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DIVERTIMENTO

Libri/Top ten 2016, quando i titoli raccontano di noi

Emanuele Canessa

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Di Emanuele Canessa – Dopo le classifiche riguardanti musica, serie TV e film, non poteva di certo mancare un’ultima top 10 dedicata agli amanti della lettura; ecco, quindi, la classifica 2016.

  • Al decimo posto troviamo “Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore” di Susanna Casciani. Libro che narra l’amore tra Anna e Tommaso, ma con la quale l’autrice descrive ogni essere umano che ci circondi. Recensioni, per lo più, molto positive, con qualche persona che, però, lo definisce troppo simile al blog di Susanna Casciani; http://www.lafeltrinelli.it/ebook/susanna-casciani/meglio-soffrire-che-mettere-un/9788852072246
  •  Subito dopo, abbiamo “Il magico potere di sbattersene il ca**o” di Sarah Knight. Un manuale che “insegna” come mettersi alle spalle preoccupazioni inutili e a vivere meglio la vita. Recensioni che lo definiscono molto irriverente e, a tratti, politically scorrect; http://www.glibbo.it/IT/news/post/420120
  • Alla posizione numero 8 vediamo “Dopo di te” di Jojo Moyes. Sequel di “Io prima di te”, romanzo che ha commosso milioni di sentimentali, e non solo. Lou, la protagonista, si ritrova a dover sopperire alla mancanza di una persona molto importante che troviamo nel primo libro. Recensito come incapace di raggiungere il livello del suo predecessore, dato il livello altissimo di quest’ultimo, ma comunque in grado di emozionare i lettori; http://www.mondadoristore.it/Dopo-di-te-Jojo-Moyes/eai978880466058/
  • Arriviamo così al 7^ posto, occupato, appunto, da “Io prima di te”. Che dire di questo libro? Quella tra Lou e Will è stata definita come una delle storie d’amore più belle e meglio costruite degli ultimi anni. Recensito in modo assolutamente positivo; http://www.lafeltrinelli.it/libri/jojo-moyes/io-prima-te/9788804625360?zanpid=2249863748028572672&gclid=CjwKEAiAqJjDBRCG5KK6hq_juDwSJABRm03hT_R0Kd35WRVgnoGPANLEJdYcZwoo9ayEOu1bjWYJvBoCv6Tw_wcB
  • Passando alla posizione 6, vediamo stanziarsi “Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafón. Con questo libro, Zafón continua la saga del “Cimitero dei libri Dimenticati”, ambientata in una Barcellona fantastica e magica. Votato quasi solamente a 5 stelle; http://www.lafeltrinelli.it/libri/carlos-ruiz-zafon/labirinto-spiriti/9788804674573
  • A metà della classifica si piazza “La ragazza del treno” di Paula Hawkins. Thriller che ha conquistato la scena nel 2015, continuando nell’anno successivo e portandosi a una fama tale, da essere tradotto in 40 lingue diverse. Le recensioni parlano chiaro: Best Seller; http://www.lafeltrinelli.it/libri/paula-hawkins/ragazza-treno/9788856637779
  • Poco prima della top 3 si posiziona “La paranza dei bambini” di Roberto Saviano. Con questo libro, Saviano si introduce nel mondo della narrativa, dopo aver creato un vero e proprio genere letterario con Gomorra. Tuttavia, nella sua narrativa, troviamo, come in Gomorra, la mera realtà di cui lo scrittore ama parlare. Le recensioni vanno raramente sotto le 5 stelle e ancor più di rado sotto le 4 stelle; http://www.lafeltrinelli.it/libri/roberto-saviano/paranza-bambini/9788807032073
  • Ecco che arriviamo, quindi, alla consegna delle medaglie. Il bronzo se lo aggiudica “A cosa servono i desideri” di Fabio Volo. Prima parte del libro nella quale Fabio Volo racconta quali siano state le sue maggiori ispirazioni nell’inseguire i suoi sogni. La seconda, invece, fatta da domande alle quali, tutt’ora, non riesce a rispondere. In questo caso, le recensioni sono spesso negative, ma nonostante ciò le vendite sono molte alte. http://www.mondadoristore.it/A-cosa-servono-i-desideri-Fabio-Volo/eai978880467459/gclid=CjwKEAiAqJjDBRCG5KK6hq_juDwSJABRm03hItRQ4HDEifyGVRtGfdtwqFLKWSF8RF4Ojr26EGnolxoC_Gnw_wcB
  • Medaglia d’Argento assegnata a “Harry Potter e la maledizione dell’erede” di J. K. Rowling. Ottavo libro della Rowling sul giovane mago di Hogwarts ed i suoi amici. Tuttavia il nome questa volta è Albus Potter, e non Harry. Non è permesso svelare tanto, poiché l’autrice vuole mantenere il segreto. Si può dire, comunque, che la Rowling non abbia mai deluso riguardo a questa saga. Recensioni discordanti: chi dice essere una delusione, chi essere molto bello ma non ai livelli dei precedenti, chi si lamenta per la traduzione spesso erronea. http://www.mondadoristore.it/Harry-Potter-maledizione-J-K-Rowling-JackThorne/eai978886918749/
  • Ed eccoci arrivati al primo posto, alla medaglia d’oro, che si posa sul collo di Alessandro D’Avenia con “L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita”. Un libro complesso, spesso non capito, poiché viene inserito un personaggio fondamentale nella letteratura italiana, come Leopardi, sempre fiancheggiato dai soliti commenti, quali: “era un grande depresso”, “era uno storpio molto intelligente” ecc. Leopardi, soprattutto secondo l’autore, era molto più delle solite caratteristiche adibitegli. Era un uomo forte, che lottava per degli ideali, la poesia per esempio, a costo di essere deriso anche per questo. Questo libro potrebbe essere definito una vera e propria costellazione, poiché non è stato valutato quasi mai al di sotto delle 3 stelle. http://www.mondadoristore.it/arte-essere-fragili-Come-Alessandro-D-Avenia/eai978880466579/

