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POLIS

PARITA’ DI GENERE/Realtà o apparenza?

Tea Sperandio

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“Non è facile parlare di genere. E’ un argomento che crea disagio, a volte perfino irritazione. Tanto gli uomini quanto le donne sono restii a discuterne, o si affrettano a liquidare il problema, perchè pensare di cambiare lo status quo è sempre una scocciatura”.

Questa frase è tratta direttamente dal discorso tenuto da un’attivista nigeriana, Chimamanda Negozi Adichie, durante la TEDXEuston Conference, un incontro annuale dedicato all’Africa in cui oratori di varie discipline tengono brevi discorsi con l’obbiettivo di scuotere e ispirare un pubblico formato maggiormente da africani.

Abbiamo veramente raggiunto la parità di diritti?

Oggigiorno tante persone pensano che alle donne siano riconosciuti esattamente gli stessi diritti degli uomini e che tutti i movimenti e proteste femministe siano ormai inutili.  Questo perchè, in molti paesi, le donne possono votare, avere un buon posto di lavoro e svolgere le stesse azioni degli uomini quotidianamente. Davanti alla legge sono riconosciuti gli stessi diritti, ma nella realtà esiste ancora il “soffitto di cristallo”.

Continenti diversi, paesi diversi e diritti diversi

Il problema è che tutte queste persone si dimenticano di molti paesi dove le donne non possono uscire di casa senza essere accompagnate da un uomo e dove, sui loro documenti, è stampato il nome di un padrone, rigorosamente di sesso maschile. Possiamo prendere come esempio l’Arabia Saudita, ma si possono citare anche paesi come Iraq, Iran e Afghanistan.

In Nigeria, in una metropoli come Lagos, una donna difficilmente può entrare in un bar o in un ristorante da sola, poichè viene automaticamente considerata una prostituta in cerca di uomini. Inoltre, sempre in Nigeria, una donna non sposata viene considerata incompleta e non all’altezza “del suo ruolo”, infatti molte di loro, quando vanno al lavoro o escono, decidono di indossare una fede finta per evitare di suscitare commenti negativi. 

Siamo sicuri di aver raggiunto la parità di diritti?

La verità è che siamo diversi solo biologicamente, ad esempio abbiamo ormoni e organi sessuali diversi, ma non lo siamo in tutti gli altri campi, ad esempio un uomo ha le stesse probabilità di una donna di essere intelligente, creativo, innovativo. Le donne sono più numerose degli uomini, ma comunque la maggior parte dei posti di potere e prestigio è attualmente occupata da uomini, lo fa notare un’attivista keniana, Wangari Maathai, che afferma “più sali e meno donne trovi”.

Senza andare indietro di troppi anni, nel 2012, durante le elezioni negli Stati Uniti, si è sentita spesso nominare la “legge di Lilly Ledbetter”.  Questa, che prende il nome da una lavoratrice di nome Lilly, è la prima di una serie di leggi dedicata alla parità salariale tra uomo e donna e porta la firma dell’ex presidente Barack Obama.

Questo dimostra che sul lavoro non è ancora stata raggiunta la completa parità di genere, ancora in moltissimi paesi se un uomo e una donna fanno lo stesso lavoro e hanno le stesse qualifiche, l’uomo sarà pagato di più perchè “uomo”.

Educare le future generazioni per cambiare veramente

Sia uomini che donne soggiacciono involontariamente, ormai per abitudine, a molti stereotipi comportamentali che devono rispettare per essere visti di buon occhio dalla società moderna. 

Ad esempio ai ragazzi viene proposta un concetto di virilità molto ristretta, gli viene insegnato ad aver paura della debolezza, della vulnerabilità e a mascherare i sentimenti e la loro personalità, così da sembrare “uomini duri”. Questo li rende ancora più fragili, perchè più sono costretti a nascondersi e a fingere di essere qualcosa o qualcuno che in realtà non sono, più diventano insicuri. 

La società ha attribuito dei canoni rigidi anche alle ragazze, risaltano quelli estetici: se ti vesti troppo scoperta sei giudicata una poco di buono, se invece sei troppo coperta automaticamente vieni additata come suora. Se sei troppo magra ti dicono di mangiare di più, perchè agli uomini non piacciono gli scheletri, ma allo stesso tempo se hai qualche chilo in più ti consigliano di mangiare meno, aggiungendo che le persone con un fisico così difficilmente sono considerate sensuali e belle. 

Alle ragazze viene insegnato ad essere in competizione tra loro, non solo ad esempio per un posto di lavoro, ma soprattutto per avere l’attenzione degli uomini. La società insegna inoltre alle donne che non essere sposate dopo una certa età è un grave fallimento personale, mentre un uomo nella stessa situazione, alla stessa età, viene semplicemente considerato “confuso”. Se le ragazze sono vergini vengono osannate, se non lo sono giudicate davvero male, a differenza se un uomo è vergine viene considerato un fallito o una persona non abbastanza capace e bella. 

Quando educhiamo o educheremo i nostri figli dovremmo concentrarci sulle capacità e sugli interessi, non sul genere. Sia le ragazze che i ragazzi devono imparare a svolgere le faccende domestiche, cucinare e badare ai figli, non esiste un “genere più capace “. E’ importante educare ad accettare con naturalezza l’idea che è giusto che tutti abbiano pari opportunità e possano sentirsi liberi di fare le proprie scelte senza essere giudicati in base al genere.

 

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Sara Avallato

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