DIARIO SCOZZESE/Day 2 – L’incontro con i manager

– di Sara Carminati e Matilde Passerini

Il giorno 25 Aprile 2019, alle prime luci dell’alba, i nostri diciassette eroi, ancora in trance, si accingono a procurarsi il pasto più importante della giornata, in grado di sostenerli in quella che sarà la loro prima giornata lavorativa in suolo straniero.

Il pasto è abbondante, la voglia di vivere un po’ meno, ma, con coraggio muovono i primi passi verso un mezzo di trasporto a cui si approcciano per la prima volta, il tram. Efficientissimo, puntualissimo e silenziosissimo.

Inusuale per dei ragazzi provenienti dalla patria dei ritardatari cronici. Nel momento in cui il gruppo mette piede sul mezzo pubblico, una figura mitologica fa la sua comparsa: il controllore, che piuttosto di farsi sfuggire un passeggero si mette al suo inseguimento fino al capolinea. La prima vista delle vie cittadine suscita la meraviglia e lo stupore dei ragazzi: la capitale scozzese trasmette una nuova energia che si fa sentire fin dall’ arrivo in centro.

I pellegrini si recano a passo svelto verso l’ufficio turistico per ritirare quelle che saranno i loro salvavita, le tessere per l’abbonamento ai mezzi pubblici; Edimburgo ne è ampiamente fornita e sarebbe un peccato non approfittarne

Dopo aver scattato foto a dir poco imbarazzanti per il documento, presto presto verso l’università, dove li attende un giovincello discretamente pagato per dire loro cose ovvie…però vestito bene.

Ad accompagnarli un sole caldo, che ricorda casa, e non comune in una città come Edimburgo.

In seguito al prelievo dei soldi per il pranzo, ciascuno per la propria strada: chi dietro l’angolo, chi in Cambogia.

Ed ecco il momento, il primo impatto, come uno schianto su un muretto a secco: l’incontro con i manager.

Questo avviene in luoghi che variano tra i retro bottega e i container in riva al mare. Questo non demoralizza gli animi volenterosi dei ragazzi che, senza perdere troppo tempo, passano alle domande più importanti: orari di lavoro e incarichi a loro assegnati.

La giornata è stata lunga, ma naturalmente non è finita qui perché, lasciati i posti di lavoro, gli eroi passano allo studio individuale e a gruppi, approfittando della presenza dei prof per farsi aiutare.

Dato che gli altri residenti in albergo intendono mangiare senza assistere alle esclamazioni di eterno sconforto di un branco di adolescenti a cui non viene matematica, il gruppo monopolizza il corridoio del terzo piano, suscitando così l’ira di una coppia cinese avente la camera tra quelle dei ragazzi.

Qui avviene una riunione improvvisata per discutere delle impressioni suscitate dalla prima giornata di lavoro, durante la quale  emergono diverse situazioni bizzarre.

Dopo aver condiviso i propri pareri e aver fatto ridere i compagni con la cronaca delle proprie disgrazie, i giovani sono in procinto di cenare e riprendere le forze. Giusto in tempo per andare al bowling e far uscire la competitività che risiede in tutti.

Una lunga giornata, piena di novità, che ha acceso nei ragazzi la voglia di esplorare, sperimentare e di essere sempre di più indipendenti. L’inizio di un’esperienza che li farà crescere e che, probabilmente, non dimenticheranno.