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LA REALTA'

Maldini. Non tutto è stato ancora detto

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di Lorenzo Dodi

– Ieri, 3 aprile, è morto uno dei più importanti giocatori e allenatori della storia del calcio.

Durante la notte tra sabato e domenica, Cesare Maldini si è spento all’età di 84 anni. Il mondo del calcio soffre la scomparsa di una personalità alternativa che tanto piaceva allo sport e al pubblico. I suoi gesti, i suoi atteggiamenti, i suoi schemi, hanno rivoluzionato la figura dell’allenatore riscontrando anche ottimi risultati in campo, come dimenticare la sua gestione della nazionale under 21, che dimostra senza alcun dubbio il suo valore in panchina. La sua carriera da calciatore è anch’essa ricca di primati: 4 campionati vinti indossando la maglia del Milan, tra cui uno al debutto in serie A, ma è sopratutto celebre per essere stato il primo italiano a vincere la coppa dei campioni. Maldini è riuscito a lasciare una scritta nella lista dei grandi del calcio giocato e allenato, forse non solo per i risultati, ma anche per la sua incredibile personalità da vero campione. Oggi, nel mondo del calcio, le persone come Cesare mancano, una figura che interpreti lo sport con ironia e soprattutto come un gioco. Ci ha lasciato una leggenda, che ma manca e mancherà per lungo tempo, con la sua morte il calcio ha perso un uomo, uno dei pochi ancora davvero rimasti.

Quello per Maldini è un addio che, per l’influenza avuta nel nostro calcio, sarà sicuramente un arrivederci.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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