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DIARIO DI SICILIA/Day 3 – La mafia si sconfigge con la bellezza

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Di Angiolani Emanuele, Cichero Chiara, Crovetto Naoto, Maggi Pietro, Picardo Tommaso, Pistoia Paolo e Shelton Timothy.

“Dalla terra nasce tutto”: così ci hanno dato il benvenuto alla fattoria VitAttiva Bio, un’azienda agricola che gestisce terreni confiscati alla mafia, presso cui collaborano l’azienda “CRESM”, “Libero Futuro” e il movimento “Dopo di noi”. Nella mattinata ci siamo occupati di
diverse mansioni tipiche della vita agreste, collaborando a un progetto con la società “Zero CO2” per la piantumazione di essenze contro il fenomeno della desertificazione.

All’ora pranzo siamo andati al lido “Zabbara”. Oltre all’ottimo cibo, Jojo, gestore del lido, ci ha fornito il suo punto di vista sul complicato rapporto tra mafia e territorio, in qualità di testimone diretto.
Proprietario di un piccolo lido di legno, che cozza con le grandi cementificazioni limitrofe, è un esempio vivente di integrità. Ha fondato la sua attività coerentemente ai suoi valori e continua a combattere contro un sistema corrotto che da sempre affligge la sua terra, portando il suo esempio. È proprio lui che, nel raccontare la sua esperienza, ci ha detto la frase che abbiamo scelto come titolo: “La mafia si sconfigge con la bellezza”.

Un celebre simbolo della bellezza, che abbiamo visitato, è il parco archeologico di Selinunte: una antica città greca estesa per 270 ettari. È perfettamente ammirabile la magnificenza delle costruzioni greche risalenti a più di duemila anni fa: un tempio (E) ancora intatto (per lo più) e altri templi (F,G) ormai solo macerie. Continuando ad esplorare la zona si possono osservare l’acropoli e l’agorà che forniscono un bellissimo spaccato della magnificenza della civiltà greca.

Questa giornata è stata significativa per il nostro viaggio in quanto le esperienze ci hanno fornito una nuova prospettiva. Nonostante gli incontri dei giorni scorsi ci abbiano reso coscienti del fatto che la lotta alla mafia è ancora lunga e complicata, soprattutto sul piano legale, la testimonianza di Jojo ha evidenziato il fatto che attraverso la bellezza, che è probabilmente il valore meno corrompibile, possiamo vincerla su un altro piano. Seppure questo possa sembrare un semplice contentino, è invece molto importante che si abbia un punto di riferimento su cui siamo più forti. Nell’osservare la bellezza che in questi giorni ci circonda, possiamo trovare una motivazione ulteriore in quel successo, per quanto piccolo.

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ELON MUSK/Fuga dal feudo Twitter

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L’uomo del momento, Elon Musk, acquisisce Twitter.

Niente di anormale, se non che, in risposta alla mossa del fondatore della Tesla, alcuni utenti hanno storto il naso. È la libertà di parola, ultimamente sulla bocca di chiunque, a insospettire i dubbiosi. Il proposito che avrebbe spinto Musk a sborsare 44 miliardi, sarebbe proprio il voler rispettare quel sacrosanto diritto.

Difficile credere a queste parole, soprattutto se provenienti da un uomo che ha sempre promosso attività commerciali e incrementato i guadagni grazie ai tweet.

In ogni caso, la reazione degli utenti è stata repentina: una consistente migrazione verso un nuovo, e apparentemente più libero, social, Mastodon. Approcciandolo, sembra di trovarsi di fronte alle stesse funzionalità di Twitter, entrambe incentivano il microblogging, permettendo un massimo di 500 caratteri a post.

La peculiarità risiede nella decentralizzazione del server, compensata dalla presenza di “istanze”, come i nodi di una vasta rete, separate e distinte per regole d’uso e argomenti bannati.

Per ora solo una piccola fetta di utenti ha deciso di effettuare il log out, ma il numero crescente di disconnessioni fa notizia anche su Twitter, sotto il naso del nuovo proprietario.

