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MONDI

LA SOCIETA’ ALL’ESTERO/Il fenomeno delle Charity e il “caso” British Heart Foundation

Emanuele Canessa

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In questi giornidurante la nostra permanenza in Scoziaabbiamo notato un fatto abbastanza particolarel’alto numero di negozi a scopo benefico presenti nelle strade

Alcuni di loro devolvono i propri incassi nello studio di malattie come il cancroaltri si occupano invece di aiutare paesi in forte difficoltà. Oggi approfondiremo la conoscenza di una Fondazione in particolare: la British Heart Foundation.

COME NASCE

La BHF nasce nel 1961, in seguito alla paura di un gruppo di medici in merito all’alto tasso di mortalità legato a problemi di cuoreProprio per questo essi decisero di fondarlaavevano infatti bisogno di fondi per progredire nelle ricerche sulle malattie del cuore

Dieci anni dopo la Fondazione – quindi nel 1971 – Sheila Harrison, una delle principali manager dei tempi, ideo’ il logo che tutt’ora rappresenta uno dei loghi più importanti del Regno unito

Nel giro di poco tempo, la Fondazione ebbe grande riscontro sia in fama che nelle ricerche. Al momento, la presenza delle BHF ha portato ad un notevole abbassamento delle morti per cause di cuore e ad un ulteriore abbassamento delle persone affette da problemi di cuore (1 bambino su 145 nasce con un difetto congenito).

Ad oggipuò vantare più di novecentocinquanta negozi sparsi per tutto il Regno Unito

DI CHE COSA SI OCCUPA

La British Heart Foundation ha creato negli anni numerosi negozi il cui ricavato viene successivamente usato per le ricerche, ma non solo; basti pensare che tra il 2008 e il 2013,infatti, la BHF ha investito nello sviluppo di sei centri d’eccellenza per la ricerca, ha finanziato tre centri di medicina rigenerativa con 7.5 milioni di sterline l’anno e infine e’ arrivata a fatturare 133 milioni di sterline. Inoltrequesta Fondazione si occupa di tenere informate le persone riguardo a come mantenersi sanisupportando anche via internet, fa campagne dirette al governo per sensibilizzare sul tema dei problemi di cuore e, infine, offre alle scuole corsi per l’uso del defibrillatoredistribuendoli poi per le strade di tutta la Gran Bretagna

Infinela Fondazione non si e’ semplicemente fermata qui, infatti ha allargato i propri studi anche per quanto riguarda il diabete e l’ictus

L’AMBIENTE INTERNO

C’e’ anche da aggiungere un altro punto a favore della British Heart Foundation: l’ambiente all’interno dei negozi. Per quanto riguarda i clienti, tutto e’ messo secondo un ordine preciso, la musica accompagna un’aria tanto tranquilla al piano di sopra quanto incasinata al piano di sotto e l’affluenza è spesso molto alta a qualsiasi orariguardo al personaleinvece, ci sono poche regole, ma molto importantilavorare con il sorrisomettere a proprio agio chiunque (cliente o volontario che sia) e rifiutare completamente ogni tipo di discriminazione razziale, di genere, di eta’ o di idea politica.

Insomma, la sorpresa e il piacere di lavorare in un ambiente del genere rende sicuramente tutto più facile e bello, soprattutto vedendo quanto le persone abbiano a cuore questa Fondazione e questo lavoro

Nella speranza di vedere il prima possibile idee di questo tipo in tutto il mondo, ci godiamo questi ultimi giorni di permanenza

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The tree house on the Berlin wall

