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Una settimana ad AppenninoLab/FEG

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di Angelica Zarafa

Cos’è AppenninoLab?

Grazie al mio professore di scienze sono venuta a conoscenza del progetto “AppenninoLab”: un campus finanziato dalla Fondazione Edoardo Garrone (FEG) e mirato a valorizzare e far conoscere il territorio Appenninico ai giovani.
Ho mandato la richiesta di adesione e, nonostante i posti disponibili fossero limitati, sono stata presa.

Il campus
Il 17 luglio, infatti, io e altri 27 ragazzi siamo saliti a bordo di tre furgoncini e, accompagnati da quattro tutor, ci siamo diretti verso l’agriturismo che ci avrebbe ospitato a Pian della Castagna (in provincia di Alessandria).
Al nostro arrivo abbiamo scaricato i bagagli e abbiamo montato le tende; in seguito ci hanno divisi in quattro squadre – per poter poi gareggiare ai giochi della settimana – e ognuna di esse è stata affidata ad un tutor. Inoltre, ogni gruppo durante la settimana ha dovuto affrontare una determinata tematica (lavoro, natura, sostenibilità e sport) e ha dovuto elaborare idee concrete mirate alla riqualificazione del territorio Appenninico.

Attività sull’Appennino
Durante il campus abbiamo avuto la possibilità di praticare alcune delle attività che l’Appennino offre: orienteering tra i boschi, escursioni, mountain bike, tiro con l’arco, kayak e planetario.

I testimonial d’eccezione
Oltre allo sport non sono mancati i momenti di “lezione“: abbiamo approfondito l’argomento del grave cambiamento climatico con Luca Mercalli, abbiamo imparato a riconoscere le piante grazie alla lezione di botanica di Alessandra Gentile, abbiamo ascoltato le parole dell’ex professore universitario di filosofia Massimo Angelini, abbiamo imparato il vero scopo della raccolta differenziata grazie a Roberto Cavallo e abbiamo avuto una nozione di marketing con Enrica Scopel.

La consegna degli attestati
Il penultimo giorno è venuto a trovarci Vittorio Garrone con la sua attuale compagna Antonella Clerici.
Dopo la consegna degli attestati di partecipazione è stata premiata la squadra vincitrice della settimana.
Non è mancata la festa finale – con tanto di Dj – dove abbiamo ballato e cantato tutti insieme. Non è stata la prima edizione del Campus AppenninoLab e, sicuramente, non sarà l’ultima.

Il vero significato del campus
Questa esperienza mi ha fatto capire il vero valore di ciò che mi circonda. Dato che non c’era campo per chiamare o mandare messaggi non ho potuto usare il cellulare per l’intera durata del campus: ciò mi ha permesso di distogliere l’attenzione da quel dispositivo elettronico – per il quale ho scoperto di avere una reale dipendenza – ed aprire gli occhi per guardarmi attorno ed avere un contatto diretto con la natura.
Ho scoperto, inoltre, le bellezze dell’Appennino, un territorio che, se paragonato alle Alpi, spesso disprezziamo. Con mia grande sorpresa, mi sono accorta che anche a pochi passi da casa mia esistono paesaggi montuosi e collinari mozzafiato. Avendo scoperto che l’Appennino offre così tante risorse ora posso, finalmente, proporre alla mia famiglia una bella domenica all’insegna del divertimento.

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CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

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di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. (altro…)

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SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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ATTUALITA'

Economia e Sviluppo/C’è ancora spazio per il progresso?

Alberto Zali

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di Alberto Zali

– Martedì 5 giugno – ore 20: 52 – Giuseppe Conte ottiene la fiducia in Senato. Bufera nei giorni precedenti circa chi dovesse ricoprire la carica di Ministro dell’Economia. Il ruolo, a sostituzione del no-euro Paolo Savona, verrà ricoperto da Giovanni Tria, professore di economia ed ex consulente economico di Forza Italia. Ma chi è Tria? E soprattutto quale sarà la sua linea politico – economica? Lega e 5 Stelle hanno ottenuto, tra slogan e promesse elettorali, un consenso senza precedenti: ora ci chiediamo se saranno in grado di mantenere tali promesse – flax tax e reddito di cittadinanza in primis – e se, soprattutto, l’Italia ne ricaverà giovamento.

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