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IL TRONO DI SPADE/Valar Morghulis, ma davvero tutti devono morire?

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L’ultima stagione dell’acclamatissima serie Game of Thrones (Il Trono di Spade nella versione italiana) è ormai alle porte.
La serie, tratta dai libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, per sette stagioni ci ha intrattenuti con giochi di potere – e di troni – intrighi e molto, molto sangue.

Ci teniamo ad informare che in questo articolo saranno presenti spoilers.

Dove eravamo rimasti?

La settima stagione si è conclusa con la fatidica rivelazione dei veri natali di Jon Snow, che non sarebbe il figlio illeggittimo di Eddard Stark (ex protettore del nord, ucciso al termine della prima stagione), bensì figlio di Lyanna Stark (sorella di Eddard e promessa sposa di Robert Baratheon) e Rhaegar Targaryen (figlio di Aerys Targaryen, il re folle), il suo vero nome sarebbe quindi Aegon Targaryen e ciò farebbe di lui il vero erede al trono dei sette regni.
Jon, ancora all’insaputa della sua vera identità, ha stretto un’alleanza con Daenerys Targaryen, sorella di Raeghar e quindi zia di Jon, fra i due sarebbe nato anche un interesse romantico.
I due sono ora diretti a Nord per combattere la grande battaglia contro gli Estranei (esseri esistenti fin dall’alba dei tempi).
A Sud, l’attuale regina che siede sul trono di spade è Cersei Lannister, la quale finge di allearsi con i due Targaryen nella battaglia contro i non-morti, ma quando rivela le sue reali intenzioni al fratello e amante Jaime Lannister, questi la abbandona per dirigersi anch’egli verso Nord.
Cersei sembrerebbe quindi essere rimasta sola, ma ha ancora l’appoggio di Euron attuale re delle Isole di Ferro, il quale per ottenere la mano della regina è andato a recuperare per lei la Compagnia Dorata, grazie alla quale avrebbe in mente di conquistare Westeros.
Nel mentre a Grande Inverno, capitale del nord, i tre fratelli Stark rimasti: Arya, Brann e Sansa, aspettano l’arrivo di Jon.
Il re della notte, re degli Estranei, a cavallo di Viserion, drago un tempo appartenuto a Daenerys, ma da lui ucciso e resuscitato come non-morto, è pronto a scatenare il suo attaco al continente occidentale.

Le teorie più diffuse tra i fan 

Fin dalla fine della settima stagione, il fandom di Game Of Thrones si è sbizzarrito con le teorie più svariate riguardo a cosa potrebbe avvenire in quest’ultima fase della storia.
Una tra le più diffuse è quella che vedrebbe Daenerys uscire vincitrice dalla guerra e arrivare a regnare sul trono di spade. Ipotesi forse un po’ troppo scontata per uno show da sempre conosciuto per la sua imprevedibilità?
Specularmente secondo altri a uscire dalla guerra vincitore e re sarebbe Jon Snow, il quale secondo alcune teorie sarebbe addirittura la reincarnazione del leggendario eroe Azor Ahai, che, per i seguaci di R’hllor (il Signore della Luce), fu colui che confinò al di là della Barriera gli Estranei, numerosi millenni prima degli eventi della serie, brandendo la fiammeggiante Spada degli Eroi, Portatrice di luce.
Tra i vari fan c’è chi ritiene che i due Targaryen potrebbero persino governare insieme e, come molto probabile che succeda, avranno un figlio, o figlia. Anche la loro prole è stata soggetta a speculazioni, difatti la progenie dei due sarebbe stata identificata da alcuni come il guerriero del Signore della Luce, cosa che però risulta abbastanza difficile da credere poiché ciò starebbe ad indicare che la guerra andrebbe avanti per molti anni così da permettere questa visione della storia.

La nostra teoria

Dopo attente visioni e analisi dei trailer, delle varie teorie e degli indizi trapelati dalle bocche del cast di GOT, vi forniremo quello che secondo noi potrebbe accadere nell’ottava stagione.
Sembra ormai inevitabile che Jon e Daenerys avranno un figlio, ma sembra piuttosto certo che solo uno dei due genitori potrà sopravvivere e tra i due potrebbe essere proprio Jon Snow.
Il re del Nord, infatti, potrebbe essere colui che spezzerà la ruota e distruggerà il trono di spade per creare una nuova forma di governo.
Per fare ciò anche Cersei dovrà morire, la cui profezia sembra starsi avverando passo dopo passo, le era stato predetto che sarebbe stata uccisa dal suo “Valonqar” o fratello minore, il che potrebbe riferirsi a Tyrion, ma più probabilmente sarà invece l’amato Jaime in un ultimo atto di redenzione.
Le battaglie saranno due principalmente: quella contro il Re della Notte e il suo esercito di Estranei e quella contro Cersei e i mercenari della Compagnia Dorata.
Quest’ultima, sarà probabilmente sconfitta da Daenerys con l’aiuto dei draghi, che infatti si vedono volare sopra Approdo del Re in uno dei trailer.
Cersei vedendosi alle strette potrebbe decidere di far saltare in aria la capitale con l’alto fuoco di cui si è ampiamente rifornita.