Da Vigo

DIARIO SCOZZESE/ Due mesi dopo

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Sono passati due mesi ormai dal nostro ritorno da Edimburgo, sembrerebbe che abbiamo voltato pagina eppure mancano ad ognuno di noi il tempo “moody” di Edimburgo, i pranzi a base di polletti e Domino’s pizza, le cene piccanti, la pizza pepperoni dell’hotel, le palestre gratis, la casa dello studente e il minigolf. Sicuramente, tra le mancanze più grandi, la più sentita è la convivenza. Noi ragazzi avevamo  infatti stabilito un certo feeling, arrivando a creare una sorta di famiglia, tant’è che Riccardo chiama ancora “figlia mia” Sara. Per questo motivo non mancano le rimpatriate. Il 15 giugno infatti ci siamo incontrati tutti in quel di Riva Trigoso ed è stato a dir poco commovente ritrovarsi tutti insieme riuniti su un tavolo – anche se questa volta davanti a del vero cibo.

Però quant’era bello svegliarsi e fare colazione con i conigli che saltellavano avanti e indietro tra un cespuglio e l’altro nel giardino dell’hotel, con le uova bollite rubate, gli utilissimi consigli di Lucia e i tram in cui i controllori, persino quelli italiani, chiedevano il biglietto appena saliti – Stefano ti pensiamo. Quant’era bello arrivare a lavoro e stirare 200 capi da portare nel negozio e vendere. Quant’erano magnifiche quelle passeggiate in cui Prof. Timossi si improvvisava stambecco, Caterina esperta di discese mediante una tecnica avanzata di rotolamento e Emanuele ed Alberto organizzavano un incontro di wrestling sul momento. Ma poi quanto erano interessanti gli studi pomeridiani alla casa dello studente in cui Gaia ed Emanuele hanno preso la laurea in cinematografia, Andrea in scienze culinarie di Reese’s, Alberto in filosofia e Riccardo e Arturo in neurofisiologia del sonno. Quanto erano belli i viaggi in treno alla scoperta del nord, in cui non ci stancavamo mai di fare partite a lupus e a scala 40 mentre scorrevano dal finestrino paesaggi scozzesi sbalorditivi e heilan coos. E quanto invece erano brutte quelle giornate  in cui mancavano i Nessie Hunters o i discepoli del mitico John, Federico e Davide – che erano dispersi nelle Highlands. Ci scusiamo in ritardo per aver divorato  inconsapevolmente la vostra cena. E invece quanto erano mozzafiato i tramonti! Specialmente l’ultimo tramonto che abbiamo visto, quello sulla collina da cui si vedeva tutta Edimburgo, dove abbiamo parlato, scherzato, riso, pianto e fatto dei video memorabili ma imbarazzanti.

