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LA REALTA'

Super Bowl, la partita del destino

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di Arturo Barone

– LA PARTITA DELLA STORIA

Domenica 5 febbraio 2017 si è svolta la partita più importante della NFL (National football league), la finale, la 51esima edizione del Super Bowl a Houston, Texas. Questa partita era già predestinata a entrare nella storia appena si qualificarono le due squadre finaliste: i New England Patriots e gli Atlanta Falcons. Infatti i Falcons, guidati dal quarterback titolare e MVP (Most Valuable Player) della appena conclusa stagione, Matt Ryan, avevano l’occasione di vincere per la prima volta il campionato nella storia della società e per la seconda nella storia della città. Dall’altra parte, invece, Tom Brady aveva l’opportunità di diventare il migliore giocatore di tutti i tempi raggiungendo la non troppo modesta cifra di ben 5 vittorie nel Super Bowl.

LA BENEDIZIONE

Circa 9 ore prima dell’inizio, alle 16 del fuso orario italiano, il Papa pubblica su Twitter un video in cui parla della grande partita, dicendo che un evento del genere è una grande occasione per dimostrare che è possibile creare una “cultura di incontro e di pace”, dimostrando di non aver timore a parlare di cose del genere in un periodo così “strano” per gli USA. Benedice quindi la partita, augurandosi che possa essere un segno di pace, amicizia e solidarietà per il mondo.

L’INIZIO-PRIMO QUARTO 0-0

Inno nazionale cantato dall’artista country Luke Bryan, monetina lanciata da Bush Senior e si comincia! Dopo aver vinto il testa o croce, i Falcons decidono di lasciare la palla agli avversari per averla all’inizio della ripresa. Il primo quarto non è entusiasmante, dominato da due ottime difese che non lasciano spazio a molte azioni offensive, c’è qualche guizzo da parte di Atlanta, ma nulla di concreto.

SECONDO QUARTO 3-21

E’ all’inizio del secondo quarto che avviene la svolta. I Falcons, guidati da un ottimo Matt Ryan nel reparto offensivo e da un meraviglioso Robert Alford in difesa, riescono a concretizzare un’azione dopo soli tre minuti: palla recuperata e possibilità offensiva per Atlanta e così si portano in avanti e si trovano praticamente nella end zone. L’azione viene concretizzata da una carica di Freeman, che porta i primi sette punti alla squadra della Georgia. Meno di 5 minuti dopo, Ryan, sulle 30 yards, effettua un assist illuminante per Hooper che riceve e segna! 14 a 0 per i Falcons. L’agonia dei Patriots però non finisce qui: a 2 minuti dal termine del quarto Alford intercetta un passaggio di un irriconoscibile Tom Brady e vola in tutta tranquillità al touchdown. 21 a 0 per quelli che fino a poche ore prima del match erano gli sfavoriti. A 5 secondi dal termine Gostkowski segna un field goal e regala i primi tre punti ai Patriots.

TERZO QUARTO 9-28

Dopo 7 minuti dall’inizio del 3° quarto, altro touchdown dei Falcons su assist del solito Ryan per Coleman. 28-3, sembra tutto perduto per i Patriots. Finalmente si sveglia la bestia, Tom Brady, la leggenda vivente del football americano, illumina Lewis con un passaggio perfetto, touchdown ma il kick della conversione si infrange sul palo. I Patriots guadagnano solo 6 punti. Il quarto si chiude sul punteggio di 28-9 per i Falcons.

QUARTO QUARTO

Inizia il 4° quarto e, dopo 5 minuti, l’ottima difesa di Atlanta concede solo un field goal da tre punti ai Patriots che si trovano sotto di 16 punti. La partita diventa uno scontro tra due titani: Ryan e Brady si scontrano in una battaglia che si combatte a suon di passaggi e quando sembrava esserci parità tra questi due mostri la difesa del New England dimostra di essere per davvero la migliore del campionato, intercettando un pallone di Ryan e svoltando definitivamente la partita. Segue poi un’ottima azione di Brady, con la complicità di Mitchell, che riesce ad arrivare abbastanza in fretta vicino alla end zone: il lavoro viene concretizzato da Amendola e anche la conversione funziona molto bene: 28-20. A 57 secondi dalla fine, White firma il terzo touchdown per i Patriots che riescono a pareggiare grazie alla conversione di Amendola.

INCREDIBILE, MA VERO

Per la prima volta in una finale si arriva ai supplementari. La partita si conclude con un’ottima azione corale dei Patriots, che termina con il touchdown di White e segna la 5° vittoria di New England e l’indelebile traccia di Tom Brady nella storia del football.

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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