Tutte le risposte ci verranno date fra pochi giorni, che la battaglia tra vivi e morti abbia inizio.
Valar Morghulis.

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Maturità: a scuola sono stata aiutata a capire il mio domani

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Durante la settimana dal lunedì 25 settembre a venerdì 29 settembre 2017, nelle due sedi del liceo di Rapallo e Recco si sono svolte due diverse tipologie di attività: l’incontro con il mondo dell’università, delle professioni e del terzo settore e la riflessione dei docenti della scuola sul mondo del lavoro.

Ogni studente ha avuto la possibilità di partecipare a 3 incontri durante l’intera settimana in base ai propri interessi e studi. Purtroppo, ci sono stati alcuni problemi organizzativi e non sempre gli studenti hanno potuto partecipare agli incontri da loro scelti, ma nonostante questo, è stata una settimana molto significativa e importante per l’apprendimento della metodologia in un ambiente lavorativo.

L’ascolto di esperienze diverse da parte di professionisti ha chiarito i dubbi degli studenti riguardo i loro futuri studi o lavori. Ma soprattutto sono state capite quali opportunità e difficoltà si potranno trovare alla fine del percorso di studi.

Tre incontri sono stati particolarmente interessanti:

  • Mercoledì 27 settembre si è svolto l’incontro con il Dr. Carosi sull’esperienza del donatore di midollo osseo. Il medico, con l’aiuto di video chiarificatori e con la testimonianza di un donatore, ha spiegato cosa fosse e a cosa servisse il midollo; poi ha gentilmente invitato i presenti a donarlo, dopo aver ampiamente spiegato i passaggi necessari per il trapianto, che può essere svolto in due modi diversi:
    1. Il donatore è sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale, in modo da non sentire alcun dolore durante l’operazione. Questa modalità di donazione ha una durata tipica di circa 45 minuti; dopo alcuni giorni di riposo il donatore si riprende completamente.
    2. Estrazione da sangue periferico: la donazione, in questo caso, comporta la somministrazione, nei 5 giorni prima della donazione, di un farmaco che favorisce la crescita delle cellule staminali nel midollo osseo e il loro passaggio al sangue periferico. Questo tipo di prelievo, indicato come aferesi, utilizza l’uso di separatori cellulari: il sangue prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove il componente cellulare utile al trapianto viene isolato e raccolto in un sacchetto, mentre il resto viene rimesso nel braccio opposto.

L’esperienza mi ha particolarmente coinvolto poiché il campo della medicina mi ha sempre affascinato e il sapere direttamente da questo incontro l’importanza e la necessità di aiutare le persone mi ha stimolata in modo più decisivo per la scelta sugli studi futuri in questo campo così importante.

 

  • Lunedì 25 settembre si è svolto l’incontro con il dottor Rocco, che ha spiegato come lavora il ristoratore e tutti gli aspetti, positivi e negativi in questo campo. L’esperto ha spiegato da dove viene il termine ristorante (dal francese “restore”), come avviene l’organizzazione di un ristorante e ha analizzato i vari compiti degli operatori nei differenti settori come ad esempio il cameriere, il capo chef e il responsabile di sala. Mi ha colpita perché, avendo già lavorato in questo campo, ho potuto scoprire aspetti che non conoscevo.

 

  • Sempre, lunedì 25 settembre si è tenuto l’incontro con la dottoressa Pelosin che ci ha raccontato il percorso che ha dovuto fare per diventare fisioterapista; la dottoressa ha raccontato quale università ha scelto, come si è preparata a superare il test di ammissione, i suoi successi ma anche le sue sconfitte; ha poi incoraggiato tutti a non arrendersi e a cogliere le opportunità che la vita offre, anche se non sono quello che qualcuno aspetta. Si è così capita l’importanza di accettare le sconfitte e che è necessario mettere impegno e passione per affrontare al meglio il percorso in questo settore.

Tutti questi incontri hanno dato agli studenti l’opportunità di riflettere maggiormente su sé stessi e sulle proprie capacità.

Capire le meccaniche nei vari settori lavorativi ha fornito aa tutti un quadro generale più chiaro.

