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L'EDITORIALE

Hai fatto Sharing se…

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di Carlotta Desirello

– Siamo alla conclusione di sharing 2 e tra poco più di una settimana ci sarà la finale che decreterà il vincitore. Se ci guardiamo indietro possiamo dire di aver imparato, scoperto cose nuove, di essere migliorati, ma anche di esserci divertiti e aver conosciuto persone con cui abbiamo condiviso questo progetto. Alla luce di tutto ecco alcuni aspetti di cui non ci dimenticheremo mai e con cui, se hai fatto sharing, non puoi non essere d’accordo.

  • Hai fatto sharing se ogni volta che il prof Pichetto ci spiegava la sfida della settimana dilagava il panico.
  • Se tutte le volte che parlava Alberto Zali capivi di avere un bagaglio culturale pari a quello di un criceto.
  • Se non hai ancora capito la differenza tra virgola, slash e due punti nel titolo.
  • Se ogni volta che il prof inviava una foto sul gruppo partivi alla ricerca dell’indizio segreto che Sherlock Holmes levati.
  • Se pensi che se ad ogni condivisione su Facebook si guadagnasse un euro Elisa sarebbe miliardaria.
  • Se durante la settimana delle interviste parlare coi tuoi parenti diventava improvvisamente interessante.
  • Se stare nella redazione scuola ti ha fatto scoprire il fantastico mondo delle circolari, sconosciuto prima di quel momento.
  • Se ”l’universo è infinito? C’è vita dopo la morte? Ma soprattutto, che foto e biografia metto per il mio profilo di Sharing?”.
  • Se, quando ti nominano caporedattore, ti senti così potente che nemmeno Giulio Cesare.
  • Se spegni il telefono per 5 minuti e appena lo riaccendi trovi 287 messaggi dal gruppo di redazione.
  • Se non trovi nemmeno una notizia interessante e ti ritrovi a scrivere un articolo sulla migrazione degli aironi blu in Corea del Sud.
  • Se l’ansia prima delle pagelle non è niente il confronto a quella prima delle classifiche settimanali di Sharing.
  • Se solo adesso cominci a capire qualcosa di politica, ma giusto qualcosina, non esageriamo.
  • Se sei rimasto sveglio fino a mezzanotte per pubblicare un articolo tirando le peggio maledizioni ai tuoi compagni di redazione, ma in fondo poi capisci di volergli bene perché senza di loro non conosceresti l’insonnia e lo stress post-traumatico.
  • Se conosci mille nomi nuovi ma non hai la più pallida idea a chi corrispondano.
  • Se il cellulare ed il PC sono diventati i tuoi nuovi arti e i tuoi genitori stanno pensando di mandarti in comunità per liberarti da questa dipendenza.

Ma soprattutto…

  • Hai fatto Sharing se hai scoperto, imparato a conoscere le tue idee e hai trovato un posto dove esprimerle.
  • Se hai capito che esprimere le tue idee può essere un punto di riflessione per tutti e che in realtà esiste gente che la pensa proprio come te.
  • Se hai superato il timore e la timidezza di dire la tua ed affrontare dibattiti di qualsiasi tipo.
  • Se tra tutte le facce degli sconosciuti hai potuto stringere nuove amicizie basate sulla fiducia ed il confronto.

L'EDITORIALE

Il futuro fra memoria e desiderio

Alberto Zali

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19 aprile, Rapallo – Anche le ultime due barche “spiaggiate” a seguito della mareggiata del 30 ottobre 2018 sono state rimosse. A tempo record, punti di sutura sono stati applicati a tutte le ferite: un concerto che ha visto partecipi cantanti del calibro de “Il Volo” e di Noemi ha inaugurato la nuova strada per Portofino; il Covo di Nord-Est è stato riaperto per la gioia dei più giovani (e non) che ora potranno tornare a fare baldoria il sabato sera. In definitiva, il Tigullio promette ai propri turisti una stagione estiva che non avrà nulla da invidiare alle precedenti.

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L'EDITORIALE

Un buco nero dentro ognuno di noi

Emanuele Canessa

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Mercoledì 10 aprile 2019 sarà sicuramente ricordata come una data molto importante: è stata pubblicata la prima immagine di un buco nero.

I buchi neri, nonostante gli studi di Einstein e Hawking, sono corpi celesti attorno ai quali aleggia ancora un alone di mistero molto grande: le uniche informazioni certe su di essi parlano di una curvatura delle spaziotempo tale da non permettere neanche alla luce di sfuggirvi. Essendo impossibili da osservare direttamente, sono sempre stati studiati attraverso gli effetti sui corpi vicini; proprio per questo averne ottenuto un’immagine è così importante. Da qui in poi, il modo con cui l’uomo guarda il cielo potrebbe cambiare totalmente.

Tuttavia, oltre alla scoperta rivoluzionaria in sé, questa immagine fornisce numerosi altri punti di vista, ad esempio: in un periodo storico come questo, nel quale l’uomo sta facendo passi da gigante, a cosa si potrebbe arrivare col progresso scientifico?

Si pensi agli enormi sviluppi in campo robotico e, appunto, astronomico; essi sono i due fondamentali protagonisti di qualsivoglia romanzo o film di stampo fantascientifico, eppure in essi finisce sempre che l’uomo commette un errore nel tentativo di superarsi, diventa quindi tracotante. E allora ecco la ribellione delle macchine e i viaggi nel tempo senza possibilità di ritorno.

Ciononostante, nessuno pensa mai al perchè l’uomo cada in tale errore. Egli sembra essere talmente in difficoltà nel comprendere se stesso da ricercare quanto di più assurdo gli esista intorno, convinto che questi gli darà degli indizi per capirsi.

E’ stupefacente pensare come l’essere umano, nel costante tentativo di essere migliore, non consideri mai i rischi e le conseguenze delle proprie azioni.

Forse, prima di inventare un robot che ci risolva ogni problema, dovremmo trovare un modo per curarci da soli; forse, prima di voler sapere cosa risieda in un buco nero, dovremmo comprendere cosa ci sia dentro noi stessi; forse, prima di voler essere eterni, dovremmo voler esser felici.

O forse siamo dei particolari buchi neri che non capiscono come sia possibile che la luce continui a sfuggirvi.

 

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L'EDITORIALE

MAFIA/Perchè non ce ne frega più niente?

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Mafia. E’ questa una parola che sentiamo pronunciare spesso, a volte persino invano. Ma ne conosciamo il significato?

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