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L'EDITORIALE

Discoteca, ne vale davvero la pena?

Maria Elena Cassinelli

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di Maria Elena Cassinelli
– Discoteca: ecco l’antro oscuro dove la maggior parte dei ragazzi della nostra età si rinchiude il sabato sera.
A detta di tutti, si tratterebbe di un luogo caotico e malfrequentato; eppure, in molti ci si recano e i pochi che si rifiutano vengono emarginati dal gruppo.

Se da una parte i commenti sulla qualità del suono, delle luci e dei cocktail sono d’obbligo, dall’altra l’idea che qualcuno possa decidere di non partecipare non è assolutamente contemplata.

Allora, perché arrivare al punto di mentire ai propri genitori o, addirittura, a scappare di casa, pur di poter andare in un luogo del genere?
Chi ama ballare lamenta il fatto che non ci siano le condizioni necessarie per farlo: il sovraffollamento (e la conseguente mancanza di spazio per muoversi), la scarsa qualità del suono e gli eventuali tacchi a spillo sono solo alcune delle cause. Inoltre, com’è possibile esprimersi nella danza, se, ormai, le “coreografie da discoteca” si sono ridotte a saltellare alzando un braccio o cimentarsi in movimenti provocanti.

Eppure la gente, pare divertirsi, tanto da affermare di sentire la necessità di ubriacarsi per poter “ballare meglio”. Dato che la quantità di alcool contenuta nei cocktail è bassa ed i prezzi sono elevati, la maggior parte dei ragazzi si procurano gli alcolici al supermercato e, spesso, sono ubriachi ancor prima di entrare. In più, le luci stroboscopiche e la musica troppo alta contribuiscono ad aumentare l’effetto di stordimento provocato dall’alcool.
Neppure le ragazze, obbligate a perdere qualsiasi diritto di privacy per le successive cinque ore, se vogliono sperare di tornare a casa nelle stesse condizioni in cui sono uscite, paiono minimamente turbate: l’importante è trascorrere (o fingere, poco importa) una serata degna di essere pubblicata sullo stato di Instagram.
Al termine della serata, o, per meglio dire, mattinata di “divertimento”, i sopravvissuti possono continuare a riflettere sui “benefici” della discoteca mentre cercano di guidare, scambiando gli alberi per pedoni, e di mantenere l’equilibrio quando anche le pantofole sembrerebbero dei trampoli.

Ma tu, ragazzo con un briciolo di buon senso, sii sincero con te stesso: sei davvero sicuro di voler trascorrere le serate degli anni più belli della tua vita in discoteca?

Ho 19 anni e frequento la V liceo classico presso il liceo Da Vigo-Nicoloso di Rapallo. Adoro leggere, scrivere e praticare sport. Il mio sogno è diventare un agente di polizia.

L'EDITORIALE

Il futuro fra memoria e desiderio

Alberto Zali

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19 aprile, Rapallo – Anche le ultime due barche “spiaggiate” a seguito della mareggiata del 30 ottobre 2018 sono state rimosse. A tempo record, punti di sutura sono stati applicati a tutte le ferite: un concerto che ha visto partecipi cantanti del calibro de “Il Volo” e di Noemi ha inaugurato la nuova strada per Portofino; il Covo di Nord-Est è stato riaperto per la gioia dei più giovani (e non) che ora potranno tornare a fare baldoria il sabato sera. In definitiva, il Tigullio promette ai propri turisti una stagione estiva che non avrà nulla da invidiare alle precedenti.

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L'EDITORIALE

Un buco nero dentro ognuno di noi

Emanuele Canessa

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Mercoledì 10 aprile 2019 sarà sicuramente ricordata come una data molto importante: è stata pubblicata la prima immagine di un buco nero.

I buchi neri, nonostante gli studi di Einstein e Hawking, sono corpi celesti attorno ai quali aleggia ancora un alone di mistero molto grande: le uniche informazioni certe su di essi parlano di una curvatura delle spaziotempo tale da non permettere neanche alla luce di sfuggirvi. Essendo impossibili da osservare direttamente, sono sempre stati studiati attraverso gli effetti sui corpi vicini; proprio per questo averne ottenuto un’immagine è così importante. Da qui in poi, il modo con cui l’uomo guarda il cielo potrebbe cambiare totalmente.

Tuttavia, oltre alla scoperta rivoluzionaria in sé, questa immagine fornisce numerosi altri punti di vista, ad esempio: in un periodo storico come questo, nel quale l’uomo sta facendo passi da gigante, a cosa si potrebbe arrivare col progresso scientifico?

Si pensi agli enormi sviluppi in campo robotico e, appunto, astronomico; essi sono i due fondamentali protagonisti di qualsivoglia romanzo o film di stampo fantascientifico, eppure in essi finisce sempre che l’uomo commette un errore nel tentativo di superarsi, diventa quindi tracotante. E allora ecco la ribellione delle macchine e i viaggi nel tempo senza possibilità di ritorno.

Ciononostante, nessuno pensa mai al perchè l’uomo cada in tale errore. Egli sembra essere talmente in difficoltà nel comprendere se stesso da ricercare quanto di più assurdo gli esista intorno, convinto che questi gli darà degli indizi per capirsi.

E’ stupefacente pensare come l’essere umano, nel costante tentativo di essere migliore, non consideri mai i rischi e le conseguenze delle proprie azioni.

Forse, prima di inventare un robot che ci risolva ogni problema, dovremmo trovare un modo per curarci da soli; forse, prima di voler sapere cosa risieda in un buco nero, dovremmo comprendere cosa ci sia dentro noi stessi; forse, prima di voler essere eterni, dovremmo voler esser felici.

O forse siamo dei particolari buchi neri che non capiscono come sia possibile che la luce continui a sfuggirvi.

 

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L'EDITORIALE

MAFIA/Perchè non ce ne frega più niente?

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Mafia. E’ questa una parola che sentiamo pronunciare spesso, a volte persino invano. Ma ne conosciamo il significato?

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