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Sano é bello

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Di Claudia Demontis

 

  • In questi giorni troppo spesso si dà peso al concetto di bellezza, ma in verità, cosa significa veramente essere belli?
    Nella storia vennero prese in considerazione molte interpretazioni, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto fisico estetico. Compiendo un’ analisi superficiale e decisamente sintetica, sappiamo che i canoni condivisi spesso risultarono molto contraddittori e non propriamente salutari. Eppure, si sa, nel tempo molte mode del passato vengono riprese ed ammirate.

 

APPARIRE PER ESSERE BELLI

Negli ultimi anni, bellezza ed apparenza si sono ulteriormente avvicinate, tanto da essere giunti ad una sorta di fusione tra i due termini fino ad arrivare alla quasi totale eliminazione del valore dell’ aspetto interiore e psicologico, tenendo maggiormente in considerazione soprattutto l’aspetto fisico.
‌Se fino a poco tempo fa per essere attraenti sembrava bastare solamente essere magri, ora non è sufficiente. Come si suol dire, la società detta legge, ciò ha permesso che essa riuscisse a penetrare nelle nostre menti causando un’influenza a volte nociva. In questi ultimi mesi, e non solo, i social espongono i canoni a cui noi dovremmo ispirarci: foto unicamente a sfondo estetico spopolano in piattaforme come Facebook e, in particolare, Instagram; le modelle e le cosiddette fashion blogger diventano sempre più i soggetti ideali per noi. Il nostro pensiero va a coloro che manifestano tale ammirazione verso chi non espone modelli fisici naturali e facilmente raggiungibili, a chi decide di sacrificare se stesso e la propria salute nello scopo di raggiungere una bellezza immaginaria, un’immagine di carta che si sgretola in contemporanea col nostro benessere, una bellezza temporanea e senza un valore puro o originale.

Perché è sempre così tanto importante l’aspetto esteriore? Perché passiamo ore ed ore davanti allo specchio comportandoci come giudici severi e spietati? Siamo succubi di quell’ansia dettataci da un sistema troppo rigido secondo cui l’omologazione è quasi considerata come un bene. Ma in fondo, non siamo ancora pronti ad abbandonare la nostra vera essenza per qualcuno che non riconosciamo, rinunciare alla nostra salute per qualcosa di diverso e malato, quasi sbagliato e contrario a chi realmente siamo.

Esiste probabilmente una via di mezzo: una maniera in cui si riesca a mantenere un sano equilibrio. Qualcosa di nettamente differente da quella ricerca maniacale ed illusoria dell’ essere perfetti che si diffonde sempre più. L’apparenza non ci rende belli, ci inganna, ci disorienta e ci espone il riflesso ingannevole di una persona che in realtà non siamo. L’unicità di questa nostra magnifica diversità esalta l’essenza che ci appartiene e coltiviamo, ciò che ci distingue l’uno dall’altro rendendoci speciali, unici, e belli senza mettere a rischio la nostra salute psicologica e fisica.

 

 

IL BELLO DI ESSERE IN SALUTE

Un altro tema da affrontare riguarda la moda contemporanea di considerare automaticamente una buona forma fisica, magari anche con una discreta massa muscolare, come un corpo salutare.

Esiste una grande differenza tra il mantenere uno stile di vita sano e la manìa, ormai comune, di ottenere una figura snella, meglio se magra, e ben allenata. L’essere in salute non implica il fatto che si debba praticare attività motorie ed avere un fisico perfetto: siamo sani se manteniamo un’ alimentazione adeguata al nostro stile di vita; non importa se siamo belli, famosi o abbiamo un corpo da urlo, dovrebbe essere un fatto pressoché irrilevante. Invece, spesso pensiamo scioccamente che una cosa bella debba essere per forza salutare, buona, senza tenere conto dell’influenza esercitata dai social media a cui dobbiamo soccombere. Non è essenziale avere addominali da urlo, glutei sodi e gambe snelle, quello non condiziona l’essere “sano” ma solo la nostra immagine, il giudizio degli altri ed il nostro.

 

PENSI DAVVERO DI MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO?

Per cominciare, dobbiamo ricordarci che non sempre bello è sano ma, sano è bello.

Tutte le pubblicità non fanno altro che giovare alla società: sono molti i prodotti che esse provano a smerciare illudendoci che possano aiutarci per davvero; business come quello dei cosmetici, dei prodotti dimagranti ed alimentari e dei programmi intensi di fitness non ci rendono contenti e soddisfatti di noi stessi e non conducono automaticamente ad uno stile di vita salutare. Nonostante siamo quotidianamente tentati da articoli ad indirizzo estetico, invece che continuare a curare il nostro aspetto esteriore come se fosse l’unica parte da cui siamo composti, dovremmo prendere in considerazione come realmente ci sentiamo: per sentirci bene con noi stessi non basta solamente vederci attraenti ma, è importante trovare un proprio equilibrio dentro di noi compiendo ciò che ci piace fare senza sacrificarci troppo. Dobbiamo sentirci liberi di praticare sport, mangiare e portare avanti la nostra vita senza oltrepassare i nostri limiti e sentirci in pace con noi stessi.

