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MONDI

GUCCI/100 anni di moda

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Quest’anno è il centenario di Gucci: la Maison di alta moda fiorentina che da 100 anni ci impressiona continuamente con le sue trovate imprevedibili ma amate da molti.

Per questa occasione il Direttore Creativo della casa di moda Alessandro Michele, presenta Aria, una nuova collezione in collaborazione con Balenciaga e il suo Direttore Creativo Demna Gvsalia. Collaborazione inaspettata,  che ha sorpreso positivamente tutti gli appassionati di moda perché ha unito due mondi molto distanti tra loro. Ma non è la prima volta che Michele ci sorprende, in quanto c’è molto di innovativo per quanto riguarda il suo percorso, seppur breve, come Direttore Creativo. È entrato a far parte della Maison nel 2015, dopo che la casa di moda aveva sofferto momenti di caduta, talvolta stilistici. Basti ricordare l’omicidio del nipote del fondatore, sul quale si sta girando un film nelle ultime settimane con protagonisti Adam Driver e Lady Gaga, e gli scandali che ci ha regalato Tom Ford. Ma Alessandro Michele ha già segnato in senso positivo la storia di Gucci. Grazie ai grandi show delle ultime stagioni ma in particolare per aver capito che la società ha bisogno di nuovi canoni estetici, che non siano per forza ragazze dalla bellezza incomparabile, ma che possono essere anche ragazze normali: celebre fu il caso della modella affetta da sindrome di down scelta per la campagna pubblicitaria beauty. Fino ad arrivare all’inizio dell’emergenza dove Michele ha saputo reggere il peso di un momento così critico per tutti i settori, e è riuscito a presentare sempre nuove collezioni degne del nome che portano.

Per citare una tra le grandi trovate di Michele c’è il Gucci Fest uno show cinematografico durato sette giorni, andato in scena lo scorso novembre e realizzato in collaborazione con il regista Gus Van Sant. Questa “Mini serie” voleva mostrare i capi e gli accessori per la primavera/estate 2021, presentati quindi slegandosi con la stagionalità, cosa innovativa nel mondo della moda. Ha sempre cercato di cambiare quell’ambiente che ultimamente aveva bisogno di aria fresca, ed è riuscito nel suo intento, grazie a una mente formidabile.

Lo show per festeggiare il centenario e presentare la nuova collezione è avvenuto in via digitale, attraverso un film creato da Floria Sigismondi, dove i modelli sfilano con i capi che riportano i loghi dei due brand sulle note di canzoni come “Gucci Gang” di Lil Pump e “Gucci Flip Flops” di Bhad Babie in un’atmosfera con luci lampeggianti, che rendono il tutto ancora più entusiasmante e carismatico.

Il nome dato alla collaborazione è Aria e, come ha spiegato Alessandro Michele, rappresenterebbe quel respiro che va celebrato, quell’aria fresca che accompagna la nostra vita e che è il principio dell’esistenza delle foglie, creature che lui ringrazia per il loro essere fragili ma per aver la capacità di rinnovarsi e tornare a vivere dopo l’inverno.

In questa collaborazione Gucci si rinnova grazie a un tocco della casa di moda spagnola e grazie al mescolarsi delle fantastiche idee di due Direttori Creativi sempre innovativi, che hanno saputo modernizzare i due Brand senza trascurare la loro essenza.

Per questo era impossibile prevedere il risultato di una collaborazione Gucci-Balenciaga: due straordinarie menti cosa potrebbero mai creare? Due direttori Creativi con menti formidabili, due artisti capaci di reinventare nel vero senso della parola le due Maison: chi come Michele che ha puntato sulla reinterpretazione e chi invece come Gvsalia che ha letteralmente stravolto l’heritage della maison trasportandola sullo streetwear.

Le due menti più straordinarie del mondo della moda degli ultimi anni hanno infine creato quella che è una collezione con la C maiuscola. Ed ecco cosa è uscito fuori: 94 look, uno più sorprendente dell’altro.

Il monogramma GG reinterpretato grazie a nuovi colori vivaci,l’abito midi con spalline anni ’80, i leggins con i loghi, la giacca inventata da Cristobal Balenciaga… tutto questo rappresentato e reinventato in modalità Gucci. Assistiamo però anche al contrario: sul modello di borsa Balenciaga Hourglass il tipico stampo floreale del brand fiorentino.

Nemmeno questa volta Alessandro Michele ha deluso le aspettative degli appassionati di moda, e continuerà la sua carriera come sempre ha fatto: con nuove idee che riescono sempre ad emozionare il mondo del Fashion.

