adiposo (ASC, ovvero: Adipose Stem Cell) sono state scoperte nel 2000 e sono state studiate per più di 10 anni. L’esito della ricerca le ha incoronate come elemento centrale della medicina rigenerativa

Le cellule staminali del tessuto adiposo, una volta innestate nell’organismo, sono in grado di stimolare la produzione della cartilagine, migliorare la lubrificazione del comparto intrarticolareaumentare la distanza tra i capi articolari riducendone l’attrito, mantenere lo spazio articolare per migliorare l’attività visco suppletiva del liquido sinoviale, provocare la rigenerazione cartilaginea a seguito di un evento traumatico o in conseguenza a una malformazione ossea.

Inoltre le ASC hanno una notevole capacità proliferativa sia in vivo, successivamente all’innesto, sia in vitro, in coltura, conservando un potenziale multilineare

 

Come si svolge l’intervento di chirurgia rigenerativa?

L’innesto autologo di ASC è un’operazione che prevede il prelievo e l’innesto di cellule mesenchimali adipose dal paziente che è contemporaneamente donatore e ricevente.

Utilizzare questo meccanismo ha diversi vantaggi quali: scarsa possibilità di rigetto, impossibilità di contrarre malattie infettive da altro donatorefacilità di riassorbimento da parte dell’organismo e tempi di recupero veloci con benefici a medio lungo termine.

L’intervento avviene senza ricovero e complessivamente ha una durata di circa 30 minuti. Avviene in un unico tempo operatorio e viene svolto secondo una prassi mini-invasiva.

Dopo l’anestesia locale – o generale a seconda delle necessità del paziente – il chirurgo effettua una piccola incisione nella zona addominale e procede con lalipoaspirazione aiutandosi con lievi pressioni nel punto di prelievo.

Il grasso recuperato viene processato attraverso un apposito kit monouso. Il materiale, pulito e purificato dai residui, assume una consistenza liquida. Finita la processazione, della durata di pochi minuti, vengono isolate le cellule mesenchimali pronte per essere iniettate.

In artroscopia si procede allo shaving articolare, ovvero alla pulizia cartilaginea, rimuovendo eventuali porzioni danneggiate. Infine viene effettuato l’innesto autologo di tessuto adiposo all’interno della cavità articolare.

Al termine dell’intervento la zona del prelievo viene suturata e coperta con un bendaggio compressivo. Dopo il trattamento in alcuni soggetti è possibile notare un lieve gonfiore nel punto della lipoaspirazione. In genere è consigliato tenere lamedicazione per circa una settimana e, a seconda del caso clinico, lo specialista potrà prescrivere un breve percorso riabilitativo.

 

Cellule mesenchimali e trattamento dell’artrosi

Le principali patologie che colpiscono la cartilagine sono le patologie reumatiche in particolare l’artrite e l’artrosi.

Un’équipe di ricercatori internazionali ha di recente monitorato l’effetto dell’innesto autologo di cellule mesenchimali adipose nelle articolazioni di ginocchio e anca a intervalli regolari durante l’anno successivo all’operazione.

Lo studio, condotto dal King Abdulaziz University Hospital in Arabia Saudita, ha coinvolto 1.128 persone affette da artrosi dal 2° al 4° stadio e quasi l’85% erano in stato di sovrappeso o obesità.

A distanza di 3/6 mesi dal trattamento coloro che avevano un indice di massa corporea maggiore e un grado di artrosi più avanzato presentavano una lenta rigenerazione cartilaginea.

Un ulteriore monitoraggio effettuato sugli stessi pazienti a distanza di 6/12 mesi dalla terapia, mostrava che i pazienti avevano raggiunto lo stesso risultato clinicodi pazienti con artrosi ad un livello minore e un minor indice di massa corporea. I ricercatori hanno concluso che l’infiltrazione autologa di cellule staminali adipose può essere considerata una terapia efficace, sicura e duratura, in grado di migliorare la qualità della vita del paziente.

 

 

 

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ORIZZONTI

If I had a time machine, where would I like to go?

Anna Gosio

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Ever since I was a young girl, I’ve always read stories of adventurous men who discovered amazing places, people and new technologies. The one in particular which enchanted me the most was the Time Machine. This beautiful and impossible technology allows people to travel in time and space, whenever and wherever they want. A TV series I love to watch which deals with this amazing technology is Doctor Who: the protagonist is the Doctor, a time traveller who moves around through time and space with a TARDIS. This name means “Time And Relative Dimension In Space”: thanks to it, he can visit any place at any time. Every time I watch an episode of Doctor Who, I travel with him and visit new, fantastic places which seem impossible even to imagine. And I often ask myself: if I had a time machine, like the Doctor’s, where would I like to go? The answer is not easy… I’d like to see how the world will be in a hundred or maybe in a thousand years, but I’d also like to discover the secrets of Ancient Egypt and Ancient Greece. You know, travelling in space and time is not easy, and thanks to Doctor Who I learned that those kinds of adventures involve strict rules: for instance, if you travel in the past you MUST NOT interfere with any event, important or not, because the result of your action could change the whole history as you have always known it! And if you travel in the future, it would be better not to bring anything home with you as a souvenir, because the discovery of objects of the future could shock people or drive them crazy!

Despite all these rules, if I had a time machine I think I surely wouldn’t make a journey in the future. I don’t want to know how the future is before its time, and I don’t want to know MY future at all! If I saw my future, I would live in a constant fear. I don’t know how to explain it clearly, but I certainly know that many futures exist and not only one, so even a simple and insignificant action could change an entire life. That’s why I don’t want to know my future: I want to live my life day after day, and let my decisions build my own future, and not a stupid “spoiler”!

I’d prefer to travel in the past instead. As I said before, it would be interesting for me to live with the Ancient Egyptians and discover the secret of the pyramids, but I’ve already some requests: I’d like to go to the past, to the childhood of my father. He has always told me beautiful stories about his youth, his friends and his jokes at school, and I wish I was born in the same year as him in order to live these experiences with him! Moreover, I’m really curious to see the village of his birth, Rossiglione, in the 70s. It’s not a big city, but it’s the place where my father lived his first years of life and had some of his funniest experiences. I still go there in summer because my grandparents have a house there, and every time I go there with my dad he always tells me all his memories about that place, and I always envy him not to have lived at that time. I think we would have been great friends. But I think that I have the greatest honour: I am his daughter!

Another place I’d like to visit in the past is simply my city but in 1995, the year of birth of my boyfriend’s birth. I’m really attached to him and his family, and every time I see an old photograph of him when he was one or two years old, I wish I could squash his fluffy cheeks and his fat little feet and admire his beautiful green eyes and curly, blonde hair! I’d like to do the same with myself but, as I learned in Doctor Who, the contact with a younger myself of the past would create a paradox which would cause several problems. I’d really love to embrace the little version of myself and play with her also because I’m the only person on Earth who can totally understand her… but if time-traveling has its rules, it’s right to respect them.

As you can see, I have no special requests for my travel through space and time. My desires are simple and humble, but they make me really happy. Of course there are plenty of places and past events I’d like to live, but in the end, I think that the best thing is to live in the present. As Doctor Who says: This is who I am, right here, right now, all right? All that counts is here and now, and this is me!”.

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ATTUALITA'

SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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