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LA REALTA'

#Wordbyword/Il turbo

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di Silvia Curumi

– Quante volte avete sentito pronunciare la parola “turbo” senza sapere cosa fosse?
Oggi torniamo, come ogni domenica, con la rubrica #Wordbyword per spiegarvelo.

 

Che cos’ è?
In un motore sovralimentato il turbo, o turbocompressore, è un elemento meccanico che consente di aumentare la pressione dell’aria in entrata per sviluppare maggiore potenza. Si trova solitamente sul collettore di aspirazione (ciò che collega la scatola dell’aria al carburatore o al motore); è costituito da una turbina che viene azionata dai gas di scarico e che è collocata all’interno di un elemento “a chiocciola”, e da una girante compressore, collegata alla turbina attraverso un piccolo albero.

 

Come funziona?
Il compressore, azionato dalla turbina, comprime l’aria e la immette nel collettore d’aspirazione, portando ai cilindri del motore un volume maggiore di aria. Questo consente di immettere nella camera di scoppio più aria e benzina, garantendo così maggiori prestazioni di potenza e accelerazione. L’utilizzo di un turbocompressore aumenta quindi l’efficienza nel suo complesso perché viene utilizzata l’energia residua dei gas di scarico per incrementare la potenza del propulsore stesso.

 

I limiti
Esistono comunque dei limiti di compressione oltre i quali si verificano problemi quali la detonazione o danni al motore. Per evitare di superare un determinato rapporto di compressione all’interno dei cilindri, vengono utilizzate delle valvole, che eliminano i gas in eccesso che metterebbero eccessivamente in rotazione la turbina, e la valvola pop-off, che si apre in fase di rilascio del gas quando la turbina continua a ruotare per effetto dell’inerzia comprimendo l’aria che però non viene più immessa nei cilindri.

 

Ecco spiegato il termine “turbo”. Buona domenica a tutti e alla prossima rubrica della redazione Competition.

 

Se vuoi scoprire altri termini dai un’occhiata qui:

https://sharing.school/wordbywordi-cookie/

https://sharing.school/wordbywordibrido/

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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