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POLIS

INQUINAMENTO AMBIENTALE/Il Da Vigo al centro dell’informazione rapallina

Tea Sperandio

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La nostra scuola ha deciso di organizzare tre conferenze, tenute a Villa Queirolo a Rapallo, riguardanti la situazione ambientale odierna, al fine di comunicare con il maggior numero di studenti possibili così da renderli consapevoli di ciò che sta accadendo al nostro pianeta.

La prima conferenza, tenuta dagli studenti Vago e Canessa, è stata venerdì 7 febbraio alle ore 16, dove si è parlato di come, in tutti questi anni, si sia arrivato a questa situazione, che sembra un punto di non ritorno per il nostro pianeta.

Le rivoluzioni industriali: l’inizio di tutto

Tutto cominciò nel 1800, durante la prima rivoluzione industriale, dove, ignorate le possibili conseguenze, si è incominciato a fare un uso spropositato del carbone. Solo dopo diversi anni si venne a conoscenza dei problemi che causava, e causa tutt’ora, il carbone all’ambiente.

Il problema persistette anche durante la seconda rivoluzione industriale, dove vediamo al centro dell’attenzione la plastica, un nuovo materiale che si rivelò subito economico e facile da produrre.
La scoperta della plastica fu una vera e propria rivoluzione per l’industria e il commercio, ancora oggi più della metà degli oggetti che compriamo presentano un’ingente quantità di materiale plastico, assai dannoso per l’ambiente.

Il vero problema della plastica è il tempo di decomposizione, ci vogliono esattamente più di 100 anni perchè ciò avvenga. Questo problema, unito allo scorretto smaltimento di questo materiale, hanno portato alla creazione di isole di plastica.

Le isole di plastica: gli unici luoghi non adocchiati dai turisti

Le isole di plastica sono il risultato di un uso spropositato e di uno smaltimento errato di questo materiale, accumulato giorno dopo giorno dalle correnti in mezzo all’oceano.
Quello che colpisce sono i numeri di rifiuti contati annualmente che finiscono in mare, possiamo citare i 300 miliardi di bottigliette di plastica o le 269000 tonnellate di plastica prodotte dai ristoranti d’asporto; i numeri aumentano parlando di bicchieri, posate e piatti monouso.

Le isole di plastica, già presenti dagli anni 80, sono tre: una nell’Oceano Indiano, una nell’Oceano Atlantico e infine la più grande che si trova nell’Oceano Pacifico settentrionale.

Antropocene: la mostra che ci ha reso consapevoli della situazione ambientale odierna

I danni, causati da un mondo dove i soldi valgono più di ogni altra cosa e dove l’importante è produrre tanto e velocemente per guadagnare, sono stati rappresentati in una mostra, “Antropocene”, tenutasi a Bologna, in un edificio costruito recentemente chiamato “Mast”.

Questa esposizione consisteva in una serie di belle fotografie che volevano evidenziare il contrasto tra un bellissimo scatto che però rappresentava un vero e proprio disastro.
Inoltre lo spettatore veniva coinvolto grazie all’utilizzo di un ipad, con cui bastava inquadrare certe foto e venivano mostrati dei filmati inerenti allo scatto; uno dei più sconvolgenti è quello dove si vedono montagne di spazzatura in Africa, sulle quali intere famiglie vivono e lavorano.

Valli distrutte per l’estrazione di carbone e foreste dove vengono abbattuti quasi la metà degli alberi, questi sono solo alcuni dei disastri causati da questa sete di denaro e anche da una certa dose di menefreghismo nei confronti del pianeta e del mondo animale.
I danni in ambito marino sono tantissimi, tartarughe morte perchè pensano che i sacchetti di plastica siano meduse, pesci che si intossicano perchè ingoiano micro plastiche, specie che, per l’ingerimento di plastica, arrivano a rischiare l’estinzione, vi sembra possibile tutto ciò?

E’ questo ciò di cui si è parlato durante la prima conferenza; nella seconda e nella terza si parlerà di come gli stati stanno provando, o non provando, a cambiare e di come si possa fare qualcosa per provare a sanare questa situazione.

Se siete interessati, se pensate che queste lezioni possano essere utili per la vostra quotidianità o semplicemente se volete essere informati dei problemi climatici odierni venite ad assistere alle prossime conferenze, che si terranno venerdì 14 e 21 febbraio.

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Sara Avallato

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ATTACCO IN CONGO/Coinvolti due italiani

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BIELORUSSIA/Quando svolgere il proprio lavoro diventa reato

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