BIANCANEVE/Un primo weekend senza lieto fine

Tra critiche al casting, scelte creative discutibili e un incasso deludente: il difficile debutto del remake di Biancaneve”

“Biancaneve”, il remake live-action del primo lungometraggio Disney “Biancaneve e i sette nani”, uscito lo scorso 21 marzo 2025, ha attraversato una prima settimana al cinema molto difficile, finendo al centro dell’attenzione tra critiche e polemiche.

Nonostante un investimento di circa 270 milioni di dollari, il film ha incassato solo 43 milioni nel weekend d’apertura negli Stati Uniti, con un punteggio del 43% su Rotten Tomatoes. In Italia, stando invece ai dati diffusi da Cinetel, il film ha incassato 3.8 milioni di euro al box office italiano. La cifra di per sé non rappresenta un record per un live-action Disney, anzi, confrontandolo con un altro adattamento in carne e ossa come «La Sirenetta», che aveva esordito con circa 3.6 milioni di euro e chiuso la sua corsa a quota 12 milioni di euro, è un risultato tutto sommato positivo, almeno per gli standard italiani.

Ma perché il film non ha raggiunto il successo sperato?

Critiche e polemiche

Una delle principali controversie che ha accompagnato l’uscita del remake di Biancaneve riguarda la scelta dell’attrice protagonista, Rachel Zegler, attrice di origini latine. Questa decisione ha suscitato un acceso dibattito sulla fedeltà al materiale originale e sull’importanza della rappresentazione etnica nei remake cinematografici. Alcuni critici ritengono che la scelta di Zegler rappresenti un allontanamento dall’immagine tradizionale del personaggio di Biancaneve, mentre altri vedono in questa scelta un passo importante verso una maggiore inclusività nel cinema. Non è andata però meglio a Gal Gadot, attrice dell’antagonista del film. Nel caso dell’attrice, già celebre per aver interpretato la supereroina Wonder Woman nei cinecomic dell’universo DC, le critiche sono arrivate per via delle sue idee politiche a favore della condotta israeliana durante il conflitto con Gaza e la Palestina. Oltre al casting, il film ha apportato modifiche sostanziali alla trama originale, tra cui spiccano soprattutto l’eliminazione della celebre canzone “Some Day My Prince Will Come” e la trasformazione dei sette nani in creature soprannaturali create tramite la CGI, piuttosto che mantenere la loro rappresentazione tradizionale. Questi cambiamenti hanno spaccato in due l’opinione pubblica: se da un lato alcuni spettatori apprezzano questo aggiornamento della storia, ritenendo che rifletta meglio le sensibilità moderne, dall’altro tali modifiche vengono considerate una distorsione dell’essenza del classico Disney.

Il remake di “Biancaneve” rappresenta un esempio di come le scelte creative e le dichiarazioni pubbliche possano influenzare la ricezione di un film. Le polemiche interne al cast e le critiche alle scelte stilistiche hanno contribuito a un’esperienza travagliata per la Disney. Resta da vedere come il film evolverà nelle prossime settimane: riuscirà a riconquistare la fiducia del pubblico o finirà per diventare l’ennesimo flop cinematografico?

Di Giuseppe Cirillo