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SOCIAL/Quando l’autostima si misura in “like”

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Che effetti hanno i social media sulla percezione di se stessi? Quanto incide il numero di “like” sull’autostima di ciascuno di noi? I social network sono uno strumento per mantenere le relazioni con persone anche lontane, condividere chi siamo e, perciò, un modo per ricevere dagli altri utenti conferme sulla propria identità e su come veniamo visti dall’esterno, su cosa le persone pensano di noi. E anche per questo, si sono aggiudicati momenti importanti delle nostre giornate.

Scegliere se pubblicare o meno una foto o un video su un social può diventare molto stressante. Ogni like è, infatti, un punto in più per la nostra autostima e per questo la scelta di ogni singolo contenuto postato può procurare ansia e stress.

L’ansia da social

Esistono due tipi di “ansie da social”: una ha a che fare con le aspettative di ognuno di noi. Ogni volta che condividiamo qualcosa online ci chiediamo se raggiungerà la soglia di like e l’indice di gradimento che ci aspettavamo. L’altro tipo di ansia è la cosiddetta FoMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di essere esclusi, di essere tagliati fuori dalla società.

Un commento negativo vale più di tanti like. Infatti il nostro cervello tende a registrare immediatamente gli eventi negativi, mentre a quelli positivi presta poca attenzione. È un meccanismo che si può deviare, addestrando il nostro cervello a concentrarsi maggiormente agli aspetti positivi, quindi a tutti i like e gli apprezzamenti che riceviamo, ma non sempre è così semplice.

Ma cosa avviene quando si pubblica qualcosa senza ricevere like?

Da alcuni studi è emerso che spesso chi non riceve feedback ai contenuti che pubblica sui propri profili social, rischia di sentirsi invisibile agli occhi degli altri. Quel mancato gesto di schiacciare con il pollice il “cuoricino” del like, viene vissuto come un rifiuto con ripercussioni sull’autostima dei soggetti più fragili.

Nella società di oggi, focalizzata sul modo in cui ciascuno di noi si mostra attraverso commenti, immagini e video, gli altri diventano pubblico di ciò che postiamo, un pubblico che, seppur dietro uno schermo, osserva, risponde e soprattutto giudica.

Se vengono scritti commenti positivi e apprezzamenti, l’autostima sale, ma quando dietro lo schermo non ci sono persone che apprezzano i contenuti postati, si può cadere in uno stato di frustrazione e solitudine.

Come mai l’equilibrio è così fragile?

L’adolescenza è per tutti una fase in cui ci si trova di fronte a importanti cambiamenti che ci costringono ad entrare in contatto con nuovi aspetti della nostra persona. Spesso ci si sente confusi, disorientati e fragili e si è alla continua ricerca di conferme sociali, punti di riferimento e nuovi modelli con cui confrontarsi.

L’immagine che il gruppo, il “pubblico” che interagisce con ciò che viene postato, attribuisce alla singola persona, acquista un ruolo importante nella costruzione della propria identità, nella percezione di se stessi e del proprio valore.

Come controllare l’ansia da social?

Esperti dicono che il primo passo è regolamentare la relazione con la tecnologia e il tempo che si passa sui social. Un altro aspetto fondamentale è certamente quello del dialogo. Spesso i ragazzi si isolano, chiudendosi in se stessi e credendo di poter risolvere tutto da soli. Ma non è così. È importante anche che si riacquisiscano alcuni momenti importanti, alcune buone abitudini come quello di mangiare tutti insieme seduti a tavola e di parlare, che stanno lentamente scomparendo. È infine essenziale saper riconoscere il confine tra il mondo reale e quello virtuale.

Spesso la linea che separa i due mondi si assottiglia e il profilo sui social network rischia di diventare l’unico specchio nel quale riflettere la propria persona, in un’immagine che resta distorta e in un senso di autostima misurato in “like”.

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