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L'EDITORIALE

La conseguenza della pandemia sugli adolescenti

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Non sono certa di poter parlare per tutti, è una cosa estremamente personale e non tutti vedono e vivono le cose allo stesso modo, ma di una cosa sono sicura: essere adolescenti ai tempi del covid non è affatto semplice.

Partendo dal presupposto che questo periodo della vita è già abbastanza delicato e particolare di per se, il covid non ha sicuramente semplificato le cose.

All’inizio il virus sembrava solo una buona scusa per saltare scuola, ma giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e mese dopo mese, la cosa sta diventando ingestibile per i giovani a livello emotivo.

Il periodo che si aggira tra i tredici e i diciannove anni dovrebbe essere un periodo in cui fare nuove conoscenze, imparare a relazionarsi con gli altri, divertirsi, uscire e perché no, magari anche combinare qualche guaio; d’altronde chi non ne ha combinate di ogni quando era giovane? Chi fra gli adulti che sta leggendo questo articolo vuole essere talmente ipocrita da dirmi che durante nel periodo dell’adolescenza era un angelo venuto dal cielo? Vi sfido.

Tutto ciò però non ci è permesso di questi tempi e siamo costretti a restare a casa, a distanziarci gli uni dagli altri e per molti, smettere persino di fare sport.

È frustrante non avere più la libertà di un anno fa.

In un periodo della vita come questo, in cui la voglia di scappare da tutto e tutti è più forte che mai, la libertà è una cosa essenziale. Potersi svagare e distogliere il pensiero dalle cose che ci preoccupano del mondo e del futuro è una cosa essenziale.

Personalmente mi sento come se stessi sprecando quelli che dovrebbero essere “i migliori anni della mia vita”: e certo, ho tutta la vita davanti per recuperare, ne sono consapevole, ma dopo il covid, le cose torneranno a essere come prima? Avrò le stesse opportunità che un adolescente del 2010 ha avuto? Non lo so.

Non nego che sia difficile per tutti, ci sono persone che hanno perso il lavoro, la casa o addirittura la vita e non si discute sul fatto che siano eventi che hanno un impatto emotivo decisamente più intenso rispetto alla crisi di un diciassettenne.

Durante l’adolescenza però le emozioni che si provano sono come amplificate e anche le più piccole cose possono demolire psicologicamente un ragazzo, figuriamoci una pandemia globale.

È un anno particolare e delicato per chiunque: non dovremmo pretendere che le persone attorno a noi non siano cambiate, né tanto meno dare per scontato che tutti la stiano vivendo bene.

L'EDITORIALE

L’amicizia, come l’amore, non è che un nome

Gaia Filippi

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Oggi voglio parlare di due argomenti molto importanti che sono l’amicizia e l’amore. Ormai tutti usano i social per conoscersi, io compresa. Molte persone le ho conosciute a scuola, ma altre grazie ai social. A volte penso che un amico conosciuto tramite internet sia meglio di uno conosciuto dal vivo.

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L'EDITORIALE

Le donne odiano le donne

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Come si sa i ruoli di genere sono da sempre uno dei fondamenti della nostra società, eradicati, pietre miliari di stereotipi e tossicità. Essi per la maggior parte dei casi definiscono i generi in base a delle preferenze che sin dall’infanzia vengono propinate, ponendo delle definite categorizzazioni sia se sei donna o uomo. Ma cosa succede se in questi schemi mentali proprio non ti ci rivedi? E perchè le donne si ritrovano ad odiare le altre donne? (altro…)

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L'EDITORIALE

“Not all men, but all women”, che cosa sta sbagliando la società?

Tea Sperandio

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Il 97% delle donne negli Stati Uniti è stato vittima di catcalling, abusi, stupri, immagini pornografiche ricevute senza richiesta e molto altro. Sempre in America una donna su sei è vittima di stupro, in Italia invece negli ultimi 5 anni sono 2 milioni 435 mila quelle che hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale.

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