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LA REALTA'

Grandi gesti per “piccoli” uomini

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CALCIO: PANENKA, CRUIJFF, TOTTI, QUEI RIGORI BEFFA DEI CAMPIONI / SPECIALE

di Lapo Galullo

Durante la partita giocata ieri tra Barcellona e Celta Vigo, valida per il campionato Liga spagnola, è avvenuto un fatto raro da vedere su un campo di calcio: un calcio di rigore calciato di seconda “alla Cruijff”( primo grande giocatore a battere un rigore in questo modo).

Messi, anziché calciare direttamente in porta, ha appoggiato la palla in avanti sulla sua destra dove era scattato Suarez dal limite dell’area, che ha messo in rete.

Successivamente è scoppiata la polemica: gesto da campione o inutile umiliazione? Possiamo affermare che sicuramente è un gesto rischioso e di grande classe e si sono fatte molte ipotesi: si dice sia stato fatto per far segnare appunto Suarez in lotta con Cristiano Ronaldo per il titolo di capocannoniere ma Neymar la pensa diversamente. Messi avrebbe rifiutato di siglare il trecentesimo sigillo nella Liga con un rigore e avrebbe deciso di far segnare il suo compagno, a digiuno da un mese, applicando lo schema che avevano precedentemente già provato insieme in allenamento.

Considerata poi la situazione della partita, 3-1 per i Blaugrana, può essere stata anche una grande presa in giro nei confronti del Celta che, nella partita di andata, aveva “osato” battere la squadra di Messi per 4-1.

Certo che quanto successo, paragonabile al “cucchiaio” di Totti, crea grande umiliazione per la squadra che subisce e forse anche propositi di futura rivalsa.

La partita si è conclusa con un classico risultato tennistico 6-1 a favore del Barca.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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