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LUNDINI/Una comicità per giovani

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Valerio Lundini con il suo show “Una pezza di Lundini” è riuscito a riavvicinare i giovani alla televisione. Il comico romano è sbarcato sulla Rai con una comicità del tutto nuova, ottenendo un buon successo di critica e acchiappando un pubblico che di solito non segue la televisione.

Il programma trasmesso in seconda serata su Rai 2 ha avuto inizio nel settembre del 2020. Lo share medio si aggira intorno al 2,5% pari a circa 370.000 telespettatori, ma una grande parte del successo deriva dalla condivisione di sketch su social come Instagram e Youtube e dalla possibilità di rivedere le puntate su RaiPlay. La trama del programma prevede che Valerio Lundini, nelle vesti di conduttore improvvisato e abbastanza impacciato, debba sostituire una trasmissione che per qualche motivo non può andare in onda, da qui il nome “Pezza”.

La comicità che fa impazzire i giovani

L’aspetto rivoluzionario sta nella comicità portata in scena, i 20 minuti di girato vengono caricati di battute sarcastiche e silenzi imbarazzanti (il cosiddetto “cringe”), linguaggi utilizzati prevalentemente sui social network e per questo apprezzati dai giovani. Scene della televisione classica, come interviste o stacchi di regia, sono pervase da una comicità surreale. La scelta della produzione è quella di non spiegare precedentemente la base di ironia dietro a tutto, ma lasciare che lo spettatore si stupisca. Tra le tante, l’intervista a Nino Frassica può essere esempio di come sia sviluppata la struttura dello show. L’obbiettivo della trasmissione è di rovesciare il bon ton della televisione a cui il pubblico anagraficamente più avanti è abituato. Dai primi istanti un ipotetico fruitore incosciente della comicità del programma nota una certa stranezza nei modi di fare del conduttore. Durante i minuti successivi vengono completamente buttati giù i clichè ed il buonismo della vecchia televisione, rimanendo comunque entro i limiti e donando anche spunti di riflessione.

Un programma non per tutti

Il pubblico che segue “Una pezza di Lundini” è formato per il 50% da telespettatori con un età che va dai 13 ai 25 anni. Nonostante i numerosi elogi, il linguaggio proposto dal comico romano è stato anche criticato come sterile e fine a sé stesso. Possiamo dire che l’umorismo “lundiniano” sia difficilmente comprensibile da chi è solito fruire della sola televisione come mezzo d’intrattenimento, al contrario, i componenti della Generazione Z , che sono ogni giorno in contatto con molteplici linguaggi, hanno trovato ne “La Pezza” uno spazio che la Rai non aveva ancora colmato. L’impressione è che la Televisione Italiana abbia bisogno di un forte cambiamento per conquistarsi il consenso del pubblico millennial, lasciando parzialmente in disparte i pilastri antiquati su cui sono costruite le sue fondamenta. L’auspicio è che programmi che parlano ai giovani non rimangano eventi occasionali, ma siano stimoli positivi per la produzione di trasmissioni in grado di riavvicinare le nuove generazioni al piccolo schermo.

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