Connect with us

DIVERTIMENTO

Lo Schiaccianoci al Davigo: significato e psicologia

Avatar

Pubblicato

il

di Alice

– Il sogno di Clara ne “Lo Schiaccianoci” rispecchia il sogno di tutti noi, ragazzi e adulti, e sottolinea il confine tra realtà e immaginazione invitandoci a riflettere. I sogni, infatti secondo Freud, altro non sarebbero che la realizzazione durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.

Clara, nello Schiaccianoci, compie il suo sogno in una notte magica quella del Natale, la notte in cui fin da bambini crediamo che i nostri desideri diventino realtà. Lei è una ragazzina come tante, come noi, alle prese con uno dei passaggi più importanti della vita, dalla adolescenza all’età adulta. È troppo piccola per essere grande e troppo grande per essere piccola e nel sonno le sue paure prendono forma, impersonate dalla Regina del Regno dei topi. Affronta questo viaggio da sola e con l’aiuto del Principe Schiaccianoci riesce a sconfiggere i suoi nemici, le sue paure. Durante questo viaggio compie delle scelte anche quando queste sembrano contrastare con la società rappresentata dagli altri viaggiatori. Clara insieme al suo Principe si trova a viaggiare attraverso altri mondi tutti molti belli e migliori di quello reale. In questo viaggio ha la possibilità di trovare la propria indipendenza e di realizzare i propri desideri.

Anche per noi, che come Clara, non siamo abbastanza grandi e nemmeno troppo piccoli, quali sono le nostre paure? Abbiamo uno Schiaccianoci che ci aiuta a sconfiggerle?  Magari un pupazzo, un giocattolo, un animale o meglio un amico speciale al quale confidiamo i nostri timori e con il quale condividiamo le nostre emozioni. Quali sono i nostri sogni per il futuro? Forse desideriamo viaggiare, conoscere nuove culture e lingue oppure preferiamo rimanere saldi alle nostre radici, nella nostra terra e impegnarci per renderla migliore. Siamo capaci di fare delle scelte, diverse da quelli dei nostri compagni, amici o temiamo il loro giudizio? Anche noi come Clara sogniamo un mondo migliore dove poter realizzare i nostri sogni e le nostre ambizioni.

Per gli adulti il discorso è inverso, le scelte le hanno già compiute e si ritrovano a fare i conti con la realtà. Hanno realizzato i loro sogni da ragazzi, sono veramente chi volevano essere? I desideri espressi nella magica notte di Natale si sono realizzati oppure sono rimasti chiusi in un cassetto?  Lo Schiaccianoci può rappresentare un collegamento all’adolescenza far rivivere loro quei magici momenti di spensieratezza e magari dare una spinta per aprire quel cassetto.

Leggi anche

Lo Schiaccianoci al Da Vigo: la trama

Da Vigo

DIARIO SCOZZESE/ Due mesi dopo

Avatar

Pubblicato

il

Sono passati due mesi ormai dal nostro ritorno da Edimburgo, sembrerebbe che abbiamo voltato pagina eppure mancano ad ognuno di noi il tempo “moody” di Edimburgo, i pranzi a base di polletti e Domino’s pizza, le cene piccanti, la pizza pepperoni dell’hotel, le palestre gratis, la casa dello studente e il minigolf. Sicuramente, tra le mancanze più grandi, la più sentita è la convivenza. Noi ragazzi avevamo  infatti stabilito un certo feeling, arrivando a creare una sorta di famiglia, tant’è che Riccardo chiama ancora “figlia mia” Sara. Per questo motivo non mancano le rimpatriate. Il 15 giugno infatti ci siamo incontrati tutti in quel di Riva Trigoso ed è stato a dir poco commovente ritrovarsi tutti insieme riuniti su un tavolo – anche se questa volta davanti a del vero cibo.

Però quant’era bello svegliarsi e fare colazione con i conigli che saltellavano avanti e indietro tra un cespuglio e l’altro nel giardino dell’hotel, con le uova bollite rubate, gli utilissimi consigli di Lucia e i tram in cui i controllori, persino quelli italiani, chiedevano il biglietto appena saliti – Stefano ti pensiamo. Quant’era bello arrivare a lavoro e stirare 200 capi da portare nel negozio e vendere. Quant’erano magnifiche quelle passeggiate in cui Prof. Timossi si improvvisava stambecco, Caterina esperta di discese mediante una tecnica avanzata di rotolamento e Emanuele ed Alberto organizzavano un incontro di wrestling sul momento. Ma poi quanto erano interessanti gli studi pomeridiani alla casa dello studente in cui Gaia ed Emanuele hanno preso la laurea in cinematografia, Andrea in scienze culinarie di Reese’s, Alberto in filosofia e Riccardo e Arturo in neurofisiologia del sonno. Quanto erano belli i viaggi in treno alla scoperta del nord, in cui non ci stancavamo mai di fare partite a lupus e a scala 40 mentre scorrevano dal finestrino paesaggi scozzesi sbalorditivi e heilan coos. E quanto invece erano brutte quelle giornate  in cui mancavano i Nessie Hunters o i discepoli del mitico John, Federico e Davide – che erano dispersi nelle Highlands. Ci scusiamo in ritardo per aver divorato  inconsapevolmente la vostra cena. E invece quanto erano mozzafiato i tramonti! Specialmente l’ultimo tramonto che abbiamo visto, quello sulla collina da cui si vedeva tutta Edimburgo, dove abbiamo parlato, scherzato, riso, pianto e fatto dei video memorabili ma imbarazzanti.