Gucci e Balenciaga svelano ufficialmente la loro collaborazione - SOLDOUTSERVICE

Hourglass Bag con monogramma GG

Gucci e Balenciaga insieme in «Aria», lo show dei cent'anni- Corriere.it

Look dalla collezione Gucci-Balenciaga

Gucci e Balenciaga insieme per i 100 anni del brand - iO Donna

Giacca sul modello di Cristobal Balenciaga

 

ARTE

ANDY WARHOL/Il quadro da 195 milioni

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Shot Sage Blue Marilyn raffigura l’attrice Marilyn Monroe, sintesi del sogno americano, un’immagine universalmente riconosciuta e impressa nella coscienza collettiva. Il quadro più caro del XX secolo è proprio questo, uno degli iconici ritratti pop realizzati da Andy Warhol (1928-1987). 

Nel 1964, è stato acquistato per 195 milioni di dollari da Christie’s a New York. Dopo una battaglia di offerte durata meno quattro minuti tra altrettanti potenziali compratori, ad aggiudicarsi l’opera d’arte è stato il gallerista Larry Gagosian, che non ha rivelato se ha comprato il quadro per sé o per un cliente.

Quella di Warhol è una Marilyn sorridente, simbolo di una Hollywood dorata e, al tempo stesso, avvolta da un velo di malinconia. L’immagine incarna il senso di una bellezza che incanta e che insieme sfugge e fu replicata da Warhol in cinque tele quadrate, ciascuna misura 101.6 x 101.6 cm, raffiguranti la diva Marilyn Monroe colpita alla fronte da un singolo proiettile con diversi sfondi colorati: rosso, arancione, azzurro, blu salvia e turchese.

“Il più significativo dipinto del XX secolo, la Marilyn di Andy Warhol, è l’apice assoluto della Pop Art americana e la promessa del sogno americano che racchiude ottimismo, fragilità, celebrità e iconografia tutti insieme. Il dipinto trascende il genere del ritratto in America, superando l’arte e la cultura del Novecento secolo. Accanto alla Nascita di Venere di Sandro Botticelli, alla Gioconda di Leonardo Da Vinci e a Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, la Marilyn di Warhol è categoricamente uno dei più grandi dipinti di tutti i tempi”, ha dichiarato Alex Rotter, presidente di Christie’s 20th.

Tutti i proventi della vendita andranno a beneficio della Fondazione Thomas e Doris Ammann di Zurigo, che negli anni ha sostenuto numerosi artisti di arte moderna e contemporanea e si dedica a migliorare la vita dei bambini di tutto il mondo con programmi di assistenza sanitaria ed educativa.

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MONDI

F1/Notte insonne per la Rossa

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Nel lussureggiante e stravagante Gran Premio di Miami Max Verstappen vince ancora.

Dopo la totale disfatta delle Ferrari in una Imola tedia e uggiosa che vede la Red Bull recuperare tantissimi punti in classifica sia piloti che costruttori, si passa alla soleggiata e arida costa della Florida. A Miami l’arrivo della F1 attira, oltre i tifosi, tantissimi personaggi di spicco, da sportivi come Michael Jordan a cantanti come Post Malone. L’evento dai media locali è paragonato alla finale del Super Bowl o a un PlayOff NBA proprio per l’affluenza di persone.

Il layout del circuito è nuovo di zecca, classico isolamento da tracciato cittadino con poche vie di fuga e muri che delineano l’ampiezza del tracciato. Tre lunghi rettilinei che consentono l’uso del DRS alternano curve di alte e basse velocità; il percorso è lungo e le Red Bull sulla carta sono avvantaggiate.

Leclerc e Sainz ancora amareggiati da Imola, dove la Red Bull aveva nettamente un’ altro passo gara, danno speranza ai Tifosi: “la macchina è competitiva”. Infatti per contrastare la potenza Red Bull sul dritto la Ferrari porta modifiche all’aerodinamica della monoposto per renderla più veloce nel rettilineo. Ancora una volta la vittoria è in palio a due team, il resto del Paddock, a sorpresa anche la Mercedes, non riesce a portare novità sufficienti per ridurre il gap tra la Scuderia di Maranello e il team austriaco.

Il sabato di qualifiche la sorpresa: Leclerc in Pole Position, a seguire Sainz e poi Verstappen che fa un errore nell’ultimo giro da lanciato. I tempi sono veramente ristretti, in due decimi di secondo sono raccolte le prime tre macchine, ci si aspetta una gara molto tirata.

Alle 21:30, ora italiana, si spengono i semafori che danno il via alla gara; Sainz è in un primo momento troppo conservativo, lascia tutto l’esterno della prima curva a Verstappen che lo occupa subito, sfilando via al Ferrarista, incollandosi poi al posteriore della Ferrari di Leclerc. Nessuno regge il passo dei primi due piloti che fanno vuoto dietro di se fino ai primi dieci giri, dopodichè la mescola media delle gomme di Leclerc comincia a lavorare male, infatti nell’anteriore destra inizia a formarsi una striscia di graining.

