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MONDI

CROSSFIT/Una sfida contro noi stessi

Tea Sperandio

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Sono molti gli stereotipi e i falsi miti sul CrossFit, attività che sta spopolando in tutta Europa, nata in America e ora conosciuta a livello mondiale, arrivata in Italia circa nel 2000, con l’apertura del primo box affiliato.  Nello specifico si tratta di una disciplina sportiva a cui Greg Glassman diede vita aprendo i battenti della sua palestra nel 1995 a Santa Cruz, in California. Glassman non aprí una semplice attività, ma creó una società con il nome di CrossFit®inc, che é diventato un marchio registrato.

Il CrossFit può essere definito non solo come un programma di fitness specializzato su particolari movimenti ad alta intensità, ma anche un deliberato tentativo di migliorare quelli che sono “i 10 domini”: resistenza cardiorespiratoria e muscolare, forza, flessibilità, potenza, velocità, coordinazione, agilità, equilibrio e precisione. 

Questo sport presenta anche un “mondo di vocaboli” tutto suo: non ci si allena in una palestra, ma in un box, non si fa un workout, ma un WOD (workout of the day).

Lo stesso WOD può essere di diversi tipi, citando alcuni esempi:

  • un AMRAP (as many rounds as possible), cioè più giri possibili in un determinato tempo
  • un EMOM (every minute on the minute), cioè eseguire un numero di ripetizioni dato in un minuto
  • un TABATA, cioè 20 secondi “on” (di lavoro) e 10 secondi “off” (di riposo) per un certo numero di giri.

Equivalenti alle Olimpiadi abbiamo i CrossFit Games, una grande competizione annuale che ha lo scopo di determinare la persona “più in forma” (the fittest on Earth) e il team migliore. Esistono diverse categorie che seguono la divisione per età e sesso. I Games si svolgono solitamente verso luglio e durano poco meno di una settimana.

Uno dei lati migliori dello sport in generale è l’inclusione di chiunque, si cerca il più possibile di eliminare ogni differenza e di coinvolgere anche persone con disabilità, è così anche nel CrossFit?

Scorrendo su Instagram sotto l’hashtag “CrossFit” si trovano diversi video di persone con arti amputati sollevare bilancieri e fare le stesse identiche cose di un qualsiasi altro atleta. Per rispondere alla domanda: sì, il CrossFit è uno sport per tutti. Gli esercizi di ogni allenamento possono essere scalati secondo le capacità di ciascun atleta, inoltre le programmazioni sono controllate e graduate, quindi si riduce al minimo il rischio di farsi male e di “non riuscire”, che avrebbe come conseguenza l’avvilimento e il mollare tutto dopo poco. 

“Se sei una ragazza e fai CrossFit di sicuro diventerai grossa”, “È uno sport per fissati”, “Finisci sempre per farti male”; sono solo alcuni degli stereotipi su questa disciplina, che sembra essere sulla bocca di molti sportivi, ma conosciuta effettivamente da pochi. Inutile sottolineare che questi non sono assolutamente attendibili a quello che in realtà è il CrossFit. Non è un’attività per fissati, ma bensì per appassionati, così come ogni altro sport.  Le ragazze che decidono di iniziare questa disciplina nei maggiori dei casi non diventano “grosse”, inoltre dipende dalla costituzione fisica del singolo.  Infine non si è mai visto uno sport senza rischi, ma con una programmazione adeguata e graduata il CrossFit è tanto pericoloso quanto la pallacanestro, il rugby, il canottaggio e altri mille sport.

 

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ANNO ALL’ESTERO/Come vivere una nuova vita

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“Ho bisogno di conoscere nuove persone, cambiare aria, entrare in contatto con una cultura diversa, visitare nuovi paesi…”, se hai pensato spesso almeno una di queste frasi, potresti aver bisogno di fare un’esperienza di studio all’estero. (altro…)

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MARLON BRANDO/Il pioniere della recitazione moderna

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Esattamente settant’anni fa, nel bel mezzo della rinascita cinematografica del dopoguerra americano, veniva lanciato sul grande schermo “Un tram che si chiama Desiderio”, film diretto da Elia Kazan. Il vero protagonista della proiezione fu Marlon Brando, un novellino del Nebraska, che faceva la sua prima importante apparizione nel mondo del cinema. (altro…)

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LEZIONI DI SOGNI/L’importanza del fair play

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“Lezioni di sogni”, un film che a primo impatto sembrerebbe scontato, ma che invece è pieno di significato. Lo abbiamo visto ad inizio anno in classe e lo reputiamo un tassello fondamentale per arricchire il bagaglio culturale cinematografico di ognuno di noi.

La trama gira principalmente sul personaggio di Konrad Koch, figura realmente esistita, e sul come sia riuscito a portare il calcio nel suo paese, dove, dopo un’iniziale e prevedibile resistenza, il gioco si affermò fino ai livelli eccellenti raggiunti da dopo la Seconda Guerra Mondiale ad oggi. (altro…)

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