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LA REALTA'

Quali sono i confini della tecnologia?

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di Silvia Curumi

-Si è schiavi della tecnologia. Si è dipendenti da essa tanto da non essere capaci di rimanerne senza una settimana. Essa fa parte della vita di ognuno quasi quanto l’acqua. Il cellulare, probabilmente l’oggetto tecnologico più usato, la TV, il personal computer, il frigorifero e la lavatrice, ormai si è circondati dalla tecnologia. Col passare del tempo la percentuale della sua presenza nella vita di un essere umano aumenterà sempre di più.

La tecnologia nel guardaroba

Qualcuno ha avuto l’idea di inserirla anche nel nostro guardaroba. Un esempio ne è “la sciarpa che filtra l’aria inquinata”, più efficace di una mascherina, ma alla moda come un accessorio di abbigliamento. Questo oggetto filtra l’aria grazie a una turbina alimentata a batteria e a tre speciali filtri: uno al carbone, uno elettrostatico e un terzo strato battericida. Si indossa abbastanza vicino al naso da bloccare il passaggio di quasi tutta l’aria respirata, e quando non serve può essere tenuta al collo come un normale foulard. Sarebbe utile per chi vive nelle metropoli, si eviterebbe di respirare lo smog.

La tecnologia in ufficio

Naturalmente in ufficio la tecnologia è già presente, esempi ne sono il telefono, il computer, la stampante/fotocopiatrice e così via. Qualcuno ha avuto la brillante, ma anche assurda idea di combinare post-it e tecnologia, in fondo perché prendere appunti su un semplice post-it, quando lo si può fare in modo più complicato? È stata inventata infatti una stampante che trasforma in bigliettino appiccicoso qualunque scarabocchio si voglia disegnare sullo smartphone. Inoltre non usa inchiostro perché si basa una tecnologia termica, che stampa su carta sensibile al calore.

Cosa potremmo aspettarci dal futuro?

Questi oggetti precedentemente elencati appartengono solo al mondo del “nulla” in confronto a ciò che probabilmente ci propone il futuro: automobili con autopilota, controllo degli elettrodomestici tramite onde cerebrali, presenza dei robot nelle nostre vite e chissà quant’altro ancora.
Di sicuro c’è solo che spesso il “futuro” supera tutte le nostre aspettative. L’innovazione tecnologica, si sa, viene generata sovente da scoperte casuali.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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