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ATTUALITA'

Lavoro e studio/Un’esperienza due opportunità

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di Alessia Cencioni

-Cari lettori, siamo arrivati quasi alla fine della competizione!
Questa settimana abbiamo deciso di trattare di un argomento che è parte integrante della società: il lavoro.

Ci rivolgiamo ai ragazzi, a cui ogni giorno arrivano notizie che potrebbero dare l’idea di essere diretti verso una vera e propria apocalisse.

PROBLEMATICHE COMUNI

Parlando con degli universitari, alcuni dei quali lavorano già, abbiamo individuato quali sono i punti che creano il malcontento sociale.

Quando si è all’università è molto difficile riuscire a conciliare studio e lavoro; coloro che ci riescono, non svolgono quasi mai attività correlate al loro percorso formativo.
Quindi spesso succede che molti ragazzi, conseguita la laurea, non abbiano una visione realistica del loro futuro ambiente lavorativo.
Questo è anche causato da una mancanza concreta di tirocini sin dall’inizio del percorso universitario.
Nella maggior parte dei casi, però i datori di lavoro sono alla ricerca di apprendisti con esperienza: sembra un ossimoro, una presa in giro, ma non lo è.

LA SOLUZIONE: IL SISTEMA DUALE

Ideato per la prima volta in territorio tedesco si sta diffondendo a macchia d’olio anche in altri Paesi europei.
Questo sistema cerca di ridurre il divario tra le competenze acquisite a scuola e all’università e quelle al lavoro, con lo scopo di diminuire la disoccupazione giovanile.

L’ESPERIENZA DI NINA
Ci siamo fatti spiegare come funziona il sistema duale da Nina, una ragazza tedesca che frequenta la facoltà di International Business a Bad Mergentheim nel Baden Württemberg (Germania).

Sin dall’inizio il percorso di studi è caratterizzato dall’alternanza di tirocini e lezioni.
In media il cambio tra fase teorica e pratica avviene ogni tre mesi.
Nel tirocinio, secondo un preciso calendario, si ha modo di conoscere tutti i reparti di una azienda, anche quelli che non saranno di sua pertinenza lavorativa.
I ragazzi acquisiscono una visione più reale di ciò che é l’ambiente aziendale, si possono rendere conto se è veramente la professione adatta a loro e, soprattutto, si ritrovano, dopo la laurea, delle preziose esperienze lavorative in tasca!

 

In Italia il sistema duale è rivolto finora soltanto al conseguimento del diploma professionale.

Per maggiori informazioni cliccate il link qui sotto:

“Apprendistato per il diploma: il sistema duale in Italia c’è e funziona”

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DALL'ITALIA

15 MARZO/Giovani in piazza per il futuro, ma domani?

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di Sara Avallato

– Migliaia di studenti da ogni parte d’Italia e del mondo si sono riuniti ieri in piazza per protestare e far sentire la propria voce. A nessuno è infatti rimasto indifferente l’appello di scienziati, attivisti e ambientalisti a prendere finalmente sul serio l’impatto che gli uomini hanno sulla natura che li circonda.

Cosa possiamo fare?
Per troppi anni si sono ignorate le conseguenze dell’industrializzazione, scaricando alle generazioni future il peso di dover far fronte a tale problematica. Adesso, però, è diventato impossibile rimandare ulteriormente le nostre preoccupazioni. Per quanto possa sembrare minimo, l’aumento della temperatura media di soli 1,5 gradi porta con sé conseguenze drastiche alle quali ci stiamo lentamente avvicinando. Basti pensare che in poche decine di anni questa sia già salita di 0,8 gradi e che non accenni ad arrestarsi. Secondo la scienza, però, siamo molto vicini a superare quella soglia. L’aumento del livello del mare, come anche la diffusione di grave siccità in zone fino ad adesso sempre state abitate, sono ciò che ci aspetta in futuro se non prendiamo immediatamente provvedimenti.
Per quanto ognuno si possa adoperare per ridurre al minimo i propri sprechi, il grande passo deve essere fatto dalle industrie e dai nostri politici. Nonostante questi abbiano attuato piani a lungo termine per diminuire le emissioni di gas nocivi al nostro ambiente e allo stesso tempo aumentare le energie green, questo non basta. Si stima che anche se tutti i progetti venissero rispettati, cosa già di per sé non scontata, si finirebbe solo per rimandare di qualche anno l’inevitabile.

