VATICANO/Morto un Papa se ne fa un altro?
Le condizioni di salute del Santo Padre non hanno mai destato tanta apprensione come in questo periodo, infatti in questi ultimi mesi sono stati annullati diversi incontri e udienze per problematiche respiratorie. Da martedì sappiamo che il pontefice ha una polmonite bilaterale ed in molti pensano che questo sia l’ultimo ricovero del Papa. Il fatto che si sia parlato per giorni di “situazione complessa” e “quadro preoccupante” suona come una prospettiva di morte, non imminente, ma comunque ormai prossima. Se il Papa rimarrà infermo a lungo la Chiesa si troverà in una sorta di sede vacante anticipata – ovviamente senza le implicazioni spirituali e organizzative che comporta il periodo precedente al conclave.
Tra le porpore, sembra che la principale preoccupazione sia quella di trovare rapidamente il successore di Francesco: proprio durante l’anno giubilare, a poche settimane dalla Pasqua, la situazione appare delicata. Sono piuttosto inquietanti le recenti voci che vedrebbero un’influenza americana nelle prossime elezioni della Sistina, che punterebbero a mettere sul trono di Pietro una persona meno divisiva dell’argentino (su tematiche come l’immigrazione, le politiche sul gender, i conflitti, gli scandali del clero). Il rischio che il conclave porti ad un papa estremista o troppo dichiaratamente pro o contro qualcosa o qualcuno non sono molti concreti, per cui sono da escludere già da adesso i porporati conservatori dell’Africa o i progressisti nord-americani o alcuni italiani.
Dalla crisi economica sempre più pressante in Vaticano, alle tensioni con alcuni elementi della curia, alla gestione della “facciata” sempre più minata da scandali, è necessario cambiare aria nelle stanze vaticane. Francesco è vivo, ma il conclave è già iniziato: sembra che il detto morto un Papa se ne fa un altro venga applicato ovunque tranne che in Vaticano.
Di Edoardo Pierluigi