 

 

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ORIZZONTI INFINITI/Missione Spaziale Minerva

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Alle 9:52 (ora italiana) di oggi, mercoledì 27 aprile 2022, da Cape Canaveral, in Florida, ha preso il via la missione spaziale Minerva, che porterà in orbita l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, alla sua seconda esperienza a bordo della Stazione Spaziale internazionale (ISS), insieme ai colleghi Kjell Lindgren, Bob Hine e Jessica Watkins.

Il lancio è stato effettuato con un razzo Falcon 9, costituito da diverse parti, che si separano man mano che il razzo raggiunge una determinata altitudine, sulla punta del quale è posizionata la capsula chiamata Crew Dragon che ospita al suo interno gli astronauti, sviluppata da Space X di Elon Musk, società che dal 2020 garantisce il trasporto degli equipaggi dagli Stati Uniti alla ISS.

Samantha Cristoforetti aveva già avuto una esperienza nello spazio tra il 2014 e il 2015, durata 199 giorni, per conto della Agenzia spaziale italiana (ASI) e di quella Euopea (ESI). Ai tempi la missione era partita dal Kazakistan, a bordo del Soyuz dell’Agenzia Spaziale Russa, l’unica disponibile dopo il pensionamento degli Space Shuttle USA nel 2011.

La Soyuz era una navicella piuttosto spartana, sviluppata ai tempi della Unione Sovietica, ma che assicurava estrema affidabilità.
Crew Dragon ha un aspetto molto moderno sia all’esterno che all’interno, dove sono presenti schermi Touch Screen e comandi semplificati rispetto alla “vecchia” Soyuz ed è comunque stata testata in quanto affidabilità, negli ultimi viaggi spaziali.

Quindi, nelle prime ore di oggi, Cristoforetti e il resto dell’equipaggio hanno raggiunto la capsula montata in cima al Falcon 9, alto più di 70 metri, in attesa della partenza. Dopo i controlli di sicurezza, il razzo ha acceso i 9 motori del primo stadio alimentati da cherosene e ossigeno liquido, spingendo la capsula fino a 90 chilometri di altitudine.
Esaurita buona parte del combustibile, il primo stadio si è staccato dal resto del razzo, lasciando il compito di proseguire il viaggio al secondo stadio, dotato di un solo motore, più che sufficiente per la seconda parte del volo nell’ambiente spaziale.

Nel frattempo il primo stadio del razzo è rientrato a terra dove è stato recuperato per essere riutilizzato. Questa è una svolta chiave del modello Space X in quanto il riutilizzo dei razzi consente di risparmiare svariati milioni di dollari rispetto ai metodi concorrenti che impiegano i razzi una volta sola.

Intorno alle 2 di notte di giovedì 28 aprile la Crew Dragon arriverà in prossimità della stazione Spaziale internazionale e potrà iniziare le manovre di attracco.

Gli astronauti nuovi arrivati si unirano a quelli già presenti sulla ISS, che è a circa 400 Km di distanza dalla terra.
Nella Stazione Spaziale si svolgono diversi esperimenti sulla coltivazione delle piante e sulla produzione di nuovi materiali, ma soprattutto per comprendere come l’organismo umano si adatta all’ambiente spaziale.
In particolare, in questa nuova missione sono previsti studi sulla nutrizione e sullo sviluppo di una retina umana artificiale.

Samantha Cristoforetti è nata a Milano 45 anni fa, Diplomata al Liceo Scientifico, si è laureata nel 2001 presso l’università di Monaco di Baviera in Ingegneria Meccanica, ha frequentato in seguito l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli ed è diventata pilota di arei militari e poi Capitano dell’Areonautica Italiana. Nel 2004 ha conseguito una laurea in Scienze Aeronautiche presso l’Università di Napoli e nel 2009 è stata selezionata dall’ESA Agenzia spaziale europea per diventare astronauta.

Samantha, che nel Crew Dragon svolge il compito di ingegnere di bordo, quella che, per intenderci, deve conoscere ogni singolo circuito e porre rimedio a qualunque problema si venga a creare, prima di partire ha salutato i suoi due bambini che rivedrà a settembre, al ritorno dalla missione.

Loro (e noi) potremo seguire passo passo le giornate di AstroSamantha grazie al suo nuovo canale Tik Tok, dal quale ha promesso che mostrerà la sua vita a bordo della ISS e un sacco di curiosità sugli esperimenti cui prenderà parte.

 

 

 

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MARTE/Perseverance atterra su Marte

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