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LA REALTA'

Finestra su Rio, a Londra l’Europa del nuoto fa le prove generali

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di Raffaele Raminelli – È  in corso in questi giorni a Londra la XXXIII edizione degli europei di nuoto. Dal 9 al 22 maggio 2016 i migliori atleti del vecchio continente faranno le prove generali in vista delle Olimpiadi di Rio. In arrivo alcune novità, tra cui l’esclusione delle gare di fondo e l’introduzione del nuoto sincronizzato misto, apparso per la prima volta agli occhi del grande pubblico ai mondiali di Kazan 2015. A metà della competizione il medagliere parla chiaro: con 10 ori e 14 medaglie complessive è la Russia a farla da padrona. Seguono con altrettante medaglie Ucraina e Italia, che hanno però conquistato “solamente” 4 e 2 ori. A tenere alto il valore nazionale ci sono moltissimi atleti, ma non possiamo non citarne una in particolare. Entrambi gli ori italiani portano il suo nome: Tania Cagnotto. La trentunenne altoatesina ha infatti conquistato ben 3 medaglie in questa competizione, confermandosi regina dei tuffi femminili andando a vincere le gare del trampolino 1 e 3 metri singolo e aggiudicandosi l’argento in coppia mista con Michael Verzotto dal trampolino 3 metri. Occhio alle sorprese: la prima è arrivata mercoledì, con lo splendido e inaspettato argento di Elena Bertocchi, che si è dovuta inchinare nella gara del trampolino 1 metro solamente alla già citata Cagnotto.

A partire da domani, invece, il nuoto classico. I nostri atleti di punta sono, come sempre, Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri. Grandi chance di medaglia negli 800 e 1500 stile libero maschili (le finali mercoledì  e venerdì a partire dalle 19.00) e nei 200 stile libero femminili (la finale sabato a partire dalle 17.00),

Le discipline acquatiche sono da sempre sorgente di grandi emozioni e soddisfazioni per i nostri colori. Tutto il paese si riunisce nelle case e nei bar. Per il tempo della gara contraddizioni e problemi vengono accantonati, riscoprendo ciò che ci unisce: la passione per lo sport e l’appartenenza alla patria. Troppo spesso ci soffermiamo su quello che non va; lo sport ci insegna a guardare avanti e compattare il fronte.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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