SUDAN/Un conflitto senza fine
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giuliagazzale − 6 mesi
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Il 9 luglio 2011 è nato il Sud Sudan, il paese più giovane del mondo; ma il processo che ha portato alla creazione di questo stato è stato tutt’altro che rapido e indolore, e la è ancora oggi teatro di una sanguinosa guerra civile.
Storia
La Repubblica del Sudan è stata creata nel 1956, dopo l’ abbandono del paese da parte dell’ Inghilterra e dell’ Egitto. Il neonato paese è, però, fin da subito vittima di guerre civili. Il nord e il sud del paese si sono fronteggiati per decenni fino al referendum del 2011, che ha visto il 99% dei sudanesi del sud favorevoli all’ indipendenza: nasce così lo stato del Sud Sudan.
Anche in questo caso tensioni preesistenti hanno impedito un duraturo periodo di pace. Nel 2013, il vicepresidente Riek Machar è stato accusato di aver organizzato un colpo di stato nei confronti del presidente Salva Kiir, dando il via al conflitto. I due gruppi etnici più grandi si sono divisi: i Dinka con il presidente e i Nuer hanno supportato Machar.
Poche settimane dopo l’Onu ha inviato nel paese 6000 forze di sicurezza in aggiunta a quelle già presenti nel paese. Alcuni mesi dopo è stato votato affinché le truppe cambiassero funzione, allo scopo proteggere la popolazione.
Gli anni successivi hanno visto il paese in condizioni disastrose: la carestia, ancora presente, in Sud Sudan è stata definita dall’ ONU “la peggiore del mondo”. Si stima che a causa della guerra siano morte 400mila persone e che 4 milioni siano state costrette ad abbandonare il paese.
Da allora sono stati diversi i trattati stipulati e le tregue infrante: solamente dopo cinque anni, nell’ agosto 2018, le due parti hanno firmato la Dichiarazione di Khartum. L’ accordo prevedeva una tregua e un piano per creare un governo condiviso, istituito nel 2020.
Recenti avvenimenti
Nonostante il governo sia almeno apparente stabile, le tensioni tra le varie comunità etniche hanno cominciato a inasprirsi. Con il moltiplicarsi degli attacchi nella regione e all’ interno del Sudan, molti civili sono stati costretti ad abbandonare il paese.
La carestia e le condizioni meteorologiche critiche -alluvioni e piogge pesanti- avvenute a partire dal 2023, hanno soltanto peggiorato una situazione umanitaria di per sé già problematica.
Il Sudan e il Sud Sudan sono stati pesantemente sanzionati per violazioni dei diritti umani; stupri, violenze contro i civili e situazioni sanitarie preoccupanti sono all’ ordine del giorno tra i gruppi armati.
Le elezioni previste nel Paese per il 2026 (già rimandate dal 2024) causano speranza, ma anche paura per un eventuale inasprirsi dei conflitti.
Il conflitto del Sud Sudan apre le porte su una serie di guerre (civili e non) poco riconosciute dai media, ma che rappresentano vere e proprie crisi umanitarie. È importante, perciò, far conoscere la triste realtà in cui molte persone vivono affinché ci sia più consapevolezza riguardo a ciò.