Questa settimana, denominata S.A.R.Ò. (settimana alternanza scuola-lavoro realmente orientativa) è stata molto importante perché ha aiutato gli studenti a consolidare le conoscenze acquisite a scuola, a migliorare la propria formazione e ad orientare il proprio percorso di studio grazie a progetti legati ai loro studi.

 

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Hong Kong: la città delle proteste

Cesarina Remiz

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Centinaia di migliaia sono i manifestanti che negli ultimi giorni hanno invaso le strade e le piazze della città di Hong Kong per protestare contro un progetto di legge del governo locale per autorizzare le estradizioni. La legge prevede che Hong Kong possa estradare, non solo in Cina ma in ogni paese con cui non ha precedenti accordi, chiunque abbia commesso reati nel paese che richiede l’estradizione, su richiesta della magistratura. Difatti, questo testo di legge viene considerato dai cittadini come una violazione al principio“un paese, due sistemi”. 

Bisogna ricordare, inoltre, che Hong Kong è stata a lungo una colonia britannica e che solo nel 1997 è ritornata sotto la sovranità cinese. L’impero britannico ottenne Hong Kong dopo la prima guerra dell’Oppio nel 1841, successivamente, nel 1984, è stata sottoscritta la dichiarazione congiunta fra Cina e Gran Bretagna, un accordo per il trasferimento della sovranità alla Repubblica Popolare Cinese, che stabiliva che Hong Kong sarebbe stato governata, a partire dal luglio 1997, come una regione amministrativa speciale, conservando le sue leggi e un alto livello di autonomia per almeno 50 anni.

Hong Kong viene definita come una città di “libertà senza democrazia”, infatti, la popolazione di Hong Kong non ha la possibilità di eleggere direttamente il governo ed il loro capo esecutivo, che attualmente è Carrie Lam, ma vi è un comitato elettorale che varia da 400 a 1200 membri.
Tuttavia, gli abitanti godono della libertà di espressione, della libertà di stampa e della libertà di riunione, esercitata in particolar modo. 

La metropoli ha una lunga storia di proteste politiche, tutte con un tema comune: salvaguardare l’identità che la contraddistingue. 

Tra le principali manifestazioni possiamo citare, ad esempio, quella che riguarda l’opposizione all’articolo 23 verificatasi nel 2003, anno in cui la città affrontò una grave crisi economica in cui la disoccupazione si alzò in particolar modo e la popolazione non era soddisfatta del capo esecutivo Tung Chee-Hwa.

L’articolo 23 sancisce come dovere costituzionale che “la Regione ad Amministrazione Speciale di Hong Kong dovrà per parte sua promulgare delle leggi per proibire ogni atto di tradimento, secessione, sedizione, sovversione contro il Governo Centrale del Popolo, o il furto di segreti di Stato, per proibire che organizzazioni o enti politici esteri conducano attività politiche nella Regione, e per proibire che organizzazioni e enti politici della Regione stabiliscano legami con organizzazioni o enti politici esteri”. Questo breve paragrafo suscitò una crescente inquietudine nel territorio e milioni di cittadini scesero in strada per domandare le revoca dell’articolo 23, Tung decise, quindi, di fare un passo indietro, la protesta ebbe un grande successo. Questa rimane ancora oggi la maggior manifestazione politica tenutasi nella città.

Qualche anno dopo, nel 2011, un’altra importante manifestazione accadde, in cui vennero coinvolti, in primo luogo, gli studenti. Il governo, infatti, suggerì di inserire come corso obbligatorio nelle strutture scolastiche la cosiddetta “Educazione morale e nazionale” che destò un certo allarme, difatti, gli insegnanti, i genitori e gli stessi studenti considerarono questo progetto come una sorta di  “brainwashing” (lavaggio del cervello).
I residenti della città si riunirono nuovamente in piazza per domandare la revoca della proposta: il governo cedette.

Di certo, tra le manifestazioni più importanti da ricordare avvenute ad Hong Kong, vi è quella in cui nacque la famosa “Rivoluzione degli ombrelli”, una protesta pacifica iniziata da un gruppo di attivisti pro-democrazia nel settembre del 2014 e durata 79 giorni, questa è stata innescata dalla decisione della Cina di porre forti limiti alle prime elezioni a suffragio universale del capo del governo locale che si sono svolte nel 2017. Innanzitutto, Pechino decise di limitare a due o tre il numero dei candidati alla carica di “capo esecutivo”. Inoltre, il governo centrale stabilì che i candidati dovessero essere approvati da un’apposita commissione elettorale di 1.400 persone, i cui membri venissero nominati da Pechino. E’ soprattutto quest’ultima decisione che scatenò la protesta degli studenti. Per il movimento ‘Occupy Central’ questa, infatti, venne considerata come una marcia indietro rispetto alla promessa della Cina di instaurare una piena democrazia politica.
Gli ombrelli che i manifestanti alzarono per potersi proteggere dai gas lacrimogeni, dallo spray al peperoncino e dai cannoni ad acqua usati dalla polizia per disperdere la folla, diventarono il simbolo di questa protesta. Ma ciò nonostante, il governo non cedette.

