Vergogna!
È il 26 febbraio 2025: Donald Trump, il presidente americano che dal giorno dell’insediamento ha sconvolto la politica mondiale, pubblica un video creato con l’intelligenza artificiale che sconvolge tutto il globo. Il suddetto video inizia con immagini forti: le rovine di Gaza, dei bambini che raccolgono le macerie… bastano pochi secondi però affinché la situazione degeneri in un video propagandistico. Gli stessi ragazzi, uscendo da un tunnel, si trovano davanti ad una città ultramoderna in riva al mare: Trump Gaza. Il video continua con immagini sconvolgenti, statuette d’oro raffiguranti Trump, Elon Musk in spiaggia che lancia banconote a dei bambini, danzatori e danzatrici su una spiaggia all’imbrunire. L’indignazione è stata grande in molte testate mondiali; il “piano” di Trump prevede infatti che gli abitanti di Gaza vengano fatti uscire dal loro territorio, per essere mandati altrove e poter costruire una riviera del turismo dove tuttora c’è una guerra che non smette di mietere vittime. Il solo pensiero di ciò è abominevole, figuriamoci rappresentarlo con l’intelligenza artificiale. Questo strumento è sempre più utilizzato e sempre più realistico, ma al contempo è anche sempre più pericoloso; un pericolo aleggia su tutti noi e non passerà molto tempo prima che le differenze tra IA e video veri siano pressoché impercettibili. A quel punto dovremmo avere paura, perché la rete -già pericolosa di suo- diventerebbe una trappola senza uscita, e l’informazione mondiale subirebbe un duro colpo, che sarebbe davvero difficile da contrastare. Il video di Trump è chiaramente un’iperbole del suo intento, ma cosa sarebbe successo se avesse mostrato una dichiarazione di Netanyahu o un gesto estremo da parte di soldati dell’una o dell’altra fazione in guerra? I rischi sono sempre maggiori, sta a noi decidere come reagire: fomentare l’esaltazione per questa nuova tecnologia o fermarci per riflettere su possibili conseguenze. Prima che sia troppo tardi. Se non è già troppo tardi.











