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MONDI

CINEMA/Le fasi della Marvel

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Per quanto riguarda i film della Marvel, ci sono 4 fasi, nella prima, il primo in uscita è stato quello di Iron Man del 2008.

Il protagonista e Robert Downey Jr, che veste il ruolo di Tony Stark. In questo film lui è a capo della Stark Industries, un’azienda che produce armi militari nel mondo. Un giorno Tony decide di andare in Afghanistan per mostrare il suo potenziale nella costruzione del suo nuovo missile. Dopo questo incontro Tony sale a bordo di una carovana per fare ritorno negli Stati Uniti ma durante il tragitto viene attaccato da un gruppo di terroristi e preso in ostaggio. Durante quest’imboscata, delle schegge di granata vanno a finire nel petto di Stark e quindi un suo compagno di cella realizza un elettromagnete alimentato da una batteria per auto che non permette ai frammenti di avvicinarsi al suo cuore.I terroristi che lo avevano catturato gli chiedono di produrre armi con il marchio Stark Industries e grazie al suo intelletto, Tony realizza un nuovo generatore elettrico per il suo elettromagnete e in seguito una potente armatura con la quale riesce a fuggire dalla caverna dove lo tenevano prigioniero.Tornato poi negli Stati Uniti, decise di chiudere la sua industria per poter lavorare giorno e notte al potenziamento della sua armatura. Dopo averla indossata decise di proteggere il mondo dai criminali dando vita al suo potente alter-ego: Iron Man

Segue poi, sempre nello stesso anno “L’incredibile Hulk” , in breve Bruce Banner era uno scienziato, ma un’esposizione accidentale ai raggi gamma ha provocato una mutazione genetica e sconvolto la sua esistenza. Ogni qualvolta le emozioni lo assalgono, Bruce si trasforma in Hulk, mostro verde dalla forza smisurata.

Nel 2010 abbiamo l’uscita di Iron Man 2, dove ora che tutto il mondo conosce la vera identità di Iron Man, l’inventore milionario Tony Stark deve affrontare le pressioni alla collaborazione da parte dei militari e stringere nuove alleanze per affrontare un potente nemico.

L’anno dopo abbiamo l’uscita del film “Thor”. Sono passati circa mille anni dalla guerra in cui il re di Asgard, Odino strappò al re dei Giganti di Ghiaccio, Laufey, lo Scrigno degli Antichi Inverni. Dopo un millennio, i Giganti di Ghiaccio riescono a introdursi dentro Asgard per cercare di riappropriarsi del dispositivo, ma vengono fermati dal Distruttore, il guardiano dell’oggetto. L’incursione avviene proprio durante l’incoronazione a re dello spavaldo guerriero Thor che armato del potentissimo martello cerca di vendicarsi. Ciò costa la pace del regno e Odino decide di togliergli ogni potere e lo bandisce da Asgard. Gli uomini trovano il martello e tentano inutilmente di alzarlo, infatti l’arma è stata programmata da Odino per essere sollevata esclusivamente da chi ne è degno. Nel frattempo Loki il fratello di Thor, scopre le sue vere origini e approfittando del “sonno di Odino” in cui il vecchio re precipita, s’impossessa del regno e manda sulla Terra il Distruttore affinché uccida il Dio del Tuono. Ma l’esperienza terrena ha cambiato Thor in modi inaspettati.

Sempre nel 2011 abbiamo “Capitan America: il primo vendicatore”. Steve è un giovanotto smilzo che vuole ad ogni costo arruolarsi nell’esercito per combattere i nazisti. Putroppo viene regolarmente scartato, ma un giorno gli si presenta la possibilità di fare da cavia: gli iniettano così il siero del supersoldato.

E l’ultimo film che chiude la fase 1 è “Avengers”, uscito nel 2012. I leggendari supereroi Iron Man, Hulk, Thor, Capitan America, Occhio di Falco e la Vedova Nera vengono reclutati da un’agenzia governativa segreta per combattere un nemico inatteso che minaccia la sicurezza della Terra.