Ginevra Lombardo

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On 13 August 1961, the German Democracy Republic built the Berlin wall. What actually happened was that , since they constructed it in just one night, they made a mistake. In fact, they left a little island of land , which belonged to the East part of Berlin, on the West side of the wall, specifically in the district of Kreuzberg . In this way the West German government could do nothing with it. Thus, it remained unused.
This unique story begins in 1984, when the Turkish guest worker Osman Kalin, who lived in Kreuzberg, saw this empty bit of land that people used as a dustbin and decided to do something with it even if it was a very unappealing bit of land. So he cleaned it up and turned it in a vegetable garden. He started to grow vegetable and fruits and shared them with everybody around him and he also built a tree house by recycling random unused materials. But one day, the east German guards began to be suspicious because he was illegally exploiting one of the east German proprieties. They also thought he used it to build subterranean passages underneath the wall to help people escaping to the West. Indeed, the garden was set in one of the thinnest parts of the wall and around this area there were about 24 secret tunnels. For this reason, the guards controlled anywhere around the tree house , and they realised he was not building tunnels : he was just a very friendly man who grew vegetables for his community. So the East German government gave him the permission to stay there legally and grow vegetables. But in 1989, with the fall of the wall, it became more complicated because when the reunification happened, the permission was no longer valid. In 2004, the united Berlin authorities actually attended to force him off this land in order to build a road in that exact place. But the day before the guards went to take down the house tree, Osman and his community cemented everything in the ground, so that they could not remove it. Everybody in the local neighbour supports him, even the nearby Church came up and wanted him to remain in this land. Because of all the support he gained, the Berlin government allowed him to stay there. However the only way to get the land was to buy it. So the state sold this propriety for 1 euro, the lowest amount they could offer. This kind man passed away last year, but his family is still looking after his precious land and they are planning to turn the tree house in a little museum. The story of this lovely man has become an important symbol of solidarity and kindness in the history of this troubled town. His actions proved that goodness is the first step towards peace.

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ALBERTO VINCE AMICI/Si apre una nuova stagione per la musica italiana?

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Si è conclusa il 25 maggio la diciottesima stagione di “Amici di Maria De Filippi”, quest’anno si è imposto Alberto Urso, che ha battuto in finale la cantante Giordana e i ballerini Rafael e Vincenzo.
Rafael ha vinto il premio per la danza, Giordana ha vinto il premo della critica, assegnato da una giuria di esperti, Alberto ha anche vinto il premio Tim, per i risultati ottenuti dalla sua canzone in radio.
La finale è stata molto coinvolgente, i primi a essere eliminati sono stati i due ballerini, che hanno offerto delle bellissime performance, poi i cantanti si sono sfidati fino all’ultima nota, subito dopo è stato annunciato il vincitore.
Gli ultimi due concorrenti hanno due stili molto differenti: Giordana è una girl power, piena di energia e con una voce graffiante, simile a quella di Mia Martini, di cui ha interpretato la “Nevicata del ‘56”, inoltre questa ragazza ha un grandissimo talento come cantautrice. Alberto invece è un ragazzo molto umile ed educato, che riesce a trasportare ogni canzone nel suo mondo lirico.
Ad Amici sono sempre stati sfornati dei talenti, infatti diversi cantanti usciti da questo talent hanno vinto il Festival di Sanremo come Emma Marrone o sono diventati famosi in tutto il mondo come Alessandra Amoroso. Il disco di Alberto è già primo nelle classifiche dei dischi più venduti in Italia, quello di Giordana invece è terzo.
I risultati di questa stagione di Amici suggeriscono un cambiamento nel panorama musicale italiano o sono un fatto isolato? Negli ultimi anni infatti le classifiche dei dischi e delle canzoni più venduti in Italia erano governate da trapper e rapper, anche al festival di Sanremo, noto per essere il tempio della musica pop e lirica, quest’anno hanno partecipato diversi cantanti appartenenti al genere urban. É un’operazione commerciale voluta dalla De Filippi oppure c’é un processo in atto di valorizzazione e ritorno di quello che é definito “bel canto”?
Vedremo se questo tendenza verrà confermata negli anni a venire, tornando alle origini della musica nostrana.

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IL TRONO DI SPADE/A tenerci uniti è una (buona) storia

Alberto Zali

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Vivere in un mondo senza Trono di Spade non sarà affatto semplice. Ne sanno qualcosa i 27 milioni di americani che lunedì hanno sofferto della “sindrome da fine-serie TV” e sono arrivati in ritardo al lavoro o si sono messi in ferie per elaborare il trauma. (altro…)

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