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LA REALTA'

Euro 2016. Italia, siamo tutti Con-te!

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a cura della Redazione Sport

L’Europeo 2016 è alle porte: l’instabilità è percettibile, le incertezze sono molte e i dubbi altrettanti, ma per questo banco di prova, tutto francese, la nostra nazionale sembra essere pronta per scendere in campo.
Giovedì scorso, l’Italia del c.t Antonio Conte ha disputato un’ottima gara pareggiando 1-1 con la Spagna, martedì invece il match contro una Germania definita dal tecnico azzurro “arrabbiata” ha visto capitolare gli azzurri. Campioni del mondo, i tedeschi a Monaco hanno impostato una partita troppo dura per l’Italia di Conte che però, non dandosi per vinto, ha affermato che anche questa amichevole, in cui molti giocatori non titolari erano schierati, servirà per fare valutazioni e prepararsi. Perché, ciò che ora separa la nazionale dai campionati europei è solamente un’amichevole, prevista per domenica 29 maggio, contro la Scozia. Poi, davanti a Conte, solo gli Euro 2016. “La volontà è tornare ad allenare un club, lasciare la nazionale . “La decisione che ho preso finora è quella di non essere più il c.t. nei prossimi due anni.” Comunica Antonio Conte alla conferenza stampa della Federazione Italiana Giuoco Calcio una settimana fa. Dunque un preannunciato addio dopo i campionati europei che, ormai da qualche tempo, sta creando un’atmosfera particolare attorno alla nostra nazionale. A detta del presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, Conte ha contribuito al recupero dell’immagine della Nazionale, lavorando con impegno e sacrificio; non mancano pensieri positivi anche all’interno del team: il difensore bianco-nero Leonardo Bonucci, in conferenza stampa, spezza una lancia a favore di Conte “Chi viene a giocare in azzurro oggi lo fa in un’Italia che ha ritrovato un’identità di gioco. Siamo diventati una squadra, non solo una selezione.” Obiettivo raggiunto dunque per il tecnico leccese: l’Italia è una squadra, unita e pronta. Ma per ora, diretti ad Euro 2016 e pronti da schierare sono solo 16. 16 certezze su 23. Ancora 15 sono in gioco, 15 che possono ambire ai 7 posti mancanti. Il c.t. azzurro avrà tempo di osservare, selezionare accuratamente e, entro un mese e mezzo, presentare la squadra al completo.
Con il congedo di Conte all’orizzonte anche il campione e capitano azzurro Gigi Buffon, con ammirazione e rispetto, a Rai Sport si fa scappare un auspicio “Spero che il nuovo c.t. continui il percorso incominciato da Conte. È cominciato un nuovo corso, con giovani che hanno voglia di imparare.”

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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