Inizia così la fase due, che comincia con il terzo sequel di Iron Man nel 2013. Dopo aver salvato New York dalla distruzione ed essere rimasto da allora insonne e preoccupato, Tony Stark rimasto senza armatura deve lottare contro le sue paure interiori per sconfiggere il suo nuovo nemico, il Mandarino.

Segue nello stesso anno “Thor: The Dark World”. Dove Thor si allea con il perfido Loki per salvare la Terra dei Nove Regni da un antico nemico nato prima ancora dell’universo.

Nel 2014 abbiamo “Captain America: the Winter Soldier”. Capitan America, Vedova Nera e un nuovo alleato, Falcon, affrontano un nemico inaspettato mentre lottano per far emergere alla luce del sole un complotto che mette a rischio il mondo intero.

Durante quest’anno abbiamo anche l’uscita del film “Guardiani della Galassia”. Un avventuriero spaziale, Brash Peter Quill, diventa preda di alcuni cacciatori di taglie dopo aver rubato una sfera ambita dal potente Ronan. Per sfuggire alla morte, l’uomo si allea con quattro improbabili compagni di avventura

Nel 2015 esce “Avengers: age of ultron”. Gli Avengers si ricongiungono allo scopo di unire le proprie forze a quelle dei nuovi arrivati Quicksilver e Scarlet. Il fine è la lotta contro il robot malefico chiamato Ultron, creato da Tony Stark con intenzioni pacifiche ma trasformato in una macchina infernale assetata di sangue.

L’ultimo film di questa fase è Ant-Man. Aiutato da un costume capace di farlo rimpicciolire ed acquistare forza fisica allo stesso tempo, Ant Man viene addestrato dal dottor Hank Pym a controllare un intero esercito di formiche e combattere contro Darren Cross allo scopo di evitare che quest’ultimo si impadronisca degli stessi mezzi e li utilizzi per portare a termine i propri piani malefici.

 

Nel 2016 inizia la terza fase, con il film “Captain America: Civil War”. Le pressioni politiche sugli Avengers da parte del governo degli Stati Uniti creano crescenti dissapori tra Captain America e Iron Man. Quando la Terra si trova in pericolo, la Vedova Nera e Occhio di Falco devono scegliere da che parte stare.

Sempre nello stesso anno esce “Doctor Strange”. Un medico resta vittima di un tragico incidente, ma viene aiutato da uno stregone che lo inizia alle arti magiche, grazie alle quali egli riesce a redimersi e a combattere le forze oscure che minacciano l’umanità.

Nel 2017 abbiamo l’uscita di 3 film, il primo è il sequel dei Guardiani della Galassia I Guardiani vengono assoldati da una potente razza aliena per portare a termine una difficile missione. Inoltre devono combattere per tenere unita la propria famiglia, ritrovata da poco, mentre dipanano il mistero delle vere origini di Peter Quill.

Il secondo film uscito è “Spiderman: Homecoming”. L’Uomo Ragno decide di chiedere aiuto al proprio mentore: il miliardario Tony Stark, alias Iron Man. La situazione si complica quando il criminale noto come Avvoltoio comincia a seminare il panico in città.

E l’ultimo film in uscita quell’anno abbiamo “Thor Ragnarok”. Thor viene imprigionato e, privato del proprio martello, si ritrova a dover combattere contro Hulk ed Hela. Inoltre deve riuscire a raggiungere Asgard e fermare Ragnarok, la distruzione del suo proprio mondo.

Un anno dopo abbiamo l’uscita di altri 3 film: Black Panther, Ant-Man and the Wasp e Avengers: Infinity War.

Il primo parla di un giovane principe T’Challa ritorna a casa, nella nazione tecnologicamente avanzata del Wakanda. Ben presto però è costretto a richiedere l’aiuto dell’agente della CIA Everett K. Ross per difendere il trono ed evitare una guerra civile, il secondo parla di Scott Lang che è alle prese con le conseguenze delle proprie scelte come supereroe e come padre. L’uomo deve ancora una volta indossare l’abito di Ant-Man e combattere a fianco di Wasp contro un nuovo potente nemico ed infine l’ultimo parla di Iron Man, Thor, Hulk e gli altri Avengers che si uniscono per combattere ancora il loro più potente nemico: il malvagio Thanos. Il destino del pianeta e dell’umanità non sono mai stati più incerti.

