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ORIZZONTI

#ZainoInSpalla/La costa dell’Albania

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di Silvia Curumi
– Quest’estate ho viaggiato lungo la costa meridionale dell’Albania. Quali sono stati i luoghi più belli? Ora lo scoprirete.

Syri i kaltër
Letteralmente tradotto “L’occhio azzurro”, si tratta di una meraviglia dell’ Albania meridionale: è una sorgente (più ricca del Paese) carsica situata sulle pendici occidentali del monte Mali i Gjerë. Sullo sfondo della chiara roccia calcarea la sorgente assume una colorazione blu scura – da cui deriva il nome – ed è circindata un colore più tendente all’azzurro. Ricorda molto la pupilla di un occhio.
L’acqua sgorga ad una temperatura di 12 °C, ma la profondità della sorgente non è ancora stata accertata.
La fonte dell’occhio blu era stata vietata alla popolazione dell’Albania ai tempi del comunismo, solo per essere a totale disposizione dei membri del governo del partito dell’Albania. Un’altra motivo che rende questo posto ancora più speciale e particolare è il ristorante situato nei pressi della fonte, elevato su un ruscello. Qui si possono gustare cibi della tradizione.
La prossima destinazione è Saranda.

Saranda
Soprannominata Porto Edda nel 1944, in onore di Edda Ciano Mussolini, questa città è una delle principali mete turistiche della costa albanese ed è situata sul confine con la Grecia, proprio davanti a Corfù. È infatti possibile prendere il traghetto per poter andare a visitare l’isola greca che dista un’ora da Saranda. Bellissimo da visitare, inoltre, è il villaggio di Ksamil, un comune di Saranda, caratterizzato dall’acqua brillante e cristallina e dalle rocce. Nonostante la dimensione ridotta delle spiagge sembra di trovarsi in un piccolo paradiso terrestre.

Valona
Valona è un’altra città costiera con un porto che detiene il secondo posto a livello di grandezza, dopo quello di Durazzo.
Sono molto belli da visitare sia il teatro Petro Marko sia la moschea di Muradie, in stile sultanesco.

È affascinante e soddisfacente viaggiare lungo la costa in macchina, si possono ammirare tutte le spiagge e le bellezze naturali che ci offre questo Paese.

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CAPODANNO/ 7 ricette per cominciare bene

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di Maria Elena Cassinelli
– Mancano ormai meno di 24 ore alla fine dell’anno e, quindi, all’inizio di quello nuovo. Molti di noi trascorreranno l’intera giornata con frenesia, intenti ad ultimare gli ultimi preparativi per la serata più attesa dell’anno. (altro…)

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ATTUALITA'

SCUOLA/ Lo studio della storia

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Di Pietro Vago

Oggi in tutta Italia ed in tutte le scuole, dalle elementari all’università, viene seguito un metodo di studio che, per molte materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche, si basa sulla storia. Si pensi alla matematica: in realtà ogni nuovo argomento affrontato segue un percorso storico e non un percorso logico progressivo; per questo spesso si passa da un argomento a quello successivo senza che siano direttamente connessi.
Anche per quanto riguarda la filosofia, ad esempio, non si parla di filosofia in sé ma di storia della filosofia e così per molte altre materie ancora.
Tutti i ragazzi italiani studiano seguendo un metodo strettamente dipendente dal percorso storico che forma, di conseguenza, quella mentalità tipica italiana che ragiona spostandosi su una linea temporale.
A questo punto però alcune domande sorgono spontanee: che cosa è davvero importante della storia?
È forse importante ricordare i nomi dei personaggi protagonisti delle vicende oppure le date precise di queste? E soprattutto, di quello che noi tutti studiamo, che cosa ci rimane? È corretto uno studio mnemonico? Che cosa dobbiamo assimilare davvero?
Forse, in questi anni, la dipendenza dalla storia è diventata radicale, tanto da farci dimenticare che cosa davvero è importante. Forse perdiamo troppo tempo a cercare di ricordarci, nomi, date e lezioni che ci vengono presentate come racconti, ormai distanti dalla realtà che stiamo vivendo, tanto che, a volte, nel parlarne, sembrano quasi frutto della fantasia di uno scrittore, tralasciando così ciò che dovremmo fare nostro. Studiare storia e studiare in relazione alla storia, significa fare propri i pregi del passato, imparare dagli errori di altri,  avere l’occasione di analizzare situazioni precedenti a noi per poterle perfezionare, comprendere come si è arrivati al nostro modo di pensare e da dove si è partiti e capire cosa ha portato ad un cambiamento e perché in un determinato momento. Non sono importanti i racconti, le date scrupolosamente precise e i nomi dei protagonisti, forse la storia andrebbe studiata come analisi degli eventi e dei comportamenti umani, per capire il meccanismo che sta alla base delle decisioni e delle azioni di chi è venuto prima di noi; per non dimenticare. La storia viene definita ciclica poiché, circa dopo 7 generazioni, viene completamente dimenticata l’esperienza passata e con questa gli errori che le appartengono, portando così gli uomini a compiere gli stessi sbagli e a causare nuovamente caos e distruzione. Forse, nel 2018 è il momento di dire basta e per farlo basterebbe partire da una cosa semplice come lo studio della storia, che probabilmente in Italia dovrebbe essere aggiornato, tralasciando il futile ed evidenziando l’utile, perché è nei giovani che è riposto il seme del futuro che necessita di una terra fertile per poter far nascere un florido germoglio.

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ATTUALITA'

Economia e Sviluppo/C’è ancora spazio per il progresso?

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di Alberto Zali

– Martedì 5 giugno – ore 20: 52 – Giuseppe Conte ottiene la fiducia in Senato. Bufera nei giorni precedenti circa chi dovesse ricoprire la carica di Ministro dell’Economia. Il ruolo, a sostituzione del no-euro Paolo Savona, verrà ricoperto da Giovanni Tria, professore di economia ed ex consulente economico di Forza Italia. Ma chi è Tria? E soprattutto quale sarà la sua linea politico – economica? Lega e 5 Stelle hanno ottenuto, tra slogan e promesse elettorali, un consenso senza precedenti: ora ci chiediamo se saranno in grado di mantenere tali promesse – flax tax e reddito di cittadinanza in primis – e se, soprattutto, l’Italia ne ricaverà giovamento.

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