È stato proprio un bel viaggio che a distanza di mesi ancora ricordiamo con il cuore che batte forte, tanto quanto Edimburgo ci è rimasta impressa. Quanto vorremmo tornare indietro per rivivere un’altro paio di volte, e perché no, anche altre tre o quattro, questa magnifica avventura che ci ha portato ad essere più grandi,più responsabili, che ci ha dato un’energia frizzante,come se avessimo fatto il bagno in un fiume gelato ad Aprile.

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#tbt/Alois e la stirpe Hitler

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di Serena Parodi –

Strones, 7 giugno 1837. In una giornata di inizio estate, fra i suggestivi paesaggi austriaci, Maria Anna Schicklgruber, una contadina nubile quarantaduenne, dà alla luce il figlio Aloys. Un giovane che diventerà un uomo con una vita sentimentale tormentata e intricata, che vedrà il succedersi di tre mogli e ben nove figli, uno dei quali, Adolf, viene ricordato ancora oggi a causa della sua travagliata, diciamo così, carriera politica.

Quando Aloys aveva 10 anni, la madre lo mandò a vivere nella fattoria di Johann Nepomuk Hiedler, fratello del suo nuovo compagno. Ci stette per tre anni, dopodiché decise di trasferirsi a Vienna dove andò a scuola e imparò il mestiere di ciabattino. Qualche anno dopo, non trovando fortuna col suo lavoro, decise di dedicarsi alla carriera militare ricoprendo il ruolo di guardia doganale austriaca.

Ma passiamo ai fatti importanti. Essendo un ufficiale ormai ultra trentenne, da lui ci si aspettavano anche determinati comportamenti nella vita privata; lui invece non seguì mai nessun protocollo ed ebbe il suo primo figlio, illegittimo, da una donna di nome Thelka. Qualche anno dopo decise di sposare la cinquantenne Anna Glassl, benestante figlia di un ufficiale. Con una carriera importante alle spalle, nel 1877 ricevette l’autorizzazione dalla Chiesa del suo paese per cambiare nome da Aloys Schicklgruber a Alois Hitler, assumendo così un cognome simile a quello del patrigno, anche se non si sa il motivo del cambio di ortografia. Durante il matrimonio, Alois intrattenne varie storie, tra cui quella con Franziska Matzelberger, che sposò in seguito all’ottenimento del divorzio richiesto dalla prima moglie Anna. Nel 1880 venne alla luce Alois Jr, secondo figlio illegittimo che fu però riconosciuto dopo il matrimonio dei due genitori.

Qualche anno dopo la famiglia si spostò a Vienna, dove venne alla luce Angela. L’allora ventitreenne Franziska si ammalò e morì poco dopo, lasciando il marito solo con due bambini. Alois decise allora di riassumere la cameriera Klara Polzl, che aveva già lavorato con lui prima del matrimonio con la Matzelberger, che la fece licenziare. Klara rimase presto incinta, ma i due non poterono sposarsi subito in quanto avevano un lontano legame di parentela. Riuscirono però ad aggirare il problema e sposarsi cinque mesi prima della nascita del primogenito Gustav. Poco dopo si aggiunsero alla già molto allargata famiglia Hitler Ida e Otto. Tutti e tre morirono poco dopo la nascita dell’ultimo genito; mentre lo stesso Otto morì a causa di complicazioni durante il parto, i due fratelli maggiori morirono di difterite.

Qualche anno dopo questo trauma familiare, venne alla luce Adolf, bambino cagionevole di salute ma che riuscì a sopravvivere ai molti problemi. Dopo la nascita dell’ultimogenito maschio Edmund, Alois decise di abbandonare temporaneamente la famiglia, in quanto, nonostante il lavoro e l’hobby dell’apicoltura, non riusciva più a sopportare la situazione a casa. Dopo la nascita dell’ultima figlia Paula e la fine del servizio dopo quarant’anni di lavoro, il vecchio Hitler, totalmente esasperato e in conflitto con la famiglia, decise di rifugiarsi in una taverna, dove, mentre leggeva il giornale, ebbe un collasso fatale e morì. I suoi resti (per approfondire), insieme a quelli della moglie, si trovano in un cimitero vicino a Linz.

 

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DAL MONDO

PROBLEMI IMBARAZZANTI/Chi la dura la vince

Gaia Bruno

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di Gaia Bruno

– È stato poco tempo fa l’anniversario di un’invenzione che continua ad aiutare molte persone, ma a cui nessuno ha davvero dato molta importanza, ingiustamente direi se pensiamo che il neo 20enne è il farmaco più venduto online. Qualche riconoscimento glielo si dovrebbe dare per questo, almeno la soddisfazione di essere nominato al tg. (altro…)

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