È stato proprio un bel viaggio che a distanza di mesi ancora ricordiamo con il cuore che batte forte, tanto quanto Edimburgo ci è rimasta impressa. Quanto vorremmo tornare indietro per rivivere un’altro paio di volte, e perché no, anche altre tre o quattro, questa magnifica avventura che ci ha portato ad essere più grandi,più responsabili, che ci ha dato un’energia frizzante,come se avessimo fatto il bagno in un fiume gelato ad Aprile.

Continua a leggere

DIVERTIMENTO

#tbt/Alois e la stirpe Hitler

Avatar

Pubblicato

il

di Serena Parodi –

Strones, 7 giugno 1837. In una giornata di inizio estate, fra i suggestivi paesaggi austriaci, Maria Anna Schicklgruber, una contadina nubile quarantaduenne, dà alla luce il figlio Aloys. Un giovane che diventerà un uomo con una vita sentimentale tormentata e intricata, che vedrà il succedersi di tre mogli e ben nove figli, uno dei quali, Adolf, viene ricordato ancora oggi a causa della sua travagliata, diciamo così, carriera politica.

Quando Aloys aveva 10 anni, la madre lo mandò a vivere nella fattoria di Johann Nepomuk Hiedler, fratello del suo nuovo compagno. Ci stette per tre anni, dopodiché decise di trasferirsi a Vienna dove andò a scuola e imparò il mestiere di ciabattino. Qualche anno dopo, non trovando fortuna col suo lavoro, decise di dedicarsi alla carriera militare ricoprendo il ruolo di guardia doganale austriaca.

Ma passiamo ai fatti importanti. Essendo un ufficiale ormai ultra trentenne, da lui ci si aspettavano anche determinati comportamenti nella vita privata; lui invece non seguì mai nessun protocollo ed ebbe il suo primo figlio, illegittimo, da una donna di nome Thelka. Qualche anno dopo decise di sposare la cinquantenne Anna Glassl, benestante figlia di un ufficiale. Con una carriera importante alle spalle, nel 1877 ricevette l’autorizzazione dalla Chiesa del suo paese per cambiare nome da Aloys Schicklgruber a Alois Hitler, assumendo così un cognome simile a quello del patrigno, anche se non si sa il motivo del cambio di ortografia. Durante il matrimonio, Alois intrattenne varie storie, tra cui quella con Franziska Matzelberger, che sposò in seguito all’ottenimento del divorzio richiesto dalla prima moglie Anna. Nel 1880 venne alla luce Alois Jr, secondo figlio illegittimo che fu però riconosciuto dopo il matrimonio dei due genitori.

Qualche anno dopo la famiglia si spostò a Vienna, dove venne alla luce Angela. L’allora ventitreenne Franziska si ammalò e morì poco dopo, lasciando il marito solo con due bambini. Alois decise allora di riassumere la cameriera Klara Polzl, che aveva già lavorato con lui prima del matrimonio con la Matzelberger, che la fece licenziare. Klara rimase presto incinta, ma i due non poterono sposarsi subito in quanto avevano un lontano legame di parentela. Riuscirono però ad aggirare il problema e sposarsi cinque mesi prima della nascita del primogenito Gustav. Poco dopo si aggiunsero alla già molto allargata famiglia Hitler Ida e Otto. Tutti e tre morirono poco dopo la nascita dell’ultimo genito; mentre lo stesso Otto morì a causa di complicazioni durante il parto, i due fratelli maggiori morirono di difterite.

Qualche anno dopo questo trauma familiare, venne alla luce Adolf, bambino cagionevole di salute ma che riuscì a sopravvivere ai molti problemi. Dopo la nascita dell’ultimogenito maschio Edmund, Alois decise di abbandonare temporaneamente la famiglia, in quanto, nonostante il lavoro e l’hobby dell’apicoltura, non riusciva più a sopportare la situazione a casa. Dopo la nascita dell’ultima figlia Paula e la fine del servizio dopo quarant’anni di lavoro, il vecchio Hitler, totalmente esasperato e in conflitto con la famiglia, decise di rifugiarsi in una taverna, dove, mentre leggeva il giornale, ebbe un collasso fatale e morì. I suoi resti (per approfondire), insieme a quelli della moglie, si trovano in un cimitero vicino a Linz.

 

Continua a leggere

DAL MONDO

PROBLEMI IMBARAZZANTI/Chi la dura la vince

Gaia Bruno

Pubblicato

il

di Gaia Bruno

– È stato poco tempo fa l’anniversario di un’invenzione che continua ad aiutare molte persone, ma a cui nessuno ha davvero dato molta importanza, ingiustamente direi se pensiamo che il neo 20enne è il farmaco più venduto online. Qualche riconoscimento glielo si dovrebbe dare per questo, almeno la soddisfazione di essere nominato al tg. (altro…)

Continua a leggere

Trending