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DAL MONDO

Incontri ravvicinati con Donald Trump

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a cura della redazione Primo piano

– Era l’8 novembre 2016 quando Donald Trump ha vinto le elezioni americane battendo Hilary Clinton. Sicuramente il presidente è un personaggio particolare e molto criticato sin dalla candidatura, in quanto si è presentato come un outsider proveniente non dal mondo politico, bensì da quello economico. Anche dopo la vittoria un gran numero di persone, sia statunitensi che del resto del mondo, si oppone alle sue proposte. Analizziamo meglio la figura attraverso alcuni importanti incontri che ha avuto.

BARACK OBAMA
Il 10 novembre 2016 si è tenuto l’incontro con Obama. L’ex presidente aveva sempre sostenuto la Clinton, appartenente al suo stesso partito democratico, e le sue idee, mentre non si era mai mostrato favorevole alle proposte di Trump. Durante le elezioni molte persone avevano iniziato a vedere quest ultimo come una persona testarda, poco aperta mentalmente, che difficilmente sarebbe riuscita ad andare d’accordo con altri personaggi importanti. A partire da queste premesse l’incontro tra i due incuriosiva molto, ma l’esito che ha avuto forse è stato un po’ differente dalle aspettative. Al termine si sono stretti la mano e, stando alle dichiarazioni, entrambi hanno gradito lo scambio di opinioni e hanno mostrato un rispetto reciproco e, sebbene abbiano idee politiche diverse, Trump ha ammesso che gradirebbe collaborare con Obama e ricevere consigli. Dopo questo episodio molte persone hanno cominciato a vedere il presidente sotto un’altra luce e a temere meno le sue idee che prima della vittoria alle elezioni apparivano estremamente radicali.

ANGELA MERKEL
Impossibile dimenticare l’incontro tra Trump e la cancelliera Angela Merkel, che si è svolto a metà marzo di quest’anno.
Sicuramente tutti lo ricorderanno per la contestata decisione del presidente di rifiutarsi di stringere la mano alla rappresentate tedesca: una presa di posizione non certo apprezzata dai media.
Erano trascorsi solo due mesi dall’elezione di Trump ed aveva già collezionato numerosissimi dissensi in seguito al Muslim Ban, nessuno si sarebbe aspettato un altro affronto del genere.
Categorico sulle sue idee sull’immigrazione, non aveva esitato a dichiarare che ”l’immigrazione è un privilegio, non un diritto”e sembra tuttora esserne convinto. Tuttavia, al termine dell’incontro, entrambi si erano detti soddisfatti delle decisioni prese. Il rapporto tra queste due grandi potenze, anche se non di amicizia, si può definire pacifico, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutta Europa.

PAPA FRANCESCO
Un altro incontro particolarmente atteso e sentito è sicuramenre quello avvenuto nei giorni scorsi tra il presidente, accompagnato dalla moglie Melania e la figlia Ivanka, ed il pontefice.
Le due figure hanno discusso su svariati argomenti ritenendosi soddisfatti della riunione.
Non sono mancate di certo le critiche e le battute: la più esilarante è forse la fatidica foto in cui il Papa rimane con un volto serissimo nella cosiddetta foto di gruppo.

TRUMP É SEMPRE LO STESSO?
Dal giorno della sua elezione possiamo dire di aver visto diverse sfaccettature della personalità del presidente americano, il quale ha dimostrato di essere in grado di agire, nel bene e nel male, ma anche di sapersi moderare. Questa capacità è evidente nello scontro con la Corea del Nord, dove Trump, dopo aver dato un forte segnale alla Cina, ha smorzato i toni passando su un piano di incontro e discussione.
Il presidente ha saputo dimostrarsi determinato nelle sue scelte e potrebbe essere considerato un punto a suo favore.
Inoltre, il presidente ci ha strappato molti sorrisi per le sue strane espressioni e per episodi come l’incontro con la Merkel sopra citato, abbondantemente commentati da web e giornalisti.

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ATTUALITA'

CHRISTCHURCH/Le due facce della Nuova Zelanda

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di Sara Avallato

– Un gruppo di credenti è riunito in preghiera in una delle moschee di Christchurch, Nuova Zelanda, quando un uomo irrompe nell’edificio. Comincia a sparare, in un paio minuti le vittime sono decine. (altro…)

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DAL MONDO

OTTO MARZO/ Un giorno come gli altri?

Matilde Passerini

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– di Matilde Passerini

 

Come ogni anno, è tradizione in gran parte del mondo dedicare la giornata dell’otto marzo alla festa della donna. Si tratta di una ricorrenza che rappresenta non solo un importante evento culturale, ma ci permette anche di ricordare le battaglie affrontate nel corso della storia per arrivare alla conquista dei diritti fondamentali delle donne. Purtroppo questa celebrazione viene spesso sottovalutata, poiché la si considera una festività di scarsa importanza. Inoltre, sebbene la tradizione del mazzo di mimosa e i ripetuti auguri non passino mai di moda, la festa che conosciamo oggi è segnata da cicatrici provocate dagli ormai innumerevoli episodi di violenza nei confronti della donna, sia a carattere fisico che psicologico.

Questo Otto Marzo 2019 è iniziato infatti con la notizia di due femminicidi avvenuti in due città italiane differenti: a Napoli una donna di 36 anni e madre di tre figlie è stata uccisa dal marito poiché egli riteneva che lei non lo amasse più; a poche ore di distanza,a Roma una ragazza di circa ventinove anni è stata picchiata a sangue e uccisa dal fidanzato, ancora una volta, per gelosia.

Avvenimenti di tale atrocità sembrano non trovare fine. La violenza fisica non è l’unico problema, infatti si trascura il fatto che la donna è spesso oggetto di stereotipi: La maggior parte degli uomini ritiene che la donna sia meno competente in specifici ambiti lavorativi, che non sappia risolvere determinati problemi e che quindi  non sappia portare a termine progetti che in realtà è benissimo in grado di realizzare. Ad esempio, si è sempre pensato che le ragazze non fossero portate per gli studi scientifici, mentre i risultati che oggi ottengono nella scienza e nella medicina confermano il contrario. La donna ha sempre avuto più difficoltà a raggiungere i propri obbiettivi, perché ostacolata, spesso inconsciamente, da quegli stessi stereotipi che la fanno apparire più debole e meno capace di affrontare determinate sfide.

Eppure, la giornata dell’otto marzo sembra far svanire tutte le ingiustizie e i pregiudizi che la donna subisce: in realtà, i problemi permangono anche nel 2019 e tutte noi dobbiamo continuare a combattere per far valere i nostri diritti sul lavoro, in famiglia e nella società.

La festa della donna assume oggi un valore ancora più significativo perché ci vuole dare un segnale: la donna ha bisogno dei propri diritti, che dopotutto sono quelli umani,e ha la necessità di vivere in un mondo dove può avere la consapevolezza di essere trattata al pari di tutti gli uomini, di raggiungere gli obbiettivi che si è posta e realizzare i propri sogni.

 

 

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ATTUALITA'

VENEZUELA/Spari contro l’opposizione

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di Sara Carminati e Sibora Muca

– Il Venezuela, un tempo lo Stato più ricco del Sud America, sta attraversando dal 2014 una crisi di tipo economico, istituzionale e sociale. (altro…)

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