Possiamo dunque dedurre che per gli abitanti della metropoli asiatica la parola chiave è “libertà”, e sarebbero disposti a tutto pur di conservarla.

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CELLULE STAMINALI/La nuova frontiera della scienza

Alice Demarchi

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I progressi della medicina rigenerativa. Terapie avanzate contro malattie considerate incurabili.

Si fa un gran parlare di cellule staminali e spesso si fa confusione.
Si sentono chiamare così le cellule che, in Italia, è vietato prelevare dagli embrioni, ma anche quelle a cui si ricorre quotidianamente nei reparti di ematologia.
Si parla di staminali e medicina rigenerativa, di Stamina, di Legge 40.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’ argomento.

Il punto di partenza è la medicina rigenerativa, quella branca della medicina che si prefigge di ricostruire un tessuto danneggiato, o di curare un difetto genetico in quelle popolazioni di cellule, le staminali, che possono garantire il mantenimento del tessuto nel tempo.

Cellule staminali, cosa sono?

Si tratta di cellule primitive non specializzate, giovani, che non hanno ancora assunto la funzione e la conformazione definitiva all’ interno dell’ organismo.
Hanno due caratteristiche: la possibilità di autorigenerarsi e la capacità di differenziarsi.
Due sono le tipologie di staminali:
embrionali, presenti esclusivamente nell’ embrione nelle primissime fasi dello sviluppo in grado di generare tutti i tipi cellulari di cui è composto il corpo;
adulte, si trovano all’ interno dei tessuti già maturi, dove fungono da fonte di ricambio cellulare.

La prima terapia con staminali, in particolare quelle adulte del sangue, è stato il trapianto di midollo osseo. Da quel momento la sperimentazione ha ottenuto ottimi risultati.

Esistono sperimentazioni cliniche importanti

Un gruppo di ricercatori londinesi le sta, per esempio, usando su due pazienti anziani con una malattia all’ occhio, la degenerazione della macula retinica.
Le staminali embrionali, fatte differenziare in cellule della retina, cresciute in laboratorio e reimpiantate come un sottile cerotto applicato alla stessa retina, hanno permesso il parziale riacquisto della vista.

Una sperimentazione italiana

Anche in Italia la sperimentazione fa il suo corso: uno studio ha provato la sicurezza dei trapianti di cellule staminali cerebrali umane nel midollo spinale di pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica. Diciotto pazienti, tutti con una diagnosi definitiva di Sla, hanno ricevuto da tre a sei trapianti di cellule staminali neurali umane nel midollo spinale o cervicale. A distanza di cinque anni nessuno di loro ha manifestato “ eventi avversi seri” né aumento nella progressione della malattia a causa del trattamento. Questo studio verrà completato con una seconda fase per confermare l’ efficacia della cura.

Le più versatili, le staminali embrionali

Le più versatili, le uniche capaci di differenziarsi in qualunque tessuto del corpo, ma più difficili da applicare e sulle quali c’è ancora molto da imparare, sono le staminali embrionali.
In Italia, però, il loro utilizzo è vietato per legge.
E’ una delle ultime barriere della Lex 40 sulla fecondazione assistita che ancora resiste, nonostante un sistematico smantellamento nelle aule di tribunale.
La legge 40 vieta di usare le blastocisti in sovrannumero, che si formano tra il quarto e il quattordicesimo giorno dopo la fecondazione e che sono la fonte da cui ricavare le staminali embrionali.
Si preferisce lasciarle deteriorare nei congelatori delle cliniche che si occupano di procreazione assistita.
Nei Paesi in cui la ricerca è più libera, invece, queste cellule vengono usate per trattare pazienti con patologie altrimenti incurabili.

L’ Italia è all’ avanguardia

Il nostro Paese ha un primato mondiale per i trattamenti con alcuni tipi di staminali adulte, quelle del sangue, della pelle e della cornea. Su sei o sette terapie approvate dall’ European medicine agency tre sono italiane.

Staminali non è Stamina

Quando si parla di staminali, di medicina rigenerativa non si parla del metodo Stamina. Questo non ha alcuna evidenza scientifica di efficacia né una ricerca di base robusta. Solo soluzioni miracolistiche.

La medicina rigenerativa è un modello nuovo, di precisione e personalizzato che deve affrontare problemi importanti di ricerca legati a costi elevati.

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