Il graining è un effetto che si forma nelle gomme di Formula 1 quando, invece di aderire bene all’asfalto, scivolano. Ciò causa un distaccamento di piccoli pezzettini di gomma che si attaccano di nuovo alla stessa. Alla fine il contatto tra la gomma e l’asfalto è limitato a causa di questa sporcizia e di conseguenza la macchina diventa ancora più scivolosa. Dopo un certo periodo si dovrebbe pulire da solo se il pilota adotta il giusto stile di guida.

Le gomme medie non aiutano il pilota monegasco che si trova in grandissima difficoltà e viene facilmente superato da Verstappen. La gara davanti è congelata, al cambio gomme, introducendo la mescola dura, il campione del mondo e il pilota monegasco girano negli stessi identici tempi, ciò non da la possibilità a nessuno dei due o di fuggire o di recuperare.

Soltanto nei giri finali una Safety Car ricompatta il gruppo; alla ripartenza Leclerc nonostante rimanesse costantemente sotto un secondo di distacco non riesce a superare Verstappen, invece Sainz attuta una formidabile difesa sul secondo pilota Red Bull Perez mantenendo la terza posizione.

La gara finisce così, due Ferrari a podio. La Rossa dopo la vittoria in Australia si è adagiata sugli allori, mentre la Red Bull ha recuperato il gap e sembra essere diventata più veloce nel passo gara. Nonostante questo le macchine sono di identiche prestazione e saranno i piloti a fare la differenza. Prossima tappa Catalogna, la Ferrari porterà importanti aggiornamenti al motore e al telaio; il campionato è diventato cosa di chi sarà più scaltro.

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F1/Imola 1994, così i campioni se ne vanno

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Imola, Autodromo Enzo e Dino Ferrari, 1 maggio 1994.

Un caldo pomeriggio dei primi di Maggio accoglieva il 14esimo Gran Premio di San Marino. La maggior parte dei tifosi, essendo italiani, erano giunti all’autodromo sperando di veder trionfare una Rossa di Maranello. Quel giorno non ci sarà nessun vincitore, anzi, tutto il mondo nell’arco di due pomeriggi avrà perso due grandi uomini: Ayrton Senna e Roland Ratzenberger.

Il venerdì di quello stesso fine settimana era iniziata la concatenazione di eventi peggiori mai visti nella Formula 1. Nelle prove libere Rubens Barrichello, futuro pilota Ferrari, nelle curve “Acque Minerali”, a causa di un problema meccanico, perse il controllo della macchina, andando a sbattere violentemente contro le barriere, subendo anche vari cappottamenti. Le prove furono interrotte e il pilota trasportato al centro medico, dopo aver ripreso i sensi.

Sabato, durante le qualifiche il pilota austriaco Roland Ratzenberger, probabilmente per causa della rottura dell’ala anteriore, perse il controllo della monoposto alla variante Villeneuve, schiantandosi a più di 300 km/h contro le barriere. Morì poco più tardi fuori dall’autodromo, lasciando negli altri piloti e nei tifosi, oltre che una grandissima tristezza, moltissima paura, perché, nonostante le continue modifiche sia nei circuiti sia nelle auto per aumentare la sicurezza, in una macchina da Formula 1 si può ancora morire.

Domenica è il giorno della gara, “the show must go on” dicono i commissari. Ayrton Senna con la Williams parte in prima posizione, a seguire Schumacher con la Benetton e Berger con la Ferrari; non passa nemmeno un giro che un violentissimo tamponamento tra due auto causa una dispersione di detriti che finiscono tra gli spettatori ferendone 9. Alla ripresa della corsa, dopo la safety car, Senna conduce come leader, desideroso di vincere dopo l’inizio di stagione deludente, aggiunto a una macchina che nelle stagioni passate non avvicinò nemmeno il titolo mondiale al pilota. Al settimo giro nella curva “Tamburello”, dove la velocità è ben superiore ai 300km/h, lo sterzo del brasiliano si rompe, l’auto non gira e picchia frontalmente contro il muro. L’intervento fulmineo dei medici non è servito per salvarlo.

Osannato non solo dal suo popolo ma da tutto il mondo, Senna ha segnato indelebilmente un’era del motorsport, vincendo 41 gare e tre titoli mondiali, ricordando la leggendaria rivalità con Prost. Così ci ha lasciato Ayrton il migliore di sempre e oggi, all’anniversario della sua scomparsa, è importante ricordare un’icona di questo sport, che come molti altri ha rimesso la sua vita per correre.

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