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L'EDITORIALE

Il male ha facce che neanche immaginiamo

Maria Elena Cassinelli

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La triste memoria delle atrocità compiute dai Nazisti non è andata perdendosi con il passare dei decenni. Il ricordo del terrore e delle sofferenze patite dai milioni di perseguitati appare chiaro e vivido anche nelle menti di chi, come noi giovani, ha avuto la fortuna di non assistervi. La descrizione fosca e spesso stereotipata di coloro che si sono resi colpevoli di tali atti deplorevoli, tuttavia, appare in contrasto con il tono realistico riscontrabile nella maggior parte delle testimonianze. Spesso la descrizione delle SS risulta piuttosto tetra e ricca di particolari “leggendari”, quali cattiveria disumana, completa assenza di sentimenti e freddezza al limite del credibile. Memori di queste descrizioni agghiaccianti, risulta quasi inconcepibile riscontrare somiglianze tra quest’ultimi e persone del nostro tempo. D’altronde, nessuno riuscirebbe ad immaginare i terroristi come demoni che portano morte per desideri perversi. Un elemento che, tuttavia, aiuta a comprendere meglio la psicologia di questi “cattivi” del passato, è, sicuramente, la galleria di 116 immagini scattate da Richard Baer nel 1944. Le fotografie ritraggono le famigerate SS colte in momenti di svago. Vedendo come anche persone che si sono macchiate di tali delitti potessero essere serene e sorridere sembra impossibile pensare che non fossero convinte che ciò che compivano fosse giusto. Tutto ciò fa sorgere spontanea una domanda: é possibile che anche ai giorni nostri sorgano organizzazioni atte a compiere crimini atroci, in buona fede? Una buona educazione può davvero fare la differenza?

Ho 19 anni e frequento la V liceo classico presso il liceo Da Vigo-Nicoloso di Rapallo. Adoro leggere, scrivere e praticare sport. Il mio sogno è diventare un agente di polizia.

L'EDITORIALE

Il futuro fra memoria e desiderio

Alberto Zali

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19 aprile, Rapallo – Anche le ultime due barche “spiaggiate” a seguito della mareggiata del 30 ottobre 2018 sono state rimosse. A tempo record, punti di sutura sono stati applicati a tutte le ferite: un concerto che ha visto partecipi cantanti del calibro de “Il Volo” e di Noemi ha inaugurato la nuova strada per Portofino; il Covo di Nord-Est è stato riaperto per la gioia dei più giovani (e non) che ora potranno tornare a fare baldoria il sabato sera. In definitiva, il Tigullio promette ai propri turisti una stagione estiva che non avrà nulla da invidiare alle precedenti.

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L'EDITORIALE

Un buco nero dentro ognuno di noi

Emanuele Canessa

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Mercoledì 10 aprile 2019 sarà sicuramente ricordata come una data molto importante: è stata pubblicata la prima immagine di un buco nero.

I buchi neri, nonostante gli studi di Einstein e Hawking, sono corpi celesti attorno ai quali aleggia ancora un alone di mistero molto grande: le uniche informazioni certe su di essi parlano di una curvatura delle spaziotempo tale da non permettere neanche alla luce di sfuggirvi. Essendo impossibili da osservare direttamente, sono sempre stati studiati attraverso gli effetti sui corpi vicini; proprio per questo averne ottenuto un’immagine è così importante. Da qui in poi, il modo con cui l’uomo guarda il cielo potrebbe cambiare totalmente.

Tuttavia, oltre alla scoperta rivoluzionaria in sé, questa immagine fornisce numerosi altri punti di vista, ad esempio: in un periodo storico come questo, nel quale l’uomo sta facendo passi da gigante, a cosa si potrebbe arrivare col progresso scientifico?

Si pensi agli enormi sviluppi in campo robotico e, appunto, astronomico; essi sono i due fondamentali protagonisti di qualsivoglia romanzo o film di stampo fantascientifico, eppure in essi finisce sempre che l’uomo commette un errore nel tentativo di superarsi, diventa quindi tracotante. E allora ecco la ribellione delle macchine e i viaggi nel tempo senza possibilità di ritorno.

Ciononostante, nessuno pensa mai al perchè l’uomo cada in tale errore. Egli sembra essere talmente in difficoltà nel comprendere se stesso da ricercare quanto di più assurdo gli esista intorno, convinto che questi gli darà degli indizi per capirsi.

E’ stupefacente pensare come l’essere umano, nel costante tentativo di essere migliore, non consideri mai i rischi e le conseguenze delle proprie azioni.

Forse, prima di inventare un robot che ci risolva ogni problema, dovremmo trovare un modo per curarci da soli; forse, prima di voler sapere cosa risieda in un buco nero, dovremmo comprendere cosa ci sia dentro noi stessi; forse, prima di voler essere eterni, dovremmo voler esser felici.

O forse siamo dei particolari buchi neri che non capiscono come sia possibile che la luce continui a sfuggirvi.

 

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L'EDITORIALE

MAFIA/Perchè non ce ne frega più niente?

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Mafia. E’ questa una parola che sentiamo pronunciare spesso, a volte persino invano. Ma ne conosciamo il significato?

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