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INFORMATICA/Il Premio Turing apre le porte all’intelligenza artificiale

Emanuele Canessa

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di Emanuele Canessa

– Anche quest’anno vi è stata la consegna del premio Turing, ovvero il corrispondente del Premio Nobel per quanto riguarda il campo informatico. Ad aggiudicarselo sono stati Joshua Bengio, Geoffrey Hinton e Yann LeCun, in virtù dei loro studi sulle “macchine”.

Cosa ci aspetta?

In particolare la consegna di quest’anno apre una marea di possibili futuri in cui ci potremmo ritrovare, mai come adesso infatti lo studio e la progettazione delle intelligenze artificiali sono stati così avanzati. E non si parla solamente di intelligenze capaci di compiere azioni basilari, bensì di macchine in grado addirittura di cambiare la diagnostica delle malattie, velocizzandola e rendendola forse anche più affidabile.
Proprio per questo, il Turing quest’anno è andato a loro tre, perché all’interno di una vera e propria rivoluzione mondiale nessuno come Bengio, Hinton e LeCun è stato importante.

La digressione

È molto interessante anche notare l’età dei tre vincitori: 55, 72 e 59 anni. Questo dato è molto interessante, poiché si tende ad assimilare il concetto di “nuovo” al concetto di “lontano- incomprensibile”, tuttavia essi vengono da qualche generazione prima della nostra e hanno in mano qualcosa che poi le nuove generazioni dovranno gestire, qualcosa che cronologicamente “appartiene” a noi.
Eppure, sono stati loro a cambiare il corso della storia, a dimostrazione del fatto che il “nuovo” dovrebbe corrispondere prima di tutto ad un miglioramento di cosa c’è stato prima.

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Edimburgo/Un’esperienza che cambia la vita

Valentina Testa

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L’uomo scopre nel mondo solo quello che ha già dentro di sé. Ma ha bisogno di conoscere il mondo per scoprire quello che ha dentro di sé. (Hugo von Hofmannsthal)

Risale a tre anni fa la mia scelta di prendere parte al corso pomeridiano di Sharing.school. Scelta dettata, certamente, dal desiderio di imparare a scrivere articoli di giornale. Non mi aspettavo, però, che potesse riservare delle sorprese tanto grandi! Potrei raccontare dell’importanza del lavorare in gruppo, della fatica nel rispettare le scadenze e di quanto io sia cambiata, ma sarebbe riduttivo.

Una vera svolta è stata per me l’esperienza dello stage a Edimburgo avvenuta tra i mesi di aprile e maggio di quest’anno. (altro…)

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La sfida della scrittura

Elena Rovetta

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di Elena Rovetta

– Saper scrivere è un’abilità che ci viene insegnata nei nostri primi anni di vita. (altro…)

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Siamo realmente liberi di scegliere il nostro futuro?

Maria Elena Cassinelli

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di Maria Elena Cassinelli

– Esistere significa “poter scegliere”; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensì la miseria dell’uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all’alternativa di una “possibilità che sì” e di una “possibilità che no” senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell’altro.

(Soren Kierkegaard) (altro…)

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