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LA REALTA'

En guard, prêt, allez! La scherma non delude mai

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di Raffaele

Stoccata decisiva, la luce si accende, il colpo è andato a segno: vittoria. E con essa orgoglio, lacrime, gloria per il proprio Paese. Da sempre ai vertici delle classifiche mondiali, gli azzurri ci regalano ogni volta una scarica di adrenalina unica grazie alle loro imprese.
Il nuovo format della coppa del mondo – in vigore da un anno – prevede importanti appuntamenti, i cosiddetti Gran Prix, per le varie specialità lungo l’arco dell’anno in diverse località nel mondo. Questo weekend il fioretto femminile si sfida a Danzica, in Polonia; gli uomini, invece, scendono in pedana a Parigi. Nella gara individuale svoltasi nella giornata di sabato doppietta sfiorata per l’Italia. Il trionfo è andato ad Arianna Errigo, che ha battuto in finale col punteggio di 15-8 la russa Shanaeva. Sul terzo gradino del podio sale un’altra atleta azzurra, Martina Batini, sconfitta in semifinale dalla Shanaeva. Oggi pomeriggio la gara a squadre, con le nostre ragazze principali candidate alla vittoria finale.
E gli uomini? Le medaglie sono sfuggite per un soffio, con Giorgio Avola e Daniele Garozzo eliminati nei rispettivi quarti di finale ma pronti a rifarsi sotto nella gara a squadre, molto importante perché ha in palio punti importanti per la qualificazione ai Giochi Olimpici.
I prossimi appuntamenti con il meglio della scherma mondiale sono a Barcellona e Heidenheim, in cui si esibiranno i ragazzi della spada, pronti come sempre a regalarci battiti all’impazzata e gloriose vittorie. En guard,prêt, allez!

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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