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LA REALTA'

Ne vale davvero la pena?

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di Lorenzo

Il sogno di ogni ciclista è pedalare senza alcuna fatica e vincere importanti competizioni. Alcuni “atleti”, i più deboli, decidono di doparsi; oggi però i costanti controlli non permettono certe attività illecite, in aggiunta sono emerse le terribili conseguenze che il doping ha sugli atleti. La domanda di molti “ciclisti” vogliosi di vincere e apparire senza faticare è stata: come si può andare più forte senza faticare e senza assumere sostanze illecite? Recentemente la ciclista belga Van Den Driessche ha fornito una risposta alquanto singolare a questa domanda: durante il campionati mondiali di ciclocross, lei e il suo team hanno nascosto nel telaio della bici un motore tanto silenzioso quanto invisibile. L’atleta è stata scoperta grazie alla telecamera termica di un tablet; in sua difesa ha affermato che la bici con cui gareggiava non era di sua proprietà e che, essendo la prima volta che la usava, non era per nulla a conoscenza delle illecite modifiche. Naturalmente le autorità non hanno creduto alla sua dichiarazione e a causa di queste irregolarità la ciclista rischia fino a sei mesi di stop e una muta di 180 mila euro. A questo punto viene da chiedersi se ne valga davvero la pena. Sono ormai cinque anni che si parla di motori nelle bici  e numerosi sono stati i controlli per contrastare questo fenomeno, anche se questo è stato il primo episodio ad essere stato effettivamente documentato. Perchè nel ciclismo bisogna ridursi a tanto? È certamente uno tra gli sport più faticosi del mondo, ma non è anche uno tra i più semplici e ricco di valori? È uno sport che ha il potere di unire persone, città, nazioni. A tutti è capitato di assistere a quel gruppo colorato che sfreccia a velocità impensabili e ogni volta è sempre una festa. Le persone che affollano i bordi delle strade durante una competizione, i bambini che si avvicinano al mondo del ciclismo: queste persone credono in un ciclismo pulito, credono nello sport, credono nel giusto agonismo. Quindi atleti come la  Van Den Driessche, capaci, stimati e con ampie prospettive dovrebbero essere da esempio per noi giovani e finalmente trasmetterci all’unisono un messaggio positivo: si può vincere in modo onesto!

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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