Nel 2019 abbiamo Captain Marvel, Avengers Endgame e Spider-Man: Far From Home. Captain Marvel è una guerriera extraterrestre originario di Kree, che si ritrova coinvolta in una battaglia intergalattica tra il proprio popolo e quello degli Skrull. Giunta a vivere sulla Terra nel 1995 nei panni della pilota statunitense Carol Danvers,, continua ad avere ricordi ricorrenti della sua vita precedente. Con l’aiuto di Nick Fury, la donna cerca di scoprire i segreti del proprio passato sfruttando i suoi speciali superpoteri per porre fine alla guerra con i malvagi Skrulls. Il secondo film che ho nominato parla di Tony Stark, che, alla deriva nello spazio senza cibo o acqua, vede la propria scorta di ossigeno diminuire di minuto in minuto. Nel frattempo, i restanti Vendicatori affrontano un epico scontro con Thanos.

Infine l’ultimo film che ho citato tratta della pacifica vacanza in Europa di Peter Parker che prende una svolta inaspettata quando Nick Fury si presenta all’improvviso nella sua stanza d’albergo chiedendogli di collaborare a fermare il malvagio Mysterio, intenzionato a devastare il continente.

Abbiamo l’ultima fase dove troviamo due film usciti nel 2020, ovvero Black Window e Gli Eterni e tre che devono uscire nel 2021, ovvero “Shang-Chi e la leggenda dei 10 anelli”, “Doctor Strange in the Multiverse of Madness” e “Thor: love and thunder”.

Black Window parla appunto di Vedova Nera, conosciuta anche come Natasha Romanova, collabora con i servizi segreti sovietici per diventare il loro agente principale. Tuttavia, quando l’URSS si disgrega, il governo cerca di ucciderla.

Il film “Gli Eterni” parla appunto di questi Eterni che vengono inviati sulla Terra per proteggere l’umanità dalle minacce dei Devianti, creati a loro volta dai Celestiali e divenuti loro acerrimi nemici. Sarà una battaglia che andrà avanti per diversi anni per cercare di sancire il dominio di una delle due razze.

Cosa ne penso? 

Ho iniziato a seguire la Marvel dal 2012, recuperando comunque i film prima. Mi sono affezionata molto a questa saga perché mi piace tantissimo la storia che c’è dietro ad ogni film, e poi scendono sempre le lacrime, soprattutto nei due ultimi film degli Avengers ovvero Infinity War e Endgame. Sono riuscita ad andarne a vedere alcuni al cinema ed è ancora più bello.

 

 

 

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ARTE

ANDY WARHOL/Il quadro da 195 milioni

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Shot Sage Blue Marilyn raffigura l’attrice Marilyn Monroe, sintesi del sogno americano, un’immagine universalmente riconosciuta e impressa nella coscienza collettiva. Il quadro più caro del XX secolo è proprio questo, uno degli iconici ritratti pop realizzati da Andy Warhol (1928-1987). 

Nel 1964, è stato acquistato per 195 milioni di dollari da Christie’s a New York. Dopo una battaglia di offerte durata meno quattro minuti tra altrettanti potenziali compratori, ad aggiudicarsi l’opera d’arte è stato il gallerista Larry Gagosian, che non ha rivelato se ha comprato il quadro per sé o per un cliente.

Quella di Warhol è una Marilyn sorridente, simbolo di una Hollywood dorata e, al tempo stesso, avvolta da un velo di malinconia. L’immagine incarna il senso di una bellezza che incanta e che insieme sfugge e fu replicata da Warhol in cinque tele quadrate, ciascuna misura 101.6 x 101.6 cm, raffiguranti la diva Marilyn Monroe colpita alla fronte da un singolo proiettile con diversi sfondi colorati: rosso, arancione, azzurro, blu salvia e turchese.

