STORIACICLICA/Fin dove la storia limita le nostre azioni
La storia raramente segue un percorso lineare. Nel corso del tempo, eventi e dinamiche simili tendono a ripresentarsi, pur in contesti diversi. Cambiano i protagonisti e le circostanze, ma alcuni meccanismi di fondo — economici, sociali e politici — sembrano ripetersi. Analizzare la ciclicità della storia permette di osservare il presente con maggiore consapevolezza, mettendo in relazione passato e attualità. Proprio per questo motivo gli eventi storici sono stati da sempre oggetto di profonde riflessioni da una parte per imparare dai propri errori, ma dall’altra per comprendere il motivo per cui l’uomo continua a ripeterli. Nella letteratura italiana ci sono chiari esempi di come, da autori diversi in una stessa epoca, la ciclicità della storia sia una tesi appoggiata o scartata. Uno degli esempi più evidenti è quello dei due scrittori cinquecenteschi fiorentini: Machiavelli e Guicciardini. Entrambi si appassionano alla politica e ne analizzano i punti critici per il loro tempo.
La ciclicità della storia attraverso le parole della letteratura
Per il famosissimo autore del “Principe” la storia è ciclica e l’uomo, grazie alla virtù, può riconoscere questa ciclicità e usarla a suo favore nella vita di tutti i giorni come anche nella politica. Attraverso quello che lo scrittore definisce come il “dialogo con gli antichi” -cioè lo studio dei testi greci e latini- l’uomo deve imparare a conoscere la storia per trarne insegnamenti fondamentali in ogni ambito.
Per Guicciardini, invece, la storia non si ripete, per quanto sembri farlo. Infatti, secondo lui, l’uomo non può affrontare la vita di tutti giorni tramite lo studio e la virtù, bensì deve affidarsi alla discrezione -cioè la capacità di analisi degli eventi- prendendo le decisioni di volta in volta. Lo scrittore è convinto di questo perché, nonostante riconosca il ripetersi di alcune vicende, al contempo riconosce che non potranno mai ripresentarsi le stesse identiche situazioni e dinamiche (sia tra stati che tra persone).
Schemi ricorrenti tra passato e presente
Le riflessioni di Machiavelli e Guicciardini possono essere un importante spunto per leggere gli eventi della storia e dell’attualità. In particolare sembra difficile negare la teoria di Machiavelli che riconosce la ciclicità storica e che, effettivamente, si manifesta sotto diversi punti di vista.
Tra questi, le crisi economiche rappresentano uno dei fenomeni più evidenti della ciclicità storica. Spesso periodi di espansione eccessiva, caratterizzati da investimenti rischiosi e da un’illusione di crescita continua, sono seguiti da fasi di brusca contrazione. Questo schema si è ripetuto più volte: quando gli squilibri strutturali diventano insostenibili, il sistema entra in crisi, con conseguenze che si riflettono sull’occupazione, sui redditi e sul benessere generale della popolazione.
Le difficoltà economiche hanno un impatto diretto anche sulla sfera politica. In momenti di incertezza e insoddisfazione sociale, cresce il consenso verso movimenti e ideologie che promettono soluzioni rapide e un ritorno all’ordine. La storia mostra come periodi di crisi abbiano spesso favorito cambiamenti politici significativi, segnando l’alternanza ciclica tra fasi di apertura e fasi di chiusura, tra riforme e conservazione.
Queste trasformazioni economiche e politiche contribuiscono inoltre ad alimentare tensioni internazionali. Il bisogno di risorse, sicurezza e influenza porta gli Stati a entrare in conflitto, spesso per motivi simili a quelli del passato. Anche se il contesto globale è cambiato, le cause profonde dei conflitti — competizione economica, controllo territoriale, interessi strategici — continuano a ripresentarsi, dimostrando come la dinamica del conflitto resti una costante nella storia.
Quindi siamo inermi di fronte alla storia?
Per quanto sia complicato rispondere, possiamo comunque cercare di trarre una conclusione dagli esempi fatti e dalle opere della nostra letteratura. Senza dubbio la storia si ripete con schemi più o meno fissi, proprio per questo possiamo interrogarci sul motivo per cui ciò avviene. L’essere umano, infatti, quando agisce, è consapevole delle conseguenze delle sue azioni e, nonostante la sua conoscenza della storia, decide comunque di operare in nome del suo interesse personale. La tanto esaltata virtù di cui parla Machiavelli, dunque, oggi sembra essere stata sorpassata e ignorata a discapito dell’egoismo; forse proprio questo è il grande problema che affligge le società moderne, perché la storia può essere anche ciclica, ma gli uomini devono avere il coraggio di cambiarla, o perlomeno provarci.
Articolo di Melis Gabriele e Leverone Luce










