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LA REALTA'

Federica Pellegrini portabandiera a Rio!

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di Camilla Podini

È ufficiale: Federica Pellegrini sarà la portabandiera italiana ai Giochi olimpici di Rio. L’attesa notizia è stata comunicata oggi dal presidente del Coni Giovanni Malagò, ma acclamata a furor di popolo già da numerosi giorni. “È il coronamento di anni ed anni di carriera fatti di grandi sconfitte e grandissime vittorie, momenti dove mi sono persa e momenti dove mi sono ritrovata – ha affermato la nuotatrice sul suo profilo Instagram. – Nonostante tutto, ogni volta che vado a letto la sera mi dico che ne è valsa la pena perché ho saputo combattere sempre, senza mai mollare, pronta per ricominciare tutto la mattina successiva!”. Commenta così Federica, che ha vinto due medaglie olimpiche (argento ad Atene 2004 e oro a Pechino 2008) e che sarà la quinta donna nella storia italiana portatrice del tricolore. Protagonista in piscina, sulle passerelle nelle pubblicità televisive e regina del gossip, in prima pagina sui giornali sportivi e sulle riviste di gossip, Federica è l’atleta più rappresentativa dello spirito e della tenacia italiana: “A Rio porto la voglia di combattere sempre. Qualsiasi cosa succeda nella vita e nello sport.” La cerimonia si terrà al Palazzo del Quirinale il 22 giugno alle 10:30, Federica Pellegrini e la sprinter paralimpica Martina Caironi riceveranno dal presidente Sergio Mattarella il tricolore. Appuntamento il 5 agosto per l’apertura dei Giochi Olimpici 2016 di Rio de Janeiro, e compleanno di Federica, che ha un messaggio per tutti noi: “Spero che gli italiani si sentano un po’ più italiani vedendoci gareggiare. Vuol dire che lo sport, a prescindere dai risultati, avrà vinto.”

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NIGERIA/Quando lo sport si trasforma in guerra

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Un anno come questo, autore di catastrofi impensabili, non si lascia sfuggire proprio niente: la rabbia spesso è causa di tremendi mali. In un clima dove vittime e perdite non mancano a causa della guerra, ne sopraggiungono altre per tragedie sempre più strazianti. Nigeria, 29 Marzo 2022, con l’eliminazione dai mondiali della squadra nigeriana, in campo scendono i tifosi: infuriati per il pareggio (fatale per l’esclusione dal campionato) gli spettatori hanno trasformato lo stadio in un campo di battaglia. Una partita pareggiata 1-1 con il Ghana ha portato al fallimento della qualificazone al Mondiale in Qatar. Tragedie come questa non dovrebbero nemmeno esistere, eppure sono più attuali di quanto crediamo.

In un clima di scompiglio, rabbia e ribellione da parte dei tifosi, un medico addetto ai controlli antidoping dei giocatori è stato aggredito e ucciso. Non si conosce ancora con certezza la dimanica, ma una cosa si sa per certo: allo stadio nazionale di Abuja è scopppiato il caos. Una rabbia confusa, priva di fondamenti, sfogata su persone e oggetti, ha portato anche a questo: una luce in meno nel mondo dello sport. Anche i tentativi di rianimare la vittima, dopo essere stata percossa e calpestata violentemente dalla folla, sono stati inutili.

Così scompare un uomo, così si distrugge una famiglia: nello scompiglio di una semplice partita di calcio, un risultato sfavorevole ha portato alla morte di un innocente. L’uomo era stato numrose volte chiamato come medico in altri campionati e occasioni negli anni precedenti, ma a causa di persone così spregevoli non potrà prenderne più parte in futuro. Adesso il vuoto non è solo più in quello stadio, su quegli spalti e sul terreno da gioco devastato, ma anche nei cuori di chi lo conosceva.

Perde la vita Joseph Kabungo, che lascia un silenzio così profondo e triste da far riflettere anche i cuori più meschini. E’ bastata questa dimostrazione, qualche zolla di terreno strappata e panchine rovesciate, a insegnare che la guerra non esiste solo all’interno di determinati confini. Nessuno è salvo fuori dalle frontiere, perché a determinare la guerra è l’uomo stesso e i suoi istinti ingiusti, non  soldati e missili. La vera guerra è dentro l’uomo e per quanta paura possa fare, siamo i primi a ostinarci a combatterla contro gli altri. Questa tragica vicenda, per quanto brutale, è solo l’ennesima prova che la violenza è sempre causa e mai soluzione.

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MADRI LAVORATRICI/Come le donne liguri hanno affrontato il Covid

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Mancano ormai pochi giorni all’arrivo dell’estate e, con essa, di quel senso di spensieratezza e leggerezza che i mesi caldi portano con sé. Quest’anno, però, la fine della primavera preannuncia anche un definitivo abbandono delle tanto odiate norme anti-Covid.  (altro…)

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VIRUS/Cosa succederebbe se sparissero tutti?

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Nel corso dei secoli i virus sono stati responsabili di decine di milioni di morti, provocando malattie in parte ancora oggi incurabili. Quest’ultimo anno sarà ricordato per la diffusione della pandemia da Covid-19, che ha mietuto in tutto il mondo migliaia di vittime.  (altro…)

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