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DIARIO DI SICILIA/Day 6 – Lo dobbiamo a noi stessi, ma anche agli altri

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Di Angiolani Emanuele, Cichero Chiara, Crovetto Naoto, Maggi Pietro, Picardo Tommaso, Pistoia Paolo e Shelton Timothy.

Durante la settimana appena trascorsa ci è stata raccontata la storia di un’altra figura di rilievo nella lotta contro la mafia: Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come Peppino. In particolare attraverso la visita alla casa di Peppino, e l’incontro con Salvo Vitale, suo amico storico, ci è stata delineata la figura di un uomo impavido e dai ferrei valori.

Peppino Impastato è stato un giornalista, conduttore radiofonico e attivista dell’antimafia siciliana. Il suo attivismo ha origine nel suo non riconoscersi nell’atteggiamento mafioso riscontrato in alcuni parenti e in particolare nel padre. Questa figura è rilevante perché nonostante assumesse un atteggiamento punitivo nei confronti del figlio, del quale non condivideva le posizioni, egli si oppose alla sua uccisione, consapevole che la sua scelta non sarebbe passata inosservata. Fu, infatti, ucciso dalla stessa associazione mafiosa di cui faceva parte e che pochi mesi dopo avrebbe ucciso il figlio il 9 maggio 1978.

Come si evince dalle parole di Salvo Vitale le attività portate avanti da Peppino erano contraddistinte dalla critica ironica della mafia. La sua ridicolizzazione sfacciata del fenomeno mafioso, che includeva attacchi diretti a personaggi intoccabili della vita di Cinisi come Vito Badalamenti, viene raccontata con fervore da Salvo Vitale, suo collaboratore presso la trasmissione Radio Aut. È celebre l’esempio della sagra della ricotta di Cinisi, spesso citato da Salvo, nel quale il boss Badalamenti viene sagacemente ridicolizzato.
Questo e altri episodi simili scatenarono la reazione esemplare da parte della Mafia.

“Lo dobbiamo a noi stessi, ma anche agli altri” è una frase pronunciata durante uno degli incontri di questa settimana e che racchiude il senso della lotta alla mafia.                                                                                                                                                                                              Combattere la mafia è una scelta che in alcuni casi può rivelarsi complicata da da prendere, ma che denota altruismo, ma anche la speranza in un futuro basato sui valori di giustizia e legalità.

Con questo articolo si conclude la nostra esperienza in Sicilia. Speriamo di aver potuto condividere anche solo in parte le preziose esperienze che abbiamo vissuto.

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DIARIO DI SICILIA/Day 5 – Lotta alla mafia nel lavoro

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Di Angiolani Emanuele, Cichero Chiara, Crovetto Naoto, Maggi Pietro, Picardo Tommaso, Pistoia Paolo e Shelton Timothy.

La giornata di oggi si è aperta con l’incontro, a Marsala, con Don Fiorino, prete che si impegna quotidianamente per far conoscere le persone sicule che si sono impegnate nella lotta alla mafia attraverso l’associazione “I giusti di Sicilia”.

Con la guida di Padre Fiorino abbiamo conosciuto Giacomo Di Girolamo, coraggioso giornalista che da sempre racconta e denuncia le ingiustizie commesse ai danni del popolo siciliano senza censure. Con lui abbiamo dibattuto su quello che la mafia è stata e su come
si sta trasformando nel tempo, diventando “liquida”.

Successivamente ci siamo recati al Tribunale di Giustizia, dove abbiamo avuto l’onore di incontrare i pubblici ministeri della procura di Marsala: la Dottoressa Rana e il Dottor Piccitello.
Ci è stata data la possibilità di discutere la situazione siciliana da un punto di vista interno allo Stato. È stato interessante venire a contatto con persone istruite attraverso lo stesso percorso di studi intrapreso da Falcone e Borsellino.

L’ultima esperienza della giornata è stata la collaborazione con un’emittente locale (LaTr3) invitati da Padre Fiorino. Lasciamo di seguito il video della trasmissione.

https://fb.watch/ceMfElbXqa/

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