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Rapallo e Santa

La seconda guerra mondiale a colori

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di Sofia Animato

– Da millenni l’uomo ha associato ed abbinato ad ogni colore un particolare significato, uno stato d’animo, un qualcosa di trascendentale che va oltre lo stato puramente fisico. Ad esempio attribuiamo ad una giornata passata in famiglia una giornata di sole, quindi, colori caldi come il giallo o l’arancione; alla quotidianità attribuiamo colori spenti come il grigio, all’amore un colore acceso come il rosso mentre alla depressione colori spenti e cupi come il nero e il grigio. Se dovessero domandarmi quali colori attribuirei alla guerra, beh, senza dubbio citerei gli ultimi due. Eppure, nonostante questi schemi “fissi” impressi nella nostra mente, le foto riguardanti la seconda guerra mondiale non sono in bianco e nero, come tutti avremo immaginato, bensì a colori.

Le testimonianze

Le foto che ci sono rimaste sono ora in mano all’Imperial War Museum di Londra, dalla cui preziosa collezione ora è stato tratto il libro «Daily Mail» che ne ha anticipato alcuni magnifici scatti. Vennero scattate circa 3.000 foto a colori per le testate che erano in grado di pubblicarle. Tra queste testimonianze ritroviamo:
•Sorveglianza femminile: aiutanti addette alla sorveglianza del traffico aereo e marittimo presso il quartier generale dell’artiglieria costiera britannica, nell’inverno del 1942. La maggioranza degli ausiliari era di genere femminile. Nel Regno Unito il servizio ausiliario femminile era stato introdotto nel 1938.
• Il bombardiere da risistemare:
Alcuni lavoratori africani aiutano i tecnici britannici a riparare un aereo usato come bombardiere leggero o ricognitore. Siamo nella colonia britannica di Yumbum dell’ Africa occidentale nel 1943.
• Manutenzione di un tank: I militari di una squadra britannica mentre puliscono l’interno del cannone di un carro armato nel 1943. Ci troviamo in Tunisia, nell’ultima fase dei combattimenti in Nord Africa.

Una nuova prospettiva della realtà

Viste queste immagini mi sorge spontanea una domanda: come si fa a dipingere a colori un qualcosa che abbiamo sempre visto e immaginato in bianco e nero?
La risposta potrebbe forse essere un messaggio di  speranza, se lo si guarda da un punto di vista più poetico che “letterale”. Potremmo intendere questa “nuova” prospettiva come una sorta di “luce in fondo al tunnel”. Così come c’è colore nel buio e nell’oscurità, c’è speranza nella terribile realtà della guerra, e , magari, la speranza riguarda il futuro, magari tra qualche anno le guerre, come per miracolo, saranno per lo più evitate e una visione di un mondo a colori sarà più concreta per noi, rispetto ad una semplice fotografia.

E a voi quali sensazioni ed emozioni suscitano queste foto?

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