“Il più significativo dipinto del XX secolo, la Marilyn di Andy Warhol, è l’apice assoluto della Pop Art americana e la promessa del sogno americano che racchiude ottimismo, fragilità, celebrità e iconografia tutti insieme. Il dipinto trascende il genere del ritratto in America, superando l’arte e la cultura del Novecento secolo. Accanto alla Nascita di Venere di Sandro Botticelli, alla Gioconda di Leonardo Da Vinci e a Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, la Marilyn di Warhol è categoricamente uno dei più grandi dipinti di tutti i tempi”, ha dichiarato Alex Rotter, presidente di Christie’s 20th.

Tutti i proventi della vendita andranno a beneficio della Fondazione Thomas e Doris Ammann di Zurigo, che negli anni ha sostenuto numerosi artisti di arte moderna e contemporanea e si dedica a migliorare la vita dei bambini di tutto il mondo con programmi di assistenza sanitaria ed educativa.

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MONDI

F1/Notte insonne per la Rossa

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Nel lussureggiante e stravagante Gran Premio di Miami Max Verstappen vince ancora.

Dopo la totale disfatta delle Ferrari in una Imola tedia e uggiosa che vede la Red Bull recuperare tantissimi punti in classifica sia piloti che costruttori, si passa alla soleggiata e arida costa della Florida. A Miami l’arrivo della F1 attira, oltre i tifosi, tantissimi personaggi di spicco, da sportivi come Michael Jordan a cantanti come Post Malone. L’evento dai media locali è paragonato alla finale del Super Bowl o a un PlayOff NBA proprio per l’affluenza di persone.

Il layout del circuito è nuovo di zecca, classico isolamento da tracciato cittadino con poche vie di fuga e muri che delineano l’ampiezza del tracciato. Tre lunghi rettilinei che consentono l’uso del DRS alternano curve di alte e basse velocità; il percorso è lungo e le Red Bull sulla carta sono avvantaggiate.

Leclerc e Sainz ancora amareggiati da Imola, dove la Red Bull aveva nettamente un’ altro passo gara, danno speranza ai Tifosi: “la macchina è competitiva”. Infatti per contrastare la potenza Red Bull sul dritto la Ferrari porta modifiche all’aerodinamica della monoposto per renderla più veloce nel rettilineo. Ancora una volta la vittoria è in palio a due team, il resto del Paddock, a sorpresa anche la Mercedes, non riesce a portare novità sufficienti per ridurre il gap tra la Scuderia di Maranello e il team austriaco.

Il sabato di qualifiche la sorpresa: Leclerc in Pole Position, a seguire Sainz e poi Verstappen che fa un errore nell’ultimo giro da lanciato. I tempi sono veramente ristretti, in due decimi di secondo sono raccolte le prime tre macchine, ci si aspetta una gara molto tirata.

Alle 21:30, ora italiana, si spengono i semafori che danno il via alla gara; Sainz è in un primo momento troppo conservativo, lascia tutto l’esterno della prima curva a Verstappen che lo occupa subito, sfilando via al Ferrarista, incollandosi poi al posteriore della Ferrari di Leclerc. Nessuno regge il passo dei primi due piloti che fanno vuoto dietro di se fino ai primi dieci giri, dopodichè la mescola media delle gomme di Leclerc comincia a lavorare male, infatti nell’anteriore destra inizia a formarsi una striscia di graining.

Il graining è un effetto che si forma nelle gomme di Formula 1 quando, invece di aderire bene all’asfalto, scivolano. Ciò causa un distaccamento di piccoli pezzettini di gomma che si attaccano di nuovo alla stessa. Alla fine il contatto tra la gomma e l’asfalto è limitato a causa di questa sporcizia e di conseguenza la macchina diventa ancora più scivolosa. Dopo un certo periodo si dovrebbe pulire da solo se il pilota adotta il giusto stile di guida.

Le gomme medie non aiutano il pilota monegasco che si trova in grandissima difficoltà e viene facilmente superato da Verstappen. La gara davanti è congelata, al cambio gomme, introducendo la mescola dura, il campione del mondo e il pilota monegasco girano negli stessi identici tempi, ciò non da la possibilità a nessuno dei due o di fuggire o di recuperare.

Soltanto nei giri finali una Safety Car ricompatta il gruppo; alla ripartenza Leclerc nonostante rimanesse costantemente sotto un secondo di distacco non riesce a superare Verstappen, invece Sainz attuta una formidabile difesa sul secondo pilota Red Bull Perez mantenendo la terza posizione.

La gara finisce così, due Ferrari a podio. La Rossa dopo la vittoria in Australia si è adagiata sugli allori, mentre la Red Bull ha recuperato il gap e sembra essere diventata più veloce nel passo gara. Nonostante questo le macchine sono di identiche prestazione e saranno i piloti a fare la differenza. Prossima tappa Catalogna, la Ferrari porterà importanti aggiornamenti al motore e al telaio; il campionato è diventato cosa di chi sarà più scaltro.

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F1/Imola 1994, così i campioni se ne vanno

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Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari, 1 maggio 1994.

Un caldo pomeriggio dei primi di Maggio accoglieva il 14esimo Gran Premio di San Marino. La maggior parte dei tifosi, essendo italiani, erano giunti all’autodromo sperando di veder trionfare una Rossa di Maranello. Quel giorno non ci sarà nessun vincitore, anzi, tutto il mondo nell’arco di due pomeriggi avrà perso due grandi uomini: Ayrton Senna e Roland Ratzenberger.

Il venerdì di quello stesso fine settimana era iniziata la concatenazione di eventi peggiori mai visti nella Formula 1. Nelle prove libere Rubens Barrichello, futuro pilota Ferrari, nelle curve “Acque Minerali”, a causa di un problema meccanico, perse il controllo della macchina, andando a sbattere violentemente contro le barriere, subendo anche vari cappottamenti. Le prove furono interrotte e il pilota trasportato al centro medico, dopo aver ripreso i sensi.

Sabato, durante le qualifiche il pilota austriaco Roland Ratzenberger, probabilmente per causa della rottura dell’ala anteriore, perse il controllo della monoposto alla variante Villeneuve, schiantandosi a più di 300 km/h contro le barriere. Morì poco più tardi fuori dall’autodromo, lasciando negli altri piloti e nei tifosi, oltre che una grandissima tristezza, moltissima paura, perché, nonostante le continue modifiche sia nei circuiti sia nelle auto per aumentare la sicurezza, in una macchina da Formula 1 si può ancora morire.

Domenica è il giorno della gara, “the show must go on” dicono i commissari. Ayrton Senna con la Williams parte in prima posizione, a seguire Schumacher con la Benetton e Berger con la Ferrari; non passa nemmeno un giro che un violentissimo tamponamento tra due auto causa una dispersione di detriti che finiscono tra gli spettatori ferendone 9. Alla ripresa della corsa, dopo la safety car, Senna conduce come leader, desideroso di vincere dopo l’inizio di stagione deludente, aggiunto a una macchina che nelle stagioni passate non avvicinò nemmeno il titolo mondiale al pilota. Al settimo giro nella curva “Tamburello”, dove la velocità è ben superiore ai 300km/h, lo sterzo del brasiliano si rompe, l’auto non gira e picchia frontalmente contro il muro. L’intervento fulmineo dei medici non è servito per salvarlo.

Osannato non solo dal suo popolo ma da tutto il mondo, Senna ha segnato indelebilmente un’era del motorsport, vincendo 41 gare e tre titoli mondiali, ricordando la leggendaria rivalità con Prost. Così ci ha lasciato Ayrton il migliore di sempre e oggi, all’anniversario della sua scomparsa, è importante ricordare un’icona di questo sport, che come molti altri ha rimesso la sua vita per correre.

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