Tutti in piazza
È per questo che si è deciso di far sentir il proprio dissenso ed incitare i nostri capi di stato a prendere in mano la situazione.
La folla di studenti di ogni età che ha riempito le nostre piazze è stata ispirata, prima di tutto, da una giovane attivista svedese di soli 15 anni: Greta Thunberg. Si è fatta conoscere grazie alla sua decisione di saltare scuola ogni venerdì per manifestare davanti al parlamento, con l’obbiettivo di convincere i parlamentari di Stoccolma ad affrontare il problema del riscaldamento globale. I suoi sforzi sono stati ascoltati quando ha avuto l’opportunità di parlare al Parlamento Europeo di Bruxelles, catturando l’interesse dei media e di moltissimi giovani nel mondo.
Proprio dal suo impegno è nata l’organizzazione Fridays for Future, che ha proposto lo sciopero del 15 marzo. Sono stati in migliaia a portare con sé striscioni e cartelli e marciare per le più grandi città d’Italia, non presentandosi a scuola e lasciando moltissime aule praticamente vuote.
Ancora una volta è stata lasciata ai ragazzi la responsabilità di lottare per il proprio futuro e per il mondo nel quale cresceranno, ma le loro richieste saranno ascoltate?

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DAL MONDO

OTTO MARZO/ Un giorno come gli altri?

Matilde Passerini

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– di Matilde Passerini

 

Come ogni anno, è tradizione in gran parte del mondo dedicare la giornata dell’otto marzo alla festa della donna. Si tratta di una ricorrenza che rappresenta non solo un importante evento culturale, ma ci permette anche di ricordare le battaglie affrontate nel corso della storia per arrivare alla conquista dei diritti fondamentali delle donne. Purtroppo questa celebrazione viene spesso sottovalutata, poiché la si considera una festività di scarsa importanza. Inoltre, sebbene la tradizione del mazzo di mimosa e i ripetuti auguri non passino mai di moda, la festa che conosciamo oggi è segnata da cicatrici provocate dagli ormai innumerevoli episodi di violenza nei confronti della donna, sia a carattere fisico che psicologico.

Questo Otto Marzo 2019 è iniziato infatti con la notizia di due femminicidi avvenuti in due città italiane differenti: a Napoli una donna di 36 anni e madre di tre figlie è stata uccisa dal marito poiché egli riteneva che lei non lo amasse più; a poche ore di distanza,a Roma una ragazza di circa ventinove anni è stata picchiata a sangue e uccisa dal fidanzato, ancora una volta, per gelosia.

Avvenimenti di tale atrocità sembrano non trovare fine. La violenza fisica non è l’unico problema, infatti si trascura il fatto che la donna è spesso oggetto di stereotipi: La maggior parte degli uomini ritiene che la donna sia meno competente in specifici ambiti lavorativi, che non sappia risolvere determinati problemi e che quindi  non sappia portare a termine progetti che in realtà è benissimo in grado di realizzare. Ad esempio, si è sempre pensato che le ragazze non fossero portate per gli studi scientifici, mentre i risultati che oggi ottengono nella scienza e nella medicina confermano il contrario. La donna ha sempre avuto più difficoltà a raggiungere i propri obbiettivi, perché ostacolata, spesso inconsciamente, da quegli stessi stereotipi che la fanno apparire più debole e meno capace di affrontare determinate sfide.

Eppure, la giornata dell’otto marzo sembra far svanire tutte le ingiustizie e i pregiudizi che la donna subisce: in realtà, i problemi permangono anche nel 2019 e tutte noi dobbiamo continuare a combattere per far valere i nostri diritti sul lavoro, in famiglia e nella società.

La festa della donna assume oggi un valore ancora più significativo perché ci vuole dare un segnale: la donna ha bisogno dei propri diritti, che dopotutto sono quelli umani,e ha la necessità di vivere in un mondo dove può avere la consapevolezza di essere trattata al pari di tutti gli uomini, di raggiungere gli obbiettivi che si è posta e realizzare i propri sogni.

 

 

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ATTUALITA'

PROCESSO SHOCK/Non è stupro, è un maschiaccio

Sara Carminati

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– di Sara Carminati

 

  • Si sarà inventata tutto quanto, guardatela, non può essere stata stuprata, non sembra nemmeno una donna, è un maschiaccio.
    Parole che farebbero venire i brividi a chiunque, peggiori se uscite dalla bocca di